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Tirana - Una rete di società nascoste, registrate in paradisi fiscali, collegano l’oligarca dell’energia, Vojin Lazarevic, con l’imprenditore, Damir Fazlic, in un coraggioso tentativo di trasformare l’Albania in un centro di…
Tirana - Una rete di società nascoste, registrate in paradisi fiscali, collegano l’oligarca dell’energia, Vojin Lazarevic, con l’imprenditore, Damir Fazlic, in un coraggioso tentativo di trasformare l’Albania in un centro di distribuzione del gas scisto americano, lo ha scoperto ‘BIRN’. La rete ‘Balkan Investigative Reporting Network’ (BIRN) è riuscita a rintracciare i 2.500.000 € che sono stati dati a Fazlic per acquistare alcuni terreni in Albania, nonché a portare alla luce l’impero di Vojin Lazarevic. La coppia in questione, ha investito altri € 30.000.000 a Porto Romano, vicino a Durazzo, e ora è alla ricerca di investitori per costruire un enorme terminale petrolifero e un centro di distribuzione per il gas scisto statunitense. Fazlic ha dichiarato in un’intervista alla BIRN che tra i potenziali sostenitori c’è anche l’americano Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO, coinvolto in una serie di società energetiche canadesi e americane. I Pubblici Ministeri hanno aperto un’indagine nel 2008 sull’imprenditore bosniaco, Damir Fazlic, sospettato di essere stato coinvolto nel riciclaggio di milioni di euro, mediante una serie di transazioni poco chiare, mediate dalla figlia di Sali Berisha, allora Primo Ministro dell’Albania. L’utilizzo di società collocate nei paradisi fiscali, il raggiro del sistema bancario mediante gli acquisti fatti in contanti e la rivendita del terreno per grandi quantità di denaro dai contadini locali ai mediatori, e poi a Fazlic, avevano fatto balenare alla mente dei Pubblici Ministeri l sospetto di riciclaggio di denaro in Albania. <br /> Tuttavia, il caso è stato archiviato nel 2009, prima che i Pubblici Ministeri scoprissero l'origine del denaro e decidessero se la questione richiedeva ulteriori indagini, in quanto le richieste di informazioni da Cipro e dalla Bosnia non avevano trovato risposta. Fazlic, uno stretto alleato dell'ex Primo Ministro, Sali Berisha, ha detto che è innocente in merito a tutte le accuse. Nel mondo oscuro dei paradisi fiscali, i veri proprietari, raramente, appaiono nei documenti ufficiali, grazie alle numerose società, organizzate a scatola cinese, ai loro avvocati e mediatori. Lo stesso vale per Fazlic e Lazarevic, che utilizzano molti metodi legali per nascondere la proprietà ed il patrimonio societario. Nonostante i continui pettegolezzi, nessuno dei due aveva ammesso prima di lavorare insieme, anzi Fazlic, in un'intervista rilasciata nel 2008, aveva negato qualsiasi legame con la società holding di Lazarevic, Rudnap. Utilizzando documenti ufficiali di aziende collocate tra Mosca e Cipro, e una cartella con oltre mille pagine di questioni giudiziarie, la nostra indagine mostra come il denaro abbia circolato grazie ai paradisi fiscali, tra cui St. Vincent e Grenadine, attraverso la Svizzera fino in Albania, per acquistare il terreno per i due grandi progetti dell’energia. L’area è stata acquistata da due società a "scatola cinese" registrate a Tirana e poi trasferite a Cipro, attraverso una serie di operazioni che hanno occultato l’identità dei reali proprietari. Insolitamente, Fazlliç e Lazarevic compaiono come comproprietari di una società con sede a Cipro, la Poligraf Invests Ltd. Questa società è stata creata per avere delle azioni nella società Petrol Slovenia Tirana Wholesale, di cui il 55% appartiene alla Petrol dd, la più grande azienda energetica della Slovenia, mentre il resto è in proprietà della Poligraf Invests Ltd, società controllata da Fazlic-Lazarevic. I documenti ufficiali di Petrol Slovenia Tirana Wholesale indicano che l'azienda stava progettando di acquistare o costruire degli impianti per il gas e il petrolio, e mirava ad investire nelle proprietà di Fazlic a Porto Romano, prima che la stessa venisse liquidata nel 2011. Fazlic si dichiarò anche proprietario delle due società "a scatola cinese" in Albania "Crown Acquisitions" e "Alpha Shpk", decisione della la quale, dice di essersi già pentito. In un'intervista esclusiva rilasciata a BIRN, lo stesso ha detto che se fosse tornato indietro, avrebbe voluto nascondere meglio il suo coinvolgimento utilizzando degli avocati intermediari per acquistare il terreno. "Pensate che, dopo avermi conosciuto, dopo aver visto ciò che ho fatto nella vita, non avrei potuto nascondere me stesso dieci volte, in modo che nessuno potesse neanche sognare il mio coinvolgimento?" ha chiesto Fazlic. "Potevo fare in modo che voi ragazzi neanche