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Podgorica -Il direttore generale della società italiana Terna, Matteo Del Fante ha dichiarato giovedì, 9 ottobre, che la società italiana sopra citata, continuerà a costruire il progetto del cavo sottomarino dal Montenegro verso…
Podgorica -Il direttore generale della società italiana Terna, Matteo Del Fante ha dichiarato giovedì, 9 ottobre, che la società italiana sopra citata, continuerà a costruire il progetto del cavo sottomarino dal Montenegro verso l'Italia, ma rivolgendo un'attenzione particolare, all'efficienza dell'investimento. Lo stesso ha sottolineato che è in corso l'ottimizzazione del progetto per quanto riguarda un aspetto tecnico, ma anche per ciò che concerne le spese e gli interessi a lungo termine, confermando che il progetto non viene sviluppato in base alla dinamica prevista. La società italiana Terna la quale, insieme alla società Crnogorski Elektroprenosni Sistem (Il Sistema di trasmissione del Montenegro, CGES), costruirà il cavo sottomarino, ha un problema per quanto riguarda un accordo sul tracciato attraverso la costa croata, e proprio per questo il progetto è in ritardo. Anzi, dopo i disaccordi sul collegamento tra l'Italia e il Montenegro, tramite un cavo energetico sottomarino, finalmente è stato concordato il tracciato che soddisfa tutti, e proprio per questo l'inizio della costruzione potrà cominciare ben presto. Poichè i croati erano contrari al recente tracciato, che come previsto doveva attraversare la zona dove effettuano le prospezioni del gas e del petrolio, il nuovo tracciato proposto è stato accettato da parte della Croazia, perché non minaccia la zona sopra menzionata. Il Ministero dell'Economia croato, ha mandato una lettera alla società Terna nella quale ha scritto che approvano il nuovo tracciato del cavo sottomarino, ma a due condizioni. La prima riguarda il caso della scoperta commerciale, che devono promettere che a proprie spese cambieranno il tracciato della posa del cavo sottomarino allo scopo di non toccare la zona degli idrocarburi, mentre l'altra è che a proprie spese assicureranno la posa del cavo elettrico sottomarino in modo che gli stessi non disturbino il posizionamento delle strutture minerarie e degli impianti necessari per la ricerca e lo sfruttamento del petrolio e del gas. Con la posa del cavo sottomarino dal Montenegro verso l'Italia saranno soddisfatte le condizioni per collegare tutti i paesi regionali al mercato energetico europeo. "Un grande vantaggio della posa del cavo sopra citato lo avrà il Montenegro il quale sarà direttamente collegato ai centri energetici europei. Anzi i benefici monetari, secondo i tassi ammonterà da 10 a 40 milioni di euro", ha stimato il direttore generale per l'energia presso il Ministero dell'Economia, Miodrag Canovic. Oltre ai benefici monetari, la realizzazione di questo progetto, porterà nuovi vantaggi, i quali potranno migliorare l'economia montenegrina, influenzando l'apertura di nuovi posti di lavoro. Nella realizzazione del progetto, il CGES nell'investimento diretto parteciperà con il 20%, utilizzando i mezzi finanziari assicurati attraverso i crediti dalla Banca tedesca dello sviluppo (German Development Bank) e la Banca europea per il recupero e lo sviluppo (European Bank for Reconstruction and Development, EBRD). La prima elettricità attraverso il cavo sottomarino potrà passare nel 2017. L'ultimo prezzo dell'investimento ammontava a 780 milioni, ma adesso a causa della variazione del tracciato, il progetto sarà più costoso e dovranno essere aggiunti altri 100 milioni.
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