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Pristina - "L'industria pesante in Kosovo rischia il collasso, dal momento che è in funzione solo parzialmente. I pochi investitori rimasti stanno facendo i conti con la concorrenza disonesta e le scarse capacità produttive".…
Pristina - "L'industria pesante in Kosovo rischia il collasso, dal momento che è in funzione solo parzialmente. I pochi investitori rimasti stanno facendo i conti con la concorrenza disonesta e le scarse capacità produttive". E' quanto emerge nel rapporto pubblicato dall'organizzazione STRAS in merito a questo settore. Alla conferenza, organizzata dal Centro di Ricerche Strategiche e Sociali (STRAS) dal titolo: “L'industria pesante, capacità e contributi per lo sviluppo" ha partecipato anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Besim Beqaj. Secondo quest'ultimo, la situazione attuale dell'industria pesante nel Paese è il risultato dell'ultimo scontro bellico che ne ha provocato la distruzione.<br /> “In seguito alla guerra abbiamo avuto a che fare con imprese fittizie che registrano un basso potenziale di produzione", ha riferito Beqaj.<br /> Il segretario della Camera di Commercio del Kosovo, Berat Rukiqi ha evidenziato la mancanza di un approccio in grado di instradare questo settore. Costui ha affermato inoltre che i problemi principali dell'industria pesante sono: l'assenza di una strategia settoriale e la posizione sfavorevole del Kosovo vista la concorrenza degli altri Paesi.<br /> In base alla relazione dello STRAS, la situazione peggiore si registra a “Trepca”, la quale deve sostenere i problemi ereditati dal passato. A Trepca, ci sono sette miniere che permettono di estrarre 1,5 milioni di tonnellate di minerali. Attualmente sono in funzione quattro miniere ( Stantrg, Artana, Belo Brdo e Crnaci) e stanno sfruttando solo un 1/5 delle rispettive capacità. Shyqyri Kelmendi, riferendosi al gigante metallurgico “Trepca” ha dichiarato che non basta elaborare solo un piano strategico ma è necessaria anche l'attuazione dello stesso. Inoltre il Kosovo dovrebbe puntare sulla produzione dei metalli non ferrosi.<br /> Secondo le analisi elaborate dallo STRAS: “Ferronikel”, “Trepca”, “Sharrcem”, “Llamkosi”, Fabbrica di Tubi, “Ballkani” facenti parte dell'industria pesante, tuttora non stanno sfruttando le loro potenzialità.
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