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Zagabria - La Croazia spera che il tender per la ricerca degli idrocarburi in mare attirerà 2,5 miliardi di dollari di investimenti in un periodo di cinque anni, che ridurrà la dipendenza del Paese relativamente all’importazione di…
Zagabria - La Croazia spera che il tender per la ricerca degli idrocarburi in mare attirerà 2,5 miliardi di dollari di investimenti in un periodo di cinque anni, che ridurrà la dipendenza del Paese relativamente all’importazione di petrolio e gas, che svilupperà l’economia e che aiuterà la Croazia, strategicamente posizionata, a diventare centro regionale dell'energia, scrive il Financial Times. L'anno scorso, il Sunday britannico, ha pubblicato che una ricerca della società norvegese Spectrum , stima che la Croazia presumibilmente, ha riserve di tre miliardi di barili di petrolio greggio, e che queste sono le seconde per grandezza, nell’UE. Barbara Doric, presidente dell'Agenzia per gli idrocarburi, ha dichiarato che è difficile dirlo prima di effettuare le ricerche. La Croazia, attualmente, ha riserve certificate, di 70 milioni di barili di petrolio greggio e di 2,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, secondo i dati di US Energy Information Administration. Però, la stessa importa 73.400 barili di petrolio al giorno e 14 milioni di metri cubi di gas (nel 2012), il quale, arriva, prevalentemente dalla Russia. Le riserve potenziali croate potranno mostrarsi significative, sia per il Paese che per la regione, soprattutto in questo particolare momento della crisi ucraina. La situazione in Ucraina ha provocato la preoccupazione per l’enorme dipendenza dalla Russia e ha messo a rischio il progetto di South Stream che fornirà gas nell’Europa centrale, in Italia e nei Balcani, senza attraversare l’Ucraina. La posizione della Croazia, al centro dei Paesi attraversati dallo South Stream, è di difficile previsione. Il gasdotto, però, è potenzialmente positivo per la Croazia, e probabilmente per l’intera regione, lo ha dichiarato l’analista Jim Thomas, vice presidente per la consultazione di regolamentazione all'IHS, che ha aiutato il Paese nell’elaborazione del processo del tender, al quale si sono presentate quasi 40 società petrolifere. Certo, esiste la preoccupazione, per quanto riguarda il danno che, la ricerca di petrolio e di gas potrà causare al turismo croato, il quale, ha generato più di sette miliardi di euro di entrate nell’anno appena trascorso. Doric spiega che "una delle principali condizioni per il tender è di rispettare gli standard ecologici più alti e che i confini devono essere fissati in almeno dieci chilometri dalla costa e in sei chilometri dall’isola.
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