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Sarajevo - Domenica, 11 maggio, è stato fondato un nuovo partito in Bosnia e Erzegovina con il segno croato ed è il Partito Repubblicano Croato (HRS) il quale, tra gli altri comprende gli ex membri dell'Unione Democratica Croata del 1990…
Sarajevo - Domenica, 11 maggio, è stato fondato un nuovo partito in Bosnia e Erzegovina con il segno croato ed è il Partito Repubblicano Croato (HRS) il quale, tra gli altri comprende gli ex membri dell'Unione Democratica Croata del 1990 (HDZ 1990). Alla prima riunione nella Casa croata di Herceg Stjepan Kosača, come Presidente facente funzioni di HRS è stato eletto Slaven Raguž, che è stato recentemente il Presidente del Comitato Cittadino di HDZ 1990 a Mostar e membro del Comitato Centrale del Partito. La Presidenza provvisoria sarà guidata fino alla Convenzione con Slaven Bevanda (ex membro della Presidenza di HDZ del 1990), Ivica Barabarić, Ivica Pušić e Dalibor Ravić. Slaven Raguž, ha asserito che lo scopo di HRS sarà quello di riunire i giovani delle nuove generazioni dei Croati politicamente attivi che rafforzano gli interessi nazionali croati in BiH, ma che non utilizzano questa storia per giustificare e coprire l'inazione, la corruzione, il nepotismo e tutte le altre deviazioni sociali. Parlando della scena politica croata dove non c'è opposizione, Raguž ha concluso che l'obiettivo principale di HRS sarà quello di risolvere lo status giuridico e costituzionale dei Croati in BiH. Raguž ha spiegato che è difficile partecipare in maniera autonoma alle elezioni perché la legge elettorale e le norme non permettono di avere il finanziamento e una buona organizzazione per agire nella politica da solo, e quindi è più facile riunire un Partito. Il movimento è stato così chiamato perché deve rappresentare gli interessi croati in BiH e cambiare le prassi attuali come le altre nazioni che eleggono i loro rappresentanti a livello statale e federale. Il cambiamento sarà la riforma del sistema amministrativo e una professionalizzazione dei rappresentanti, la disattivazione della maggior parte dei privilegi dei parlamentari e dei funzionari pubblici, l'armonizzazione degli stipendi dei lavoratori nella pubblica amministrazione con uno stipendio medio e una drastica riduzione della spesa pubblica e della burocrazia.
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