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NOTIZIE · OI-316746 · 16/09/2014 15:00:00 · 4295 g fa5 min lettura
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Quanto costeranno all'Ucraina le sanzioni contro la Russia?

DiOsservatorio ItalianoSommario

Kiev – L’editore BIN.ua, lunedì 15 settembre, ha comunicato che, dal 12 settembre 2014, è entrata in vigore la legge ucraina che introduce sanzioni contro la Russia con la quale sarà possibile fare pressing sulle imprese di…

Kiev &ndash; L&rsquo;editore BIN.ua, luned&igrave; 15 settembre, ha comunicato che, dal 12 settembre 2014, &egrave; entrata in vigore la legge ucraina che introduce sanzioni contro la Russia con la quale sar&agrave; possibile fare pressing sulle imprese di provenienza russa. A tal proposito, il direttore dell&#39;Istituto per la Ricerca Economica e le Consultazioni Politiche ha espresso l&rsquo;opinione che l&rsquo;Ucraina, finora, non ha attuato sanzioni economiche contro Mosca perch&eacute; ha aspettato l&rsquo;intervento della comunit&agrave; internazionale, chiamata a pressare economicamente la Russia. In precedenza Kiev ha evitato di introdurre misure restrittive anche per evitare di peggiorare l&rsquo;immagine internazionale del Paese. L&rsquo;approvazione della legge sulle sanzioni non significa dunque l&rsquo;entrata in vigore urgente delle stesse in quanto i provvedimenti economici inizieranno a funzionare dopo la decisione del Consiglio di sicurezza nazionale e della difesa ed il decreto del Presidente ucraino che dovr&agrave; essere approvato entro 48 ore dal Parlamento.&nbsp;Dal canto suo l&rsquo;ex-rappresentante dell&rsquo;Ucraina all&rsquo;interno della Commissione Economica Eurasiatica, Viktor Suslov, ha fatto sapere che il decreto presidenziale, volto ad approvare la legge sulle sanzioni contro la Russia, non &egrave; ancora stato pubblicato ma &egrave; collegato alla necessit&agrave; di risolvere il problema pi&ugrave; importante per il Paese: regolarizzare la situazione a Donbass e mettere fine alla guerra da parte del Presidente, Petro Poroschenko. Tra l&rsquo;altro Viktor Suslov, ha ricordato che le sanzioni sono state gi&agrave; attuate dai &ldquo;maggiori partner&rdquo; dell&rsquo;Ucraina: gli USA e l&rsquo;UE. Le proposte necessarie per la suddetta manovra, sono state approvate l&rsquo;11 settembre 2014 dal Consiglio dei Ministri e limitano i diritti nel realizzare determinati tipi di business. Per esempio, si parla del divieto di ritiro di capitali dall&rsquo;Ucraina a persone giuridiche residenti nella Federazione Russa ed a soggetti giuridici statali il cui capitale sociale &egrave; in parte propriet&agrave; della Russia, che hanno sostenuto l&#39;aggressione militare nei confronti dell&#39;Ucraina, il terrorismo e l&#39;occupazione di una parte del territorio ucraino. Stando ai dati della Banca Nazionale ucraina, la Russia attraverso l&rsquo;Agenzia Statale per la gestione dei beni, possiede il 60,9% della VTB-Banca, la Banca Centrale della Federazione Russa &egrave; gestita al 100% dalla Sberbank, mentre il 98,6% della Prominvestbank &egrave; controllata dalla corporazione statale &ldquo;Banca per lo sviluppo dell&rsquo;attivit&agrave; economica estera&rdquo;. Secondo l&rsquo;analista presso il Centro Internazionale di Studi di Politica, Alexander Jolud, il terrorismo e l&rsquo;aggressione contro il Paese, verranno puniti attraverso una decisione giudiziaria con la quale le banche presenti sul territorio ucraino che hanno appoggiato i separatisti verranno sottoposte a delle sanzioni. In questo caso la complicit&agrave; tra i conti bancari ed il terrorismo verr&agrave; stabilita dal Consiglio di Sicurezza nazionale ucraino e dal Finmonitoring (Monitoraggio Finanziario), che valuteranno qualsiasi banca senza tener conto del suo proprietario. Igor Burakovsky ha aggiunto che il Finmonitoring Statale sar&agrave; indispensabile per determinare i trasgressori.