Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - Dopo che la Presidenza di HDZ BiH, come segno di incrollabile e illimitata lealtà verso l'unico e sincero socio modellato, Milorad Dodik, ha deciso di sostenere la revoca del mandato affidato a Mirko Šarović di Ministro…
Banja Luka - Dopo che la Presidenza di HDZ BiH, come segno di incrollabile e illimitata lealtà verso l'unico e sincero socio modellato, Milorad Dodik, ha deciso di sostenere la revoca del mandato affidato a Mirko Šarović di Ministro del Commercio estero e delle Relazioni economiche, secondo le recenti previsioni il Presidente del Consiglio dei Ministri della BiH firmerà la proposta di dimissione di Sarovic, e la invierà alla considerazione del Parlamento della Bosnia-Erzegovina. Naturalmente, Vjekoslav Bevanda non ha neanche considerato la possibilità che, come un vero e proprio primo Ministro deve fare, di difendere il "suo" Ministro con il quale ha collaborato intensamente e senza porre gravi obiezioni al suo lavoro. Ora, su ordine del suo capo, senza rimorso dovrà firmare il congedo e l'espulsione di Šarović dal Consiglio dei Ministri della BiH. Quest'ultimo, ha confermato che il suo Dicastero ha fermato le procedure per il rilascio delle autorizzazioni necessarie per il progetto "Drina Media" (Srednja Drina), cioè la costruzione di diverse centrali idroelettriche sul fiume Drina, il cui valore ammonta a quasi un miliardo di euro. Šarović ha ipotizzato che questo è uno dei possibili motivi che ha condotto Milorad Dodik a vendicarsi in qualche modo di lui, e quindi, in segno di rappresaglia, ha avviato la procedura delle sue dimissioni. Dunque, il Presidente della RS, Milorad Dodik, a nome della RS, e congiuntamente al Governo della RS, ha volontariamente concordato la costruzione delle diverse centrali idroelettriche sul fiume Drina, la cui costruzione sarà eseguita dalle aziende italiane. Il problema è sorto quando gli italiani hanno chiesto alla Commissione europea di concedere i prestiti agevolati per i progetti destinati alla energia rinnovabile. In pratica sono fondi europei a tasso agevolato. Tuttavia, la Commissione europea ha condizionato la concessione dei prestiti dai propri fondi con le garanzie delle istituzioni statali cioè il Consiglio dei Ministri, e non del Governo della Republika Srpska. Tuttavia, il Consiglio dei Ministri, come ha confermato il Ministro Šarović, non ha mai deciso di costruire le centrali idroelettriche sul fiume Drina perché i Ministri bosniaci erano contrari, dal momento che questi ultimi vogliono che tutta la proprietà dello Stato, incluso il fiume Drina, prima sia registrata allo Stato, e poi lo Stato approvi i progetti e chieda i finanziamenti alla Commissione europea. In poche parole, i Ministri bosniaci nella fattispecie richiedono solo che la società statale Elektroprijenos concordi i lavori specifici in campo energetico e quindi anche la costruzione delle centrali idroelettriche sul fiume Drina, spiega il quotidiano "Dnevni list". E' ovvio che Milorad Dodik e il Governo della RS pensano che il fiume Drina, con il suo grande potenziale, sia di proprietà della RS e che il Governo della RS possa negoziare la costruzione delle centrali idroelettriche. Mirko Šarović, ha ammesso che lo Stato della Bosnia-Erzegovina sarà drasticamente danneggiato perché l'energia prodotta sarà messa a disposizione degli italiani, i quali a loro volta otterranno il loro guadagno. Se le dichiarazioni del Ministro Šarović sono credibili, e non c'è motivo di dubitarne, la domanda è, perché è solo lui colpevole del blocco del progetto Drina. Se qualcun altro è responsabile, allora deve essere messo sotto accusa anche l'intero Consiglio dei Ministri guidato dal Presidente Vjekoslav Bevanda, continua il quotidiano "Dnevni list". <strong>Le dimissioni di Šarović</strong> In riferimento alle dimissioni di Šarović, adesso è attesa la mossa del SDP e del SBB. Attualmente sono stati assicurati solo 14 voti mentre il minimo richiesto è di 22 voti parlamentari per la rimozione di Mirko Šarović. Il deputato di SNSD, Drago Kalabić, ha commentato che il suo partito non avvierà la procedura se non ottiene il sostegno parlamentare. Le dimissioni di Šarović sono appoggiate da 4 membri di HDZ BiH e probabilmente da Božo Ljubić. Con 8 voti dell'SNSD e 1 voto del DNS, arriviamo a un totale di 14 voti. Se l'SDA voterà contro, come anche gli altri partiti della minoranza, allora il destino ministeriale di Šarović sarà affidato al giudizio dell'SDP con 7 voti e dell'SBB con 4 membri. Vista la stretta collaborazione tra Dodik e Čović, è certo che Radončić potrà sostenere la revoca del mandato di Mirko Šarović. Se accadrà quanto ipotizzato, allora mancano ancora 4 voti. La posizione del partito di Lagumdžija (SDP) solo apparentemente sembra favorevole. Fornendo un supporto fondamentale alla rimozione di Šarović, Zlatko Lagumdzija resterà la maggioranza dominante. Tuttavia, pensando a lungo termine, c'è un dilemma da risolvere, cosa succederà se l'SDS, con i suoi partner di opposizione, invece dell'SNSD vince le elezioni generali e diventa un fattore chiave per la RS nella formazione del Consiglio dei Ministri? La votazione per il licenziamento di Mirko Šarović potrà in questo caso essere un investimento fallito per l'SDP. E' possibile che questo, sia il reale motivo per cui questo partito sta ancora valutando tutte le opzioni, ma dovrà decidere presto. Bisogna ricordare che, Milorad Dodik, nei mesi scorsi, ha espulso l'SDA dal Consiglio dei Ministri, ma ha lasciato Zlatko Lagumdžija. Se quest'ultimo, deciderà di ringraziare Dodik per questo, Šarović sarà rimosso, conclude il quotidiano "Dnevni list". Secondo il Dnevni List, alcune fonti ipotizzano che i Ministri non saranno rimossi nel mese di ottobre, in quanto la procedura richiede lunghi tempi, aggiungendo che se SDP BiH e SBB decidono di sostenere l'SNSD, la procedura probabilmente sarà accelerata. Il Dnevni list conclude che questo è un problema enorme e molto importante per l'SNSD, e dal fallimento nella risoluzione di questo caso, potrebbero scaturire enormi danni politici e minare la reputazione di Dodik. Il quotidiano ha aggiunto che l'SNSD è consapevole che non devono permettere che questo accada, e quindi cercano di esercitare una pressione ancora più grande, sino a delle "incentivazioni" per SDP BiH e le SBB per sostenere la rimozione di Sarovic.
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