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Belgrado - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, giovedì 29 novembre, con la maggioranza di due terzi, il miglioramento dello status della Palestina dall'entità di osservatore a Stato non membro osservatore. A…
Belgrado - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, giovedì 29 novembre, con la maggioranza di due terzi, il miglioramento dello status della Palestina dall'entità di osservatore a Stato non membro osservatore. A favore della risoluzione hanno votato 138 membri, per un totale di 193 Paesi delle Nazioni Unite, 9 si sono detti contrari e 41 astenuti. Contro la risoluzione che la Palestina ottenga lo status di Paese non membro osservatore senza diritto di voto hanno votato Israele, Stati Uniti, Canada, Repubblica Ceca, Panama e quattro Paesi del Pacifico, le Isole Marshall, la Micronesia, Nauru e Palau, che supportano lo Stato ebraico e gli Stati Uniti nelle Nazioni Unite. La Serbia è stato l'unico dei Paesi della regione che non ha fatto parte del gruppo dei Paesi che hanno votato contro la presente risoluzione, votando quindi a favore della Palestina. La decisione della Serbia di votare all'Assemblea generale dell'ONU a favore rappresenta un precedente che può ripetersi nel caso del Kosovo, ha chiarito il professore della Facoltà di Scienze Politiche, Predrag Simić. "Non credo che Israele per tale motivo riconoscerà il Kosovo, ma questo voto è un precedente, che può ripetersi nel caso del voto per Pristina", ha confermato Simić. <strong> Yossef Levy: Israele deluso dal voto della Serbia</strong> L'ambasciatore palestinese e quello israeliano, con sede in Serbia, hanno reagito contro la decisione delle Nazioni Unite affinché la Palestina ottenga lo status di non membro osservatore, ma hanno convenuto che sono necessari dei negoziati per stabilire le relazioni di buon vicinato, pace e sicurezza. "Deploriamo la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, perché non favorisce la ripresa dei negoziati, ma li riporta indietro", ha commentato per il quotidiano Blic, Joseph Levy, ambasciatore israeliano rappresentante in Serbia. Levy ha anche espresso il rammarico per il voto della Serbia nella organizzazione internazionale. In relazione all'appoggio della Serbia, l'ambasciatore israeliano ha sottolineato che Israele, come anche la Serbia, crede che i conflitti devono essere risolti sul tavolo dei negoziati, non con la dichiarazione unilaterale di indipendenza. "Pertanto siamo delusi della decisione della Serbia", ha concluso Levy. Mohammed Nabhan, ambasciatore palestinese in Serbia, ha riferito che devono essere raggiunti dei progressi verso la pace.
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