sapeste dove cominciava e dove finiva, o da dove provenisse il denaro. " I Pubblici Ministeri hanno aperto l'inchiesta sul possibile riciclaggio di denaro nell'ottobre del 2008, dopo aver scoperto i dettagli sulla vendita della Crown Acquisitions di Fazlic ad una società registrata a Cipro, Altaria Research Limited, attraverso una serie di mediatori che sono strettamente associati con Lazarevic. L’Altaria Research Limited ha pagato 1.750.000 €, nonostante la società albanese non fosse ancora registrata presso le autorità fiscali e sembrasse essere inattiva. Gli inquirenti più tardi hanno scoperto che lui, senza far rumore, aveva comprato nove ettari di terreno del valore di 1.350.000 €, acquistati mediante una serie di transazioni cash, utilizzando il denaro depositato sul conto personale bancario di Fazlic in uno dei tanti paradisi fiscali. BIRN ha rivelato che 1.500.000 € sono stati inviati sul conto bancario privato di Fazlic dalla Pluto International, una società registrata nei Caraibi, a St. Vincent e a Grenadine. Il denaro fu ritirato in contanti per comprare nove ettari di terreno. Pluto International è di proprietà di Vojin Lazarevic, l’ottavo uomo d'affari più ricco della Serbia, che ha un patrimonio e una liquidità di oltre 170 milioni di euro, secondo i dati ufficiali della Banca Centrale della Russia. L'informazione è stata pubblicata in precedenza, perché la Pluto International è in parte proprietaria della banca russa Euroaxis. Pluto International ha avuto un ruolo chiave per l'acquisto, nel 2004, della Banca Nazionale dei Risparmi della Serbia, acquisto che, tutt'oggi, è sotto inchiesta per corruzione. L'indagine continua e di recente i procuratori hanno interrogato l’ex Ministro delle Finanze e il Governatore della Banca Centrale della Serbia, Mladjan Dinkic. Lazarevic non è stato menzionato dai Pubblici Ministeri. Altri 950.000 € sono stati depositati, più tardi, sul conto personale di Fazlic, nel 2007, da Irongold Services Limited, che è di proprietà di Lazarevic, attraverso una serie di entri registrati nei paradisi fiscali, compresa la Pluto International. Il denaro depositato da Irongold Services fu ritirato cash dall’avvocato di Fazlic, Flutura Kola, per acquistare altri cinque ettari di terreno a Porto Romano per la sua azienda, la Alpha Shpk. BIRN non ha trovato prove che suggeriscano che l'investimento di Lazarevic è stato illegale, perché l’oligarca serbo dell’energia non è mai stato interrogato sull’origine dei fondi o perché ha scelto di canalizzare i soldi su Fazlic, poiché l’inchiesta è stata abbandonata dai Pubblici Ministeri albanesi. Fazlic ha venduto la Crown Acquisitions, che aveva in proprietà il terreno, del valore di 1.350.000 €, alla Altaria Research Limited per € 1.750.000. Nella sua unica intervista televisiva, dopo l’esplosione dello scandalo, Fazlic ha riferito, nell'ottobre 2008, alla TV Klan, che era fortemente pro-Berisha, che aveva in proprietà la società cipriota e che aveva realizzato la vendita solo al fine di riorganizzare le proprie attività. Il prezzo, come ha detto, rifletteva con precisione il "bilancio della società", dunque lui non ne ha tratto profitto. Ma quando è stato interrogato dai Pubblici Ministeri nel 2009, ha cambiato la sua posizione, rifiutando di rivelare la proprietà di Altaria Research, secondo i documenti ufficiali ottenuti da BIRN. "Con Altaria, abbiamo dei progetti comuni, in particolare nel settore immobiliare", ha affermato, aggiungendo: "Non posso dire chi sono i proprietari di questa società, perché ho in programma di fare business con loro, e temo la concorrenza". Altaria Research è l'unico proprietario della Rudnap Group, la società holding di Lazarevic che riunisce un gran numero di imprese con un fatturato annuo di 600 milioni di euro. Il suo braccio più redditizio è l'industria energetica controversa nei Balcani, un settore sul quale piovono numerose accuse di corruzione. Anche se la proprietà di Altaria Research è nascosta attraverso una serie di società, il controllo di Lazarevic su Rudnap Group e Altaria Research c’è, al di là di ogni dubbio. Dopo la vendita della Crown Acquisitions, Fazlic, Lazarevic e Sandra Berberovic, Direttore Esecutivo di Rudnap Group, si sono riuniti nel consiglio di sorveglianza della società. Nonostante questo, nella stessa intervista rilasciata a TV Klan, Fazlic ha negato di avere dei legami con Rudnap. Lo stesso, ha insistito sostenendo che "i suoi contatti e interessi finanziari su Rudnap sono pari a zero". Fazlic è stato più sincero circa i suoi legami con Lazarevic, quando ha parlato con BIRN questo giugno, nella sua prima intervista in sette anni. Quando è stato messo di fronte alle informazioni dettagliate della società ricevute