ho dovuto lasciare Kiev per ragioni di sicurezza
Rostov-on-Don - Il Presidente dell'Ucraina, Viktor Yanukovych, ha organizzato una conferenza stampa nella città russa Rostov-on-Don, nel Sud della Russia, molto vicina al Mar di Azov e alla Penisola della Crimea.
In primo luogo, Yanukovych ha tenuto a chiarire che non ha lasciato il Paese, come hanno speculato i media, ma è sempre stato sul territorio dell'Ucraina. Ha lasciato la capitale di Kiev per partecipare ad un forum nella città sud-orientale di Charkiv (Zacharpolis) il 22 febbraio. Per ragioni di sicurezza, viste le minacce nei suoi confronti e dei membri della sua famiglia, il suo staff ha deciso di non tornare a Kiev, ma di andare a Donetsk, e da lì in Crimea, magari per questo a molti è sembrato come una fuga in Russia. Ha inoltre voluto ricordare al popolo ucraino e ai nuovi membri del 'neo-eletto Parlamento a Kiev' che, secondo la Costituzione dell'Ucraina, lui è ancora il Presidente della Repubblica, visto che è ancora vivo e non è stato dimesso secondo una processo di accusa penale. Afferma di non riconoscere l'attuale potere a Kiev a fa appello, tanto ai membri dell'opposizione ucraina, che alle forze internazionali (specialmente gli USA e l'Occidente) di cessare ogni violenza sulle strade e di consegnare le armi, mettendo sulle spalle degli occidentali la crisi che il Paese sta vivendo.
Yanukovych ha ricordato che il 21 febbraio è stato firmato un accordo con i rappresentanti dell'opposizione, per il quale tre Paesi europei (Polonia, Germania, Francia) hanno fatto da garante affinché l'accordo venga implementato, e che lui stesso si atterrà a questo accordo. I punti principali del documento prevedevano il ritorno alla Costituzione del 2004, l'inizio delle riforme e l'organizzare delle elezioni presidenziali nel dicembre del 2014. Dal suo punto di vista, il documento non è stato rispettato né dall'opposizione, né dai rappresentanti europei, è stato un inganno tanto per lui che per il popolo ucraino, visto che sono stati loro stessi a proporlo. Ricorda però, che i tre garanti non si sono fatti più sentire, non hanno mai chiesto di ritornare al tavolo dei negoziati vista la escalation del Maidan, e che loro stessi non hanno rispettato le loro responsabilità in questo senso. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Yanukovych ha ribadito varie volte che non riconosce il Parlamento, e che al potere ci sono adesso le vere forze che hanno istituito la paura e la violenza, distruggendo lo Stato e violando la Costituzione. Accusa i radicali e l'intervento dell'Occidente per aver causato un bagno di sangue nel Paese, accusandoli quindi di essere i veri colpevoli del massacro a Kiev e non l'opposizione. Ritiene, quindi, che sia arrivato il momento di deporre le armi. Parlando sulla sua posizione attuale di Presidente, Yanukovych ha detto che la prova che lui sia il legittimo capo di Stato è proprio la Costituzione, in base alla quale è stato scelto e votato come Presidente, e che non ha bisogno di altre prove in tal senso.
Ha inoltre confermato che tornerà a Kiev, però soltanto in condizioni di adeguata sicurezza, per lui e la sua famiglia, proponendo come soluzione per salvare il Paese dalla crisi, il rispetto dell'Accordo del 21 febbraio e l'organizzazione di un referendum, i cui dettagli si dovranno decidere con il popolo. Sulla questione della Crimea, le manifestazioni e il loro mancato riconoscimento dinanzi alle autorità di Kiev, il funzionario ucraino ha dichiarato che questo non è niente altro che il desiderio della Penisola di non subire lo stesso destino di Maidan e il fatto che il popolo della Crimea non rispetta i nazionalisti radicali, però fa appello ad essi di cercare di mantenere la pace, come parte integrante dell'Ucraina. Allo stesso tempo, Yanukovych ha insistito di ricordare che non ha dato nessun ordine di sparare sulla folla, e che i membri delle forze speciali di sicurezza civile - Berkut, si sono presentati in piazza disarmati, ammettendo tuttavia che anche la polizia ha diritto a difendersi. Allo stesso tempo, ha chiarito di essere contrario a qualsiasi tipo di intervento militare, e per quanto riguarda la Russia, non è in grado di prevedere nessuna mossa da parte del Paese vicino, dicendosi tuttavia certo che Mosca non resterà indifferente dinanzi agli eventi in Ucraina. Esprime tuttavia stupore sul motivo per cui la Russia sia rimasta in silenzio sino ad oggi, chiedendosi infatti il perché. Per quanto riguarda il suo collegamento con Putin, Yanukovych ha detto di aver sentito il Presidente russo solo via telefono, per un paio di minuti, una volta arrivato a Rostov-on-Don. La scelta di questa città per organizzare la conferenza stampa, è dovuta al fatto di poter contare su persone di fiducia in questa città, che quindi può garantirgli sicurezza. Lo scopo della sua conferenza stampa è quello di annunciare la sua decisione di lottare per il futuro dell'Ucraina contro quelli che utilizzano il terrore per prendere il potere, definendo le persone salite al potere come dei "giovani fascisti", che rappresentano solo una piccola parte del Paese. Nel suo discorso, Yanukovych ha affermato che quanto accaduto a Maidan, non è niente altro che il risultato della politica irresponsabile dell'Occidente. Adesso, quelli che affermano di essere alla guida del Paese, devono pensare due volte prima di prendere altre decisioni, perchè il popolo non accetterà l'UE in queste condizioni. Prima bisogna lasciare la violenza e tornare alle leggi nazionali. Per quanto riguarda la Russia, Yanukovych ha ricordato che entrambi i Paesi sono collegati, prima di tutto, economicamente, tramite i contratti e gli accordi bilaterali di interscambio.