Belgrado - <em>Il Primo Ministro della Serbia, Aleksandar Vucic, ha ricevuto, questo lunedì 10 novembre, il suo omologo albanese Edi Rama, giunto a Belgrado nella cornice di una storica visita in Serbia da parte di un alto dirigente statale dell'Albania. Per la prima volta dopo 68 anni, un Primo ministro albanese ha visitato ufficialmente Belgrado.
La precedente visita è stata quella di Enver Hoxha, che venne accolto da Josip Broz Tito. L'esito della visita è stato sostanzialmente positivo, nonostante i media serbi e albanesi abbiano voluto attribuire grande importanza all'impasse sul Kosovo, intervenuta nel corso della conferenza stampa congiunta e in diretta televisiva.
La richiesta di Rama di riconoscere l'indipendenza di Pristina e la stessa </em><em>reazione di Vucic, </em><em>non hanno comunque creato un "incidente diplomatico", considerando che entrambi i Premier hanno mantenuto una certa coerenza, verso le aspettative dei cittadini che rispettivamente rappresentano. Rama, infatti, ha commesso un involontario scivolone, dettato in parte dall'inesperienza e, con ogni probabilità, da uno slancio eccessivo dei suoi consiglieri.
Ad ogni modo, non si può attribuire alle sue parole un voluto intento di "provocare" l'ira della Serbia, considerando la stimabile opera diplomatica fatta per organizzare questa visita, senza accusare il colpo dell'incidente del drone. E' innegabile che questa missione è stata fortemente voluta dalle lobbies europee, allo scopo di unire la regione balcanica sotto un'unica influenza pro-occidentale. </em>
<em>D'altro canto, </em><em>Vucic non poteva non reagire ad un intervento inaspettato, su un tema così delicato dei rapporti serbo-albanesi. Una reazione da contestualizzare nel clima politico della Serbia, dove l'attuale classe dirigente cerca di mantenere le sue posizioni nonostante le pressioni della Comunità Internazionale, e di tutelare al contempo il suo elettorato.
In tal senso, va ricordato che Belgrado, all'indomani, accoglierà la venuta del leader serbo Vojislav Seselj, da poco rilasciato dal Tribunale dell'Aja, dopo un lungo e controverso processo.</em> <em><strong>L'agenda</strong></em>. Il Premier Edi Rama, accompagnato dalla delegazione albanese, composta dal Ministri degli Esteri Ditmir Bushati e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Arben Ahmetaj, è stato accolto all'Aeroporto di Belgrado dal Ministro degli Esteri, Ivica Dacic, con una cerimonia formale di accoglienza.
In seguito, la delegazione albanese è stata ricevuta con gli alti onori dinanzi a Palata Srbija dal Primo ministro della Serbia, Aleksandar Vucic. L`agenda proseguirà con la partecipazione al Business Forum Albania-Serbia e poi la visita al Comune di Belgrado, dove Rama incontrerà il sindaco Sinisa Mali, con cui avrà una riunione informale.
Nella giornata di martedì 11 novembre, Rama visiterà la Vale di Presevo dove incontrerà i leader albanesi, ed avrà una riunione con la comunità tutta presso il Palazzo della Cultura. La visita del Premier albanese, considerata un grande evento non solo per la Serbia e l`Albania, ma anche per l`intera regione, ha portato alla mobilitazione di oltre tre mila poliziotti. <strong>Discussa la ripresa della cooperazione economica</strong>
Edi Rama e Aleksandar Vucic, nella conferenza stampa congiunta, a margine della riunione bilaterale, hanno sottolineato la necessità di cooperazione tra i due paesi, perché la strada verso l`Unione Europea sia più facile. "Abbiamo condiviso molta storia insieme, senza mai essere vicini l`uno con l`altro. Oggi, il nostro futuro dipende molto da quel che possiamo fare insieme nel percorso dell'adesione, in quanto singolarmente sarà molto più difficile", ha sottolineato il Premier Edi Rama.
A suo parere, occorre avere coraggio e reciproca fiducia, e non permettere che la storia influisca negativamente nei rapporti bilaterali. "Noi Balcani abbiamo bisogno dell'Europa, così come l'UE di noi. La pace ci deve dare coraggio per separarci dalla vecchia strada di una storia che nutre sfiducia verso l`un l`altro.
Noi albanesi vogliamo nutrire reciproca fiducia con voi serbi. I nostri figli non devono soffrire.
Insieme dobbiamo creare nuove condizioni per lo sviluppo delle nostre economie e delle società", ha detto Rama. Ha inoltre evidenziato come tali iniziative divengano delle opportunità per le nuove generazioni, nella speranza che "in futuro i giovani che guideranno la Serbia vedranno gli albanesi di Presevo come un ponte d`importanza strategia per legare le nostri sorti europee, assicurando loro tutti i diritti non per mera aspirazione ma per obbligo costituzionale". In tal senso, Rama ha chiesto che Belgrado presti la dovuta attenzione verso la rappresentanza degli albanesi di Presevo alle strutture centrali e locali. "Credo che le autorità serbe lo sanno che gli albanesi della Valle di Presevo debbano essere coinvolti nei processi d`integrazione della Serbia all'UE, non solo come possibilità di modernizzazione della Serbia ma anche come una strada sicura per essere socialmente equilibrati.
