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Belgrado - Il capo del settore per le eurointegrazioni della delegazione dell'UE, Freik Janmaat ha reso noto che è falso il dilemma che la Serbia deve scegliere tra l'UE e la costruzione del gasdotto "South Stream". "Tale…
Belgrado - Il capo del settore per le eurointegrazioni della delegazione dell'UE, Freik Janmaat ha reso noto che è falso il dilemma che la Serbia deve scegliere tra l'UE e la costruzione del gasdotto "South Stream". "Tale dilemma è falso, la Serbia ha bisogno di entrambi, però per ottenere sia l'uno che l'altro deve rispettare le regole dell'UE e non sorgeranno problemi" - ha dichiarato Janmaat alla riunione svolta a Belgrado sotto il titolo "South Stream: Lavoro o processo del secolo" ("Južni tok: Posao ili parnica veka"). Lo stesso ha sottolineato che la Commissione europea ha lanciato, nel mese di dicembre del 2013, contro la "Gazprom" l'accusa di violazione delle regole dell'UE, allo scopo di rivedere gli accordi bilaterali che la Russia ha firmato con sei Paesi, compresa la Serbia. "L'UE appoggia il South Stream, il quale è un grande investimento per la Serbia che assicurerà numerosi posti di lavoro però la sua costruzione deve seguire le regole dell'UE, e alcuni atti dell'accordo energetico non sono adeguati alle regole dell'UE" - ha comunicato Janmaat. A suo giudizio tre sono i problemi: non può essere garantito l'approccio libero al terzo elemento, ai sistemi per il trasporto e lo stoccaggio del gas, non esistono organi che regolano il calcolo del prezzo del trasporto e alla fine la "Gazprom" deciderà sulle capacità del gasdotto. Per quanto riguarda l'UE che è contro la costruzione del "South Stream" anche se già esiste il "North Stream", Janmaat ha spiegato che cose del genere non possono essere comprate. "Esiste la grande dipendenza dei Paesi settentrionali dal gas russo e loro hanno chiesto di essere fuori dalla regola però nessun paese attraverso il quale deve passerà il "South Stream" ha richiesto questo" - ha spiegato Janmaat. Alla riunione è stata presentata l'analisi giuridica di Vladimir Medović, il quale ha reso noto che la Serbia deve modificare il suo accordo energetico con la Russia. Quest'ultimo ha spiegato che tale accordo è contrario a quello che la Serbia ha firmato nel 2005 con la Comunità energetica. "Adesso è impossibile realizzare entrambi gli accordi e per questo motivo la Serbia deve partecipare ai dialoghi tra l'UE e la Russia, perché il suo scopo strategico è quello di modificare il proprio accordo energetico" - ha commentato Medović. Quest'ultimo ha aggiunto che la Serbia ha "comprato il biglietto" per il "South Stream" con la compagnia petrolifera più grande "NIS" e nel caso in cui gli accordi tra l'UE e la Russia crolleranno, la Serbia perderà sia la "NIS" che il gasdotto "South Stream". Mentre per ciò che concerne l'eventuale violazione dell'accordo con la Comunità energetica da parte della Serbia, quest'ultima potrà perdere alcuni diritti garantiti dall'accordo sopra menzionato.
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