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Belgrado - Il sindacato della fabbrica automobilistica di Priboj (Fabrika automobila Priboj, FAP), ha chiesto al Governo e al Primo Ministro serbo, Aleksandar Vucic di "interrompere il saccheggio ulteriore di questa fabbrica". Secondo le…
Belgrado - Il sindacato della fabbrica automobilistica di Priboj (Fabrika automobila Priboj, FAP), ha chiesto al Governo e al Primo Ministro serbo, Aleksandar Vucic di "interrompere il saccheggio ulteriore di questa fabbrica". Secondo le informazioni, in meno di un anno, dalla fabbrica sono spariti altri 25 camion. "Mentre aspettiamo la privatizzazione della FAP annunciata da molto, nello stesso tempo subiamo una rapina che è tutt'altro che terminata", cita l'avviso. I rappresentanti del sindacato della fabbrica, sostengono che gli azionisti della FAP, il 26 settembre 2013 hanno rifiutato di adottare un avviso finanziario, con cui verrebbe sostituita la maggior parte dei 400 camion. In risposta a tali avvenimenti, l'ex Primo Ministro, Ivica Dacic, ha assunto la decisione, il 4 aprile 2014, sul turno degli azionisti e ha nominato Aleksandar Milunovic come esecutore delle attività di rappresentante del capitale statale nell'assemblea del sindacato", cita l'avviso. Il sindacato della FAP sostiene che Milunovic ha colto la prima occasione di modificare illegalmente lo statuto della società e di adottare l'avviso della casa di revisione non autorizzata Alfa-Revizija di Belgrado per avallare tutte le frodi, fatte nel periodo precedente. Secondo i sindacalisti, Milunovic ha accolto un avviso finanziario del 2013, in cui è scritto che nella FAP sono state prodotte 27 unità. "Poiché uno dei risultati del lavoro del Comitato di Sorveglianza è una produzione concordata di due camion in un anno, si pone la domanda di dove sia finito il denaro con cui si giustifica la produzione di altri 25 camion, e proprio nel momento in cui i lavoratori hanno ricevuto solamente una parte del salario per il mese di agosto dello scorso anno", hanno chiesto nella FAP, aggiungendo, che invece di essere perseguito il Comitato di Sorveglianza con a capo Nemanja Stevanovic, a causa della mancata adozione, dopo la scadenza del mandato, lo stesso comitato ha preso, illegalmente, la decisione di vendere le attrezzature in rottami, cioè proprio quelle che adesso mancano per la produzione. Il sindacato ha dichiarato che l'arroganza persiste, testimoniata anche dal fatto, che invece di parti di qualità, pronte per l'installazione, negli impianti di produzione vengono coscientemente incluse attrezzature di origine sconosciuta, allo scopo di mettere in dubbio la qualità dei prodotti della FAP, solamente per poter raggiungere un beneficio personale. "In questo modo è minacciata chiaramente la cooperazione con il produttore finlandese, mentre i dipendenti sono messi in una via senza uscita, ma nello stesso tempo, la cosiddetta gestione della FAP non è interessata a qualsiasi produzione", hanno avvertito i delegati della FAP, sottolineando che mai rinunceranno dall'intenzione di trovare i 60 milioni di euro, che sono stati sottratti indebitamente, invitando il Governo della Serbia e il Premier di fermare il collasso morale e materiale della fabbrica sopracitata.
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