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Belgrado - La pagina Facebook "Armija Republike Sandzak" (Esercito della Repubblica di Sangiaccato) è stata cancellata, dopo l'intervento del gruppo "Anonimus" dalla Serbia, il quale ha eliminato anche i profili degli…
Belgrado - La pagina Facebook "Armija Republike Sandzak" (Esercito della Repubblica di Sangiaccato) è stata cancellata, dopo l'intervento del gruppo "Anonimus" dalla Serbia, il quale ha eliminato anche i profili degli amministratori, con le iniziali Dz.A. e S.H. I membri del gruppo "Anonimus" hanno individuato qualche sito fondamentalista sulla popolare rete sociale, e poi ha chiesto agli amministratori di Facebook di eliminarli a causa dell'espansione dello stato di odio, che loro stanno propagando. Entrambi gli amministratori dei gruppi controversi hanno avuto sulle copertine dei loro profili, le foto dei mujahidin armati. Dz.A. aveva scritto sotto la foto "Morire con il cuore puro, senza un unico peccato. Questo è il desiderio dei mujahedin, i soldati di Allah". I suoi atteggiamenti con l'invito a istituire un'armata, sono stati sostenuti da un gran numero di persone, già nel mese di giugno. Dopo la recente sfilata di ragazzi in uniformi verdi, in occasione della manifestazione "Il corso a Hadzet" a Novi Pazar, sulla pagina di Dz.A. è stato avvisato anche un sostenitore del movimento serbo, annunciando che i membri di questo movimento arriveranno a Novi Pazar. Un conflitto "tagliente" è iniziato nello spazio virtuale, dopodiché sono state aperte numerose pagine con diversi contenuti estremisti e militari, come "Armija Republike Sandzak", con lo slogan "Pazar, Sangiaccato, mai la Serbia" e "Sandzak Republika", al quale avevano aderito oltre 7 000 internauti. Tra i post delle pagine chiuse c'erano anche dei messaggi che invitavano ogni individuo a essere ben armati. Il gruppo "Anonimus" è riuscito a raccogliere le informazioni attraverso le quali è stato confermato che gli amministratori delle pagine menzionate sono in contatto con i tifosi della squadra di calcio "Novi Pazar", e il gruppo pensa che anche questi legami debbano essere necessariamente osservati con una particolare attenzione. Il Procuratore per la criminalità informatica, Branko Stamenkovic ha dichiarato che da quando ha saputo che esistono tali pagine, ha creato un fascicolo e ha chiesto al Ministero degli Interni di raccogliere tutti i dati. Tuttavia, non ci sono informazioni se la polizia ha rivelato i nomi degli amministratori delle pagine Facebook con un contenuto estremista. Le stesse sono state cancellate, grazie all'impegno del gruppo "Anonimus" della Serbia. Questa organizzazione ha conservato tutte le informazioni sugli amministratori, tutti i commenti e le foto delle pagine chiuse. In alcune foto si vedono i ragazzini delle scuole superiori, con la bandiera della Jihad e con un dito alzato in segno di minaccia. Darko Trifunovic, della Facoltà di Sicurezza pensa che la situazione sia fuori controllo, poichè l'indottrinamento religioso e la radicalizzazione islamica vengono effettuati sui bambini. "E' necessario capire che le pagine e gli atteggiamenti fondamentalisti sono rivolti verso i musulmani, e non verso gli altri cittadini della Serbia. Anzi, gli estremisti vogliono indottrinare i bambini della religione islamica da quando sono piccoli. E la maggior parte dei musulmani di Sangiaccato hanno paura di loro. La domanda è d'obbligo cosa fanno le autorità della sicurezza serbe? Chi è responsabile se qualcuno dei giovani ragazzi va in Siria e in Iraq e lì perde la vita? Siamo testimoni dell'intensificazione dell'estremismo, ma lo Stato non fa nulla per impedire tutto questo", ha commentato categorico Trifunovic. Il Presidente del Comitato parlamentare per i diritti umani e delle minoranze, Meho Omerovic ha asserito che è giunto il momento in cui lo Stato deve reagire, poichè tra i giovani, di giorno in giorno cresce l'estremismo. "La reazione dello Stato è troppo leggera. Manca la reazione dei competenti e proprio per questo possiamo leggere sui siti web le intenzioni di organizzare l'esercito di Sangiaccato", ha avvertito Omerovic. Lo stesso ha aggiunto che è necessario interrompere tali problemi, perché tutti siamo consapevoli che in questo territorio manca poco "per accendere il fuoco", dal momento che queste azioni non sono per niente ingenue. L'organizzazione non governativa "Urban In" ha avvertito anche che è necessario capire seriamente questi fenomeni.
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