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Belgrado - Il capo della "Simpo" Dragan Tomić, l'imprenditore della "Farmkom", Miroslav Bogićević e l'uomo d'affari Predrag Ranković Peconi sono i maggiori debitori in Serbia e solo loro hanno accumulato un debito di…
Belgrado - Il capo della "Simpo" Dragan Tomić, l'imprenditore della "Farmkom", Miroslav Bogićević e l'uomo d'affari Predrag Ranković Peconi sono i maggiori debitori in Serbia e solo loro hanno accumulato un debito di 69,6 milioni di euro. L'amministrazione fiscale ha pubblicato ieri, il nuovo elenco dei debitori concludendo che lo scorso, 26 marzo, 482 imprese avevano riportato un passivo di 59,4 miliardi di dinari, cioè 513 milioni di euro. Il primo debitore sulla lista è la "Zatava arms" con 6,7 miliardi dinari, e per la prima volta appaiono anche i Ministeri del Governo Serbo. Per quanto riguarda le imprese private il debito più alto lo ha contratto Dragan Tomić, il comproprietario della "Simpo" di Vranje che ha accumulato un passivo di 40 milioni di euro. Rispetto al mese di ottobre del 2013 il debito della "Simpo" è aumentato di 10 milioni di euro. La "Simpo" non ha negato il passivo e ha confermato che risolveranno questa situazione dopo che sarà formato il nuovo Governo cioè quando lo Stato diventerà il comproprietario della "Simpo". Le sei imprese di Miroslav Bogićević, che compaiono sull'elenco, hanno raddoppiato il debito che adesso è di 15 milioni di euro. Il passivo maggiore per le tasse e i contributi è quello dell'impianto industriale "Guča" con 4,4 milioni di euro, e la miniera "Zajača" con 3,2 milioni di euro. Bogićević ieri non ha risposto alle telefonate, ma recentemente ha riferito che la sua compagnia è in fase di ristrutturazione e che cerca la documentazione per la restituzione di tutti i debiti che superano i 300 milioni di euro. Sulla lista dei debitori fiscali c'è anche la fabbrica di tabacco "Monus" il cui proprietario è Stanko Tomović, che è collegato con Predrag Ranković Peconi. Tuttavia la "Monus" ha annunciato che i dati dell'amministrazione fiscale non sono veri. "La nostra compagnia paga regolarmente tutti gli obblighi allo Stato, e il debito di 12,3 milioni di euro che è stato pubblicato dall'amministrazione fiscale è un errore. Sono dati sorpassati" ha spiegato la "Monus". Tra i nuovi debitori per la prima volta appare anche il Ministero degli affari esteri che ha contratto un debito fiscale di 18,1 milioni di dinari e il dipartimento della salute ha accumulato un passivo di 29.336.039 dinari. Tra i debitori c'è anche l'autorità geodetica della Repubblica con 42.554.590 dinari di debito. Inoltre anche le case della salute, l'istituto "Kirilo Savić", e "Vinča", sono incluse sull'elenco. Tra i maggiori debitori c'è anche Dragan Đurić il capo di "Zextra", dell'istituto veterinario "Zemun" e della "Optika" che deve pagare allo Stato 4 milioni di euro. Dal mese di ottobre questo businessman ha aumentato il debito di 600 000 euro. Anche lui attesta che i dati non sono veri. "Abbiamo drasticamente diminuito gli obblighi, abbiamo avuto un debito di oltre 5 milioni di euro, e adesso è sceso a meno di 2 milioni, e quindi i dati dell'amministrazione fiscale non sono sinceri", ha commentato Đurić. L'importo del debito fiscale è stato confutato anche dalla compagnia "Mera" il cui proprietario è Marko Mišković. La "Delta" ha brevemente commentato che loro avevano negato il debito fiscale di Mišković anche prima. Secondo i dati della AF, la SBB ha accumulato un debito di 1,1 miliardi di dinari. "Non possiamo essere sull'elenco dei debitori fiscali per un debito che non è ancora validamente determinato e per il quale la direzione ha prolungato il pagamento", ha asserito la SBB. La AF sostiene invece che i dati sono accurati. Vidoje Vujić, il capo della "Vujić Valjevo" non nega il debito di 2,8 milioni di euro, ma ha aggiunto che ha presentato la richiesta per il processo pre-fallimentare. Commentando che i debiti aumentano anche se sono state annunciate le intolleranze fiscali, la AF informa che i conti di tutti coloro che non pagano gli obblighi sono bloccati. "Purtroppo, tutto ciò riguarda quelle imprese che hanno contratto un debito enorme e che difficilmente potranno mettere sotto qualunque carico. Non possiamo mettere l'ipoteca quando codesta già esiste. Stiamo provando a ridurre i loro obblighi con il pagamento forzato, ma esistono molti problemi anche in questo senso perché non c'è una fonte da dove attingere i soldi",ha chiarito la AF concludendo che sulla lista sono state inserite solo quelle imprese che non sono nel processo di riprogrammazione. Solo a una parte delle imprese, per legge, non è stato bloccato il conto. In questo modo la AF separatamente gestisce i debiti delle compagnie in fase di ristrutturazione che sono esentate dall'obbligo di pagare le tasse.
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