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il dramma del Pari e il patto dell'anguilla

Tirana - Ex ambasciatori, rinnovate lezioni di democrazia e di falsa europeizzazione, una battaglia in cui i giornali non sono più media ma cartelli, giro di vite su analisti, pseudo politici, doppi e triplo-giochisti alla mercé di tutti.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-303750 · 4 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

Questo il quadro che si presenta alla vigilia delle elezioni del 23 giugno in Albania. I personaggi che si contengono la vittoria sono da "Mille e una notte", e l'esito si prepara ad essere altrettanto surreali. Nella parte più estrema della sinistra, abbiamo in gara ben quattro partiti comunisti, uno dei quali è di Marko Dajiti, che rischia di mettere piede in Parlamento per la prima volta dopo la caduta del comunismo, promettendo la legalizzazione della cannabis, una banca nazionale statale dei risparmi, e la nazionalizzazione di petrolio e risorse minerarie. Tra le sorprese, non dimentichiamo poi Bamir Topi, l'ex capo dello Stato entrato nella storia come “il presidente che parla con il silenzio”. Topi pretende di vincere nelle regioni di Tirana e Durazzo, ma molto probabilmente rimarrà all'asciutto. 

 

Veniamo ora al leader della sinistra. Edi Rama ha resuscitato allo scadere del tempo Ilir Meta, che ha deciso di lasciare la maggioranza per ottenere la carica di Primo Ministro. La questione per il momento è rimasta in sospeso e si aspetta il conteggio del numero dei deputati. D'altro canto, Rama ha basato l'intera campagna elettorale su un vecchio slogan: "E' tutta colpa di Berisha". E questa, secondo lui, sarebbe la "Rinascita dell'Albania".  Spera di vincere l'ultima battaglia politica offrendo come programma politico la formula dell'anti-Berisha. Dovrebbe invece sapere che per raggiungere l'obiettivo non basta che la sua coalizione risulti vincente: la Costituzione prevede che il Presidente della Repubblica - oggi molto vicino a Berisha - decreti il primo partito o la coalizione vincente. Sicuramente il PS non sarà il primo partito, e la tentazione di formare il nuovo Governo sarà ancora di Berisha. 

L'attuale Premier basa tutta la sua campagna sui risultati ottenuti durante gli otto anni di Governo, offrendo la stessa filosofia di portare avanti il Paese.&nbsp;Nella sua campagna elettorale ha mostrato di pi&ugrave; la sua parte trendy, e la cosa interessante &egrave; che gi&agrave; si gongola con aria fiera di vittoria. Cercando di evitare i confronti diretti con il suo avversario, si &egrave; concentrato per lo pi&ugrave; sul rialzo delle pensioni, come se questa campagna elettorale non fosse per il Premier dell'Albania, bens&igrave; per eleggere il leader della sinistra.&nbsp;Tutto sommato, non sembra per niente quel &quot;Vecchio&quot; che Edi Rama vuole dipingere.<br />

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Ilir Meta, invece, sta combattendo la guerra dei due mondi. Non solo si batte contro il suo ex amico, adesso avversario Sali Berisha, ma anche contro il suo ex avversario adesso amico Edi Rama per diventare Primo Ministro. Non saremo certo sorpresi se scegliesse la vecchia amicizia: allora potremo celebrare il funerale politico di Rama. Non si pu&ograve; neanche escludere che rimanga ufficialmente all'opposizione. Uno scenario che si potrebbe verificare se alcuni dei suoi deputati &ldquo;disobbedienti&rdquo; si alleassero con Berisha, perch&egrave; non vogliono un Primo Ministro come Rama. In questo caso, l'unico modo per scongiurare il peggio, sarebbe la scelta di Meta come Primo Ministro e leader della sinistra, in modo da richiamare i disobbedienti e ribaltare sul tavolo il Governo Berisha. &nbsp;Perch&eacute; tali manovre prendano una forma, bisogner&agrave; aspettare mesi.&nbsp;Si pu&ograve; ipotizzare anche un'alternanza di legislature Berisha-Meta, una soluzione che al PD potrebbe anche stare bene.&nbsp;

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Il quadro &egrave; molto pi&ugrave; complesso di quello che la maggior parte degli analisti tentano di accreditare. Tutte le cancellerie diplomatiche danno per vincitore Edi Rama, senza contare il fatto che Berisha pu&agrave; essere il primo partito anche senza avere la maggioranza, perch&egrave; i deputati socialisti - cos&igrave; sapientemente scelti da Edi Rama - in realt&agrave; costano poco, e si perderanno strada facendo. Un bel grattacapo quindi per gli ambasciatori, che hanno puntato tutto su Rama, senza tener conto che il sistema elettorale albanese, scelto proprio dal leader del PS, pu&ograve; farlo diventare vincente ma anche perdente. Chiss&agrave; se l'ambasciatore americano si rimboccher&agrave; ancora una volta le maniche della camicia.

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