da Cipro, Fazlic ha ammesso che è diventato proprietario al 50% della Crown Acquisition e dell’Alpha con Lazarevic, dopo la loro vendita alla Altaria Research Limited. Egli ha detto che inizialmente, nel 2008, aveva indicato "Altaria Research" come "la sua azienda" perché era "sotto pressione". La sua intervista televisiva era stata fatta perché era stato portato a Tirana, su richiesta di Berisha a rispondere a chi lo criticava e lo accusava. Una volta arrivati in Albania, si è scoperto che l'inchiesta su riciclaggio di denaro nel frattempo era stata aperta, e Fazlic veniva ricercato per essere interrogato. Quest’ultimo, ha aggiunto che mentre era comproprietario della Crown Acquisitions e dell’Alpha Shpk con Lazarevic, non aveva alcuna connessione con le altre aziende dello stesso, compreso il settore redditizio del commercio dell’energia elettrica. Rudnap aveva ottenuto decine di milioni di euro dalle gare d'appalto finanziate con i soldi dei contribuenti per vendere l’energia elettrica in Albania negli ultimi dieci anni. BIRN ha scoperto che nell'ambito dell'inchiesta di riciclaggio di denaro, i Pubblici Ministeri hanno potuto assicurare anche documenti relativi a questi accordi. Fazlic è legato anche ad un'altra società, Rudnap Construction Albania che, secondo le fatture ottenute, sempre da BIRN, ha commissionato del lavoro sul suo terreno a Porto Romano. Ma Fazlic insiste nel dire che non ha mai fatto lobbying o lavorato per Rudnap, nonostante gli stretti legami con la società ed i suoi proprietari serbi. "Non c’entravo nulla con la questione del commercio di elettricità, nulla", ha detto Fazlic, attraverso BIRN. "Se conosco Lazarevic? Sì. È lui è mio amico? Sì. Abbiamo un’impresa comune ed è la Crown e Alpha". Alcuni documenti ufficiali di volo ottenuti da BIRN mostrano che l'uomo d'affari Damir Fazlic, ha viaggiato 50 volte con un aereo privato in Albania e viceversa, tra il 2005 e il 2008, per un costo stimato in 500.000 €. Non si sa con quale compagnia aerea dei Balcani ha volato, ma il bosniaco era a bordo di un aereo della società Prince Aviation, con sede a Belgrado, quando è stato coinvolto in un incidente nel 2010. Il velivolo era partito da Tirana e volava verso l'isola di Brac, in Croazia, in modo che i passeggeri, secondo i rapporti locali, si imbarcassero sullo yacht di Vojin Lazarevic, uno dei più grandi nei Balcani. L’aereo Cesna si è schiantato quando è uscito dalla pista, ma nessuno dei passeggeri a bordo è rimasto ferito. Secondo i dettagli pubblicati negli ultimi cinque anni, Rudnap Group, la società holding di Lazarevic in Serbia, ha concesso un prestito di 150.000 euro alla società Prince Aviation. Fazlic e Lazarevic ormai sono alla ricerca di un nuovo partner di business, che abbia 30 milioni di euro da investire in un "centro di stoccaggio" a Porto Romano, visto che i loro investitori iniziali si sono ritirati. La Mckenzie, una delle più grandi società di consulenza al mondo, è stata ingaggiata per aiutare a trovare un investitore. BIRN ha scoperto che Fazlic ha avuto dei colloqui con l’acclamato generale degli Stati Uniti, Wesley Clark, per l’investimento nel deposito di stoccaggio per il gas scisto in Albania. Fazlic ha dichiarato: "c'è un enorme bisogno di questo, perché potrà stabilizzare la fornitura di elettricità in Albania e perché il mio progetto è così grande, da essere in grado, da solo, di alimentare il 50% o la metà del mercato". Lo stesso ha aggiunto che per far avanzare questo progetto, sta considerando l'opportunità di utilizzare i suoi stretti contatti a Washington DC. "La prossima cosa che voglio fare è di rendere l'Albania un centro per il LNG (gas naturale liquefatto) scisto dagli S tati Uniti", ha detto Fazlic alla BIRN. "Ho in corso dei colloqui con diversi partner potenziali, provenienti dagli Stati Uniti, dove, e altrove nel mondo, tutto questo viene guidato politicamente. Politicamente vogliono avere una presenza in questo mercato, in modo tale, che la Russia non sia così influente". Fazlic ha detto che ha parlato con Wesley Clark – considerata come una figura influente a Tirana e a Pristina a causa del suo ruolo di comandante supremo degli alleati della NATO con il dovere di difendere l’etnia albanese durante il conflitto in Kosovo. "Wesley è una persona con cui continuo a collaborare. Io non ho un partner, ma sto parlando con le persone e, sì, ho parlato con Wesley, perché è nel consiglio di una società che lo può realizzare", ha detto Fazlic. In virtù dei contatti impressionanti di Fazlic e della proprietà di Lazarevic, pochissime persone possono escludere la possibilità del realizzarsi di un tale coraggioso piano di business.
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