Il modello che suggeriamo è quello che tutela le minoranze serbe in Kosovo", ha detto Rama.
Allo stesso modo, stando alle parole di Vucic, questa visita rispecchia un nuovo inizio e un miglioramento, non solo nei rapporti tra i due Paesi, ma anche del clima politico di tutta la regione. "E' una notizia importante, non solo per la Serbia e l'Albania, che i funzionari dei due Paesi che si sono incontrati dopo 68 anni. Devo dire che i nostri colloqui sono stati lunghi e neanche molto facili, ma sono convinto che i problemi congiunti possono essere risolti attraverso il dialogo", ha detto Vucic alla conferenza stampa, dopo il colloquio con Rama. "Sono orgoglioso perché apriremo una nuova pagina nei futuri rapporti tra la Serbia e l'Albania, e quindi nel nostro cammino congiunto verso l'UE", stima il Premier serbo.
In merito, è stata discussa la possibilità di ottenere il via libera dell'UE per la ferrovia, Belgrado-Podgorica-Tirana. Vucic ha chiarito che la minoranza serba in Albania e la minoranza albanese in Serbia dovrebbero rappresentare un ponte di cooperazione, e che i due Paesi dovrebbero presentarsi in maniera congiunta a progetti infrastrutturali di valenza europea. <strong>Accordi interstatali</strong>. I due interlocutori hanno discusso di cooperazione economica e dei futuri accordi di cooperazione,<u> concordando la ratifica di un protocollo interstatale per agevolare la libera circolazione dei cittadini dei due Paesi con la sola carta d'identità,</u> nonché la firma di un accordo sullo scambio e sulla cooperazione dei giovani tra i due Paesi, esprimendo il desiderio che gli investitori della Serbia visitino l'Albania allo scopo di aumentare lo scambio commerciale.
Inoltre, il Governo della Serbia e il Consiglio dei Ministri dell'Albania hanno ratificato l'accordo relativa all'<u>assistenza reciproca in materia di prevenzione, investigazione e repressione delle infrazioni doganali.</u> Il presente documento è stato firmato per conto del Governo della Serbia dal Ministro delle Finanze Dusan Vujovic, mentre per la parte albanese dal Ministro dello sviluppo economico, commercio e imprenditorialità Arben Ahmetaj. <a href="http://agenzia.etleboro.com/files/image/60bfb919905a52cf1ba9d1797af63f2c.jpg"></a> <strong>Un incidente diplomatico?</strong>
D'altro canto, sembra che Vucic non abbia gradito la menzione nel corso dei colloqui della questione del Kosovo e della necessità di riconoscere l'indipendenza irrevocabile del nuovo Stato da parte del Premier albanese, nonostante non fosse stato precedentemente accennato. Il premier serbo ha evidenziato, alla presenza di Edi Rama, che da lui "non si aspettava una tale provocazione". "E' un peccato che Rama abbia approfittato di questa occasione per parlare di un argomento che non abbiamo concordato, ma il mio obbligo è di non permettere che nessuno umili la Serbia", ha commentato Vucic a seguito dell'incontro, aggiungendo che non era sua intenzione parlare del passato, bensì del futuro.
Ribadisce, così, che la provincia è parte della Serbia e lo ripeterà anche a Tirana, senza però indurre in provocazione il Paesi ospite. "Prima di tutto, ripeto, abbiamo ovviamente opinioni diverse, ma la dura realtà della posizione della Serbia è che il Kosovo e Metohija è parte della Serbia, e sono lieto di poterlo ripetere al Primo Ministro albanese", ha detto Vucic. Una risposta, quindi netta, all'invito di Rama verso la Serbia a riconoscere l'Indipendenza del Kosovo "perché è uno Stato indipendente e una realtà che non può essere cambiata, "come fattore importante per la sicurezza non solo della regione, ma di tutta l'Europa, che può colpire una serie di problemi strategici tra serbi e albanesi". "Ci aspettiamo che la Serbia prenda ogni misura in tal senso, e così saremo sicuri di aver archiviato la questione", ha detto Rama, aggiungendo che il dialogo "tra la Serbia e il Kosovo" è utile perché porta la regione in una nuova era, con un successo per tutta l'Europa. <br /> <strong>Episodi imbarazzanti</strong> Con riferimento all'incidente del drone della partita Serbia-Albania, il Premier serbo Aleksandar Vucic ha detto che l'inchiesta ha mostrato che l'evento è stato attentamente pianificato, e che i partecipanti sono giunti in Serbia pochi giorni prima della partita.
Rispondendo alla domanda di un giornalista, Vucic ha detto, tuttavia, di non avere alcuna intenzione di parlare di questo, ma precisa gli organizzatori ed i partecipanti a questo gesto saranno perseguiti per il reato che hanno commesso. Ulteriore curiosità da citare è stata la breve interruzione della traduzione di Edi Rama, durante la conferenza stampa, a causa di problemi tecnici.
La<br /> Radio Televisione della Serbia (RTS) durante la diretta, a causa di problemi tecnici, non ha trasmesso al pubblico la traduzione della dichiarazione del Primo Ministro albanese, che invece è stata ascoltata negli auricolari del Premier serbo, scusandosi con gli spettatori per questo disagio. La dichiarazione del Primo Ministro albanese con la traduzione in serbo sarà pubblicata in seguito.