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Zagabria - Il Presidente di Azione verde, Bernard Ivcic ha invitato la HEP a rinunciare alla costruzione della centrale termoelettrica TE Plomin C per un impatto negativo che tale progetto potrà avere sulla salute dei cittadini e il cambiamento del…
Zagabria - Il Presidente di Azione verde, Bernard Ivcic ha invitato la HEP a rinunciare alla costruzione della centrale termoelettrica TE Plomin C per un impatto negativo che tale progetto potrà avere sulla salute dei cittadini e il cambiamento del clima, e perchè è infruttuoso. Ivcic al Forum sugli aspetti economici della TE Plomin C, organizzato da Azione verde e Greenpeace Croazia ha presentato le analisi legali dell'associazione ungherese dei legali ecologici, sul controverso piano della HEP di acquistare almeno il 50% della corrente che sarà prodotta nella centrale Plomin C. Dal momento che la HEP è una società statale, ciò viene tradotto come un tipo di aiuto statale che rappresenta un problema per la legislazione dell'UE, e tale contratto sarà annullato, secondo Ivcic. L'esperto per lo sviluppo dei progetti UNDP, Robert Pasicko pensa che Plomin C per gli obblighi che ha assunto la Croazia debba ridurre l'emissione di CO2, e che non sarà competitiva, e la sua corrente sarà troppo costosa. Il responsabile di Greepeace in Croazia, Zoran Tomic ha sottolineato che la sua organizzazione con Azione verde e Istria verde già da due anni gestisce la campagna contro il progetto Plomin C, spiegando che non ha niente contro gli investimenti in Croazia, però ritiene che tale progetto metta a rischio la vita degli esseri umani. Infine ha proposto che la Croazia investa nelle fonti rinnovabili dell'energia, spiegando che adesso è il momento giusto poichè il prezzo è in calo. La HEP, poichè non ha partecipato, ha inviato una lettera dove spiega che il processo per la scelta del partner strategico non è finito, e durante lo stesso procedimento HEP non può rilasciare informazioni. Secondo loro è un piano sostenibile economicamente, che sarà finanziato tramite gli investimenti diretti stranieri, che non chiedono la garanzia dello Stato, e non pesano sul bilancio della HEP.
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