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Pristina - Alush Gashi, Shaip Muja, Shkelzen Syla, Flamur Bogaj, Rinon Dervishi, Nuhi Uka, Kenan Dermirkol ed Ercen Sonmez sono rispettivamente i nomi delle otto persone sotto accusa, per quanto riguarda il caso "Medicus" verso le quali…
Pristina - Alush Gashi, Shaip Muja, Shkelzen Syla, Flamur Bogaj, Rinon Dervishi, Nuhi Uka, Kenan Dermirkol ed Ercen Sonmez sono rispettivamente i nomi delle otto persone sotto accusa, per quanto riguarda il caso "Medicus" verso le quali verrà aperto un secondo processo giudiziario. Tra gli imputati vi sono alcuni ex alti funzionari, che hanno lavorato presso le istituzioni del Paese, come ad esempio l'ex Ministro della Salute, Alush Gashi. Lo stesso procuratore, Jonathan Ratel, il giorno della proclamazione della sentenza di primo grado, ha confermato lo svolgimento delle indagini nei confronti di otto persone, sospettate di aver avuto a che fare con il caso “Medicus”. L'ex Ministro della Salute Gashi, si è detto disposto a collaborare con gli organi della giustizia e con l'EULEX per fare piena luce sull'accaduto ed ha riferito che, nel periodo in cui era Ministro, la clinica Medicus non aveva la licenza. Precedentemente, Gashi ha ammesso di aver pranzato con l'ex consigliere del Primo Ministro Hashim Taci, ovvero Shaip Muja, ora deputato del PDK, il quale l'avrebbe invitato ad interessarsi alle procedure riguardanti il rilascio della licenza per il reparto di urologia della clinica "Medicus". Inoltre l'ex Ministro Gashi avrebbe firmato la licenza di Yosuf Sonmez, al quale era vietato esercitare la propria professione in Turchia. Invece Shaip Muja, contattato dal canale televisivo KTV, ha affermato di non volere che, la sua storia, diventi oggetto dei media. Dal canto suo Nuhi Uka, l'ex dirigente della Corte Comunale di Pristina ha negato il suo coinvolgimento nella vicenda. Ricordiamo che la scorsa settimana, la Corte di Pristina, ha annunciato la sentenza nei riguardi di cinque persone, accusate di traffico di esseri umani e trapianti illeciti di organi compreso l'urologo Lutfi Dervishi, Direttore della clinica e suo figlio Arbani, condannati rispettivamente a otto e sette anni di reclusione.
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