&nbsp;Ricordiamo che, con la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza Nazionale (SBU) del 15 aprile 2014, &egrave; iniziata la causa penale contro i collaboratori di una banca russa che ha fornito denaro ai terroristi nell&#39;est del Paese, per&ograve; gli istituti di credito sopracitati come anche la Alfa-Bank hanno negato la propria complicit&agrave; con questo tipo di attivit&agrave;. A sua volta il Presidente della Banca Nazionale ucraina, Valeriya Gontareva, ha dichiarato, nel mese di agosto, che &egrave; in corso il monitoraggio delle banche russe, soprattutto di quelle in mano allo Stato e che il volume del capitale russo nel sistema bancario ucraino equivale al 32%.&nbsp;Inoltre le misure proposte dal Consiglio dei Ministri riguardano: il blocco dei conti delle persone giuridiche che hanno sostenuto l&rsquo;aggressione contro l&rsquo;Ucraina ed il pressing delle attivit&agrave; di provenienza russa in base alla decisione del Finmonitoring e degli altri organi di controllo. &nbsp;Il direttore generale della Federazione ucraina di Assicurazione, Galina Tretyakova, ha comunicato che alcuni mercati, per difendersi dalle sanzioni, hanno gi&agrave; cambiato la giurisdizione, come nel caso del settore delle assicurazioni e delle telecomunicazioni. Nel complesso, lo spettro dei provvedimenti contro il business russo &egrave; ampio ed il Governo ha proposto l&rsquo;introduzione di misure supplementari nei confronti della produzione russa dell&rsquo;industria leggera, degli alimenti, dei prodotti cosmetologici e della chimica domestica. Secondo Viktor Suslov, sarebbe opportuno concordare le sanzioni con la controparte, attraverso dei canali diplomatici perch&eacute; quelle russe, introdotte in risposta, potrebbero creare danni enormi all&#39;economia. Ricordiamo che sul territorio russo operano la JSC &ldquo;Biscotteria di Lipetsk &ldquo;Roscen&rdquo; di Petro Poroschenko che poco fa, ha dichiarato la vendita dell&rsquo;attivit&agrave; con l&rsquo;aiuto di ICU e Rothschild&amp;Cie. Inoltre per molte societ&agrave; ucraine, la Russia rappresenta un mercato in cui vendere le merci e dal momento che il loro business non &egrave; stato modificato, sar&agrave; difficile trovare altri mercati commerciali. Per Viktor Suslov, un esempio di consultazione efficace &egrave; l&rsquo;accordo, raggiunto di recente tra l&rsquo;Ucraina e l&rsquo;UE sull&#39;associazione e la creazione di una zona di libero scambio all&#39;inizio del 2016, che sar&agrave; vantaggioso per la Russia perch&eacute; l&rsquo;Ucraina manterr&agrave; i dazi sui prodotti europei e la struttura attuale del commercio con la Russia. Lo stesso risulter&agrave; favorevole &nbsp;all&rsquo;Ucraina, perch&eacute; l&rsquo;UE abolir&agrave; i dazi sulle merci ucraine e la Russia non introdurr&agrave; le imposte per l&rsquo;importazione delle merci ucraine e conserver&agrave; il regime di libero scambio in corrispondenza con l&rsquo;accordo sulla zona di libero scambio della CSI. In ogni modo per mitigare la crisi, i diplomatici dovranno mettersi a lavoro quanto prima.<br /> &nbsp; &nbsp; &nbsp;

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