Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Podgorica - Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nell'ultimo avviso sugli effetti secondari sull'economia mondiale, a seguito delle sanzioni contro la Russia, avverte che questi effetti potranno colpire anche il Montenegro. Quest'ultimo…
Podgorica - Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nell'ultimo avviso sugli effetti secondari sull'economia mondiale, a seguito delle sanzioni contro la Russia, avverte che questi effetti potranno colpire anche il Montenegro. Quest'ultimo infatti è considerato insieme alla Bulgaria e a Cipro, una destinazione favorevole per i turisti russi e sarà colpito, soprattutto perché è un ricevente degli investimenti russi, che superano il 5% del prodotto interno lordo, ha confermato il FMI. Il turismo russo a giudizio del FMI, ha un ruolo cruciale nell'economia del Montenegro, della Bulgaria e di Cipro. A causa della crescita sulla Borsa del rublo e della situazione economica instabile, i cittadini della Russia hanno diminuito i loro viaggi all'estero, e di questo ne hanno risentito i Paesi dell'UE, soprattutto la Repubblica Ceca. Gli investimenti capitali della Russia superano il 5% del prodotto interno lordo della Bielorussia, della Bulgaria, della Moldavia e del Montenegro. Dalla Russia dipendono anche i centri finanziari di Cipro e del Granducato di Lussemburgo. Se sorgeranno dei problemi nella costruzione del gasdotto South Stream potranno rimanere senza investimenti i Paesi attraverso i quali dovrà passare il gasdotto, cioè la Bulgaria, l'Ungheria, e la Serbia. Un effetto maggiore sull'economia mondiale potrà derivare dai gravi disturbi nella produzione o nel trasporto del gas naturale, dei prodotti petroliferi, mentre in misura minore sarà colpito il trasporto del granturco e del grano. Per adesso le conseguenze delle tensioni vengono percepite solo in Russia e in Ucraina, e i mercati dell'Europa non reagiscono nella misura necessaria a tutto questo, considerano gli esperti del FMI. "Tuttavia l'intensificarsi delle tensioni attraverso l'aumento delle sanzioni, potrà apportare degli effetti importanti in tutta l'Europa, nell'Asia centrale e oltre i loro confini. Questi effetti potranno avere una grave influenza sui mercati finanziari e sulle materie prime", cita l'avviso. Il FMI ha elaborato un'analisi su come le sanzioni potranno danneggiare i Paesi europei e di seguito elenchiamo i risultati: - I mercati risentiranno della potenziale esportazione, perché la Russia possiede il 40% del mercato mondiale di palladio, il 14% del mercato mondiale di nichelio, il 13% del mercato di platino e l'8% dell'alluminio. Gli esperti del FMI stimano che il prezzo del palladio e del nichelio sia aumentato del 10%, dopo l'adesione della Crimea alla Russia e dopo che sono state introdotte le sanzioni. Nonostante la Russia possegga oltre il 10% della produzione mondiale di petrolio, il prezzo dell'oro nero è stato abbastanza stabile nell'ultimo periodo, sottolineano gli esperti del FMI. Tuttavia, non è possibile omettere l'aumento del prezzo in futuro. La Russia consegna un terzo del combustibile blu, che viene utlizzato in Europa e la possibile diminuzione della consegna del gas dalla Russia rappresenta un rischio importante. Le banche austriache risentiranno dei problemi dei creditori russi nella maggior parte dei casi. Anzi, in questo circolo vizioso potranno entrare anche le organizzazioni di credito francesi, italiane e svedesi. Tenendo conto che il settore finanziario europeo è collegato con tutto il mondo, le controindicazioni potranno danneggiare anche i Paesi lontani. Secondo la stima degli esperti le conseguenze negative potranno essere percepite anche dai Paesi dove l'esportazione dalla Russia supera il 5% del prodotto interno lordo, e riguarda i Paesi Baltici, la Bulgaria, la Finlandia e la Slovacchia, ma anche la Bielorussia, la Moldavia, il Turkmenistan, l'Ucraina e l'Uzbekistan. Per quanto riguarda la stima del FMI, questo processo influenzerà in modo negativo i Paesi dove i pagamenti della Russia ammontano all'8% del prodotto interno lordo oppure di più. Questi Paesi sono l'Armenia, il Kirghizistan, la Moldavia e il Tagikistan. La Bulgaria, la Slovacchia e la Finlandia raggiungono il reddito dei prodotti importati dalla Russia. Questo riguarda l'industria chimica e metallurgica, ma anche l'industria tessile, la lavorazione del legno, la produzione elettronica e le attrezzature necessarie per il trasporto
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.