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Sarajevo - L'organizzazione delle partenze dei cittadini della BiH, per essere reclutati tra le forze che sono avverse al regime del leader siriano Bashar al-Assad, continua nonostante che le autorità della polizia e quelle giudiziarie hanno…
Sarajevo - L'organizzazione delle partenze dei cittadini della BiH, per essere reclutati tra le forze che sono avverse al regime del leader siriano Bashar al-Assad, continua nonostante che le autorità della polizia e quelle giudiziarie hanno interesse a denunciare queste partenze organizzate come un reato. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano "Dnevni avaz", domenica 30 giugno, i leader che realizzano le partenze per la Siria sono: Nusret Imamovic, leader del movimento salafita di Gornja Maoca, e Dzevad Golos di Mostar. Infatti, Imamovic e Golos nell'ultimo periodo hanno avviato più attività per eliminare le prove del loro coinvolgimento nelle partenze organizzate dei cittadini bosniaci nella jihad, e entrambi hanno ordinato ai portali su internet del paese e anche della regione e della diaspora di rimuovere tutti i materiali che possono attestare qualsiasi legame dei volontari della BiH con la Siria. Per questo motivo, alcuni video sono scomparsi durante la notte, tra i quali anche uno dove era stato registrato un gruppo di guerrieri armati, mascherati e guidati da Muaz Sabic, wahhabita di Zenica, che è stato ucciso in Siria. Comunque, in internet sono ancora presenti dei video che rivolgono un invito diretto a partecipare allo jihad in Siria. Non sono state rilasciate informazioni precise sull'indagine relativa alla adesione dei volontari della BiH nella guerra in Siria dei suoi legami con l'organizzazione Al-Nusra, vicina a Al Qaeda. L'Agenzia statale di investigazione e protezione della BiH (SIPA) ha sottolineato che i casi legati al terrorismo possono essere trattati soltanto su ordine della Procura della BiH, e non ha confermato l'informazione in base alla quale questa agenzia ha aperto un fascicolo sui vari membri del movimento salafita in BiH, e neanche la Procura della BiH ha voluto commentare le informazioni relative all'indagine contro il movimento salafita. La Comunità islamica in BiH, venerdì 28 giugno, tramite la pubblicazione del bando che è stato letto alla preghiera del venerdì in tutto il paese e all'estero, per la prima volta da quando è iniziata la guerra in Siria, ha preso una posizione sul conflitto e ha chiesto la sospensione della guerra. Il comunicato tra l'altro chiede ai musulmani della BiH di non partecipare al conflitto siriano. <strong>L'Iran dietro la Jihad? </strong> Dzevad Galijasevic, esperto di terrorismo, afferma che sono circa 1000 le spie iraniane le quali su consenso dei politici di Sarajevo cercano di persuadere i cittadini islamici a partire per aderire alla guerra in Siria. Infatti, ha scandito che gli agenti dei servizi segreti iraniani a Sarajevo hanno creato un centro dal quale possono monitorare le azioni terroristiche in tutta Europa. "Quando i soldati torneranno dalla Siria, diventeranno istruttori e missionari, e questo sarà un grosso problema, perché l'Iran, sente il peso delle minacce, e fonderà un nuovo punto di riferimento in BiH o in Europa, agendo direttamente dalla BiH", ha avvertito Galijasevic. Commentando i legami che i politici nazionali hanno allacciato con gli agenti iraniani, Galijasevic ha osservato che i politici musulmani a Sarajevo, dal momento che sono sotto la pressione della comunità internazionale, attuano solo dei cambiamenti studiati. Infatti, il Ministro degli Affari esteri, Zlatko Lagumdzija, ha cambiato solo formalmente il posto di lavoro a un funzionario che era responsabile della emissione di 200 visti del commercio estero ai cosiddetti imprenditori dell'Iran, ha precisato Galijasevic. Lo stesso è accaduto nel recente caso di estradizione di Seyed Mohsen Bayat Ghiasi dalla BiH, il cui congiunto e la stessa moglie sono rimasti in BiH. Tutto ciò è stato fatto su consenso della Ambasciata dell'Iran in BiH, ha aggiunto Galijasevic, evidenziando che gli USA sono consapevoli di quello che accade in BiH, ma pur essendo consapevoli della cooperazione di Sarajevo con gli islamisti radicali, non vogliono rompere la cooperazione con la BiH, che comunque, resta l'unico paese al mondo dove il gruppo terrorista sciita collabora con i nemici di Al Qaeda -wahhabita, ha concluso Galijasevic.
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