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Zagabria - Dopo le sanzioni economiche imposte alla Russia, i diplomatici croati hanno tenuto delle consultazioni urgenti con i rappresentanti delle società locali che operano con la Russia e che per prime potrebbero subire le conseguenze delle…
Zagabria - Dopo le sanzioni economiche imposte alla Russia, i diplomatici croati hanno tenuto delle consultazioni urgenti con i rappresentanti delle società locali che operano con la Russia e che per prime potrebbero subire le conseguenze delle sanzioni. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di Atlantic Group, Sestan Buscha, Dok Inga, Koncar e Ericsson, Nikola Tesla, i quali hanno parlato con il vice capo della diplomazia, Josko Klisovic. Quest’ultimo, ha spiegato le conseguenze delle sanzioni entrate in vigore il 1° agosto. Oltre alle società menzionate, potranno subire danni anche Podravka, Belupo, AD Plastik, Pliva e Agrokor. Dalle fonti diplomatiche Jutarnji list ha rilevato che i contratti firmati saranno realizzati, tuttavia ci si chiede cosa accadrà in futuro. Per questa ragione i primi che subiranno delle conseguenze saranno Ericsson Nikola Tesla e la società Sestan Busch la quale esporta in Russia, dove ha la sua azienda. Questa società di Prelog che coopera con la Russia dal 2011 e che ha concordato il suo primo lavoro con Mosca nello stesso anno, quando ha venduto 5.000 caschi militari, è stata dichiarata migliore esportatore nella categoria delle piccole imprese per l'anno scorso. La tecnologia sensibile di Ericsson, Nikola Tesla ha concordato il contratto della costruzione delle installazioni per la nuova rete mobile in Russia, tuttavia, poiché le sanzioni si riferiscono alla tecnologia che si può utilizzare negli scopi militari, questo contratto resterà in vigore, ma ci si chiede quali possibilità avranno le società europee nel futuro. Il Ministero dell'Economia dovrà creare una proiezione concreta del danno causato dalle sanzioni e presto i diplomatici croati incontreranno i rappresentanti di altre 30 società locali e delle istituzioni per discutere della questione. La diplomazia intende preparare gli esportatori croati a tutti i possibili scenari che potranno seguire.
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