Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Tirana - Da diversi giorni, l`Alto Controllo dello Stato (KLSH) sta effettuando dei controlli sulla Termo-centrale di Valona, progetto finanziato mediante un credito di 100 milioni di euro dalla Banca Mondiale. Attualmente la TEC è in…
Tirana - Da diversi giorni, l`Alto Controllo dello Stato (KLSH) sta effettuando dei controlli sulla Termo-centrale di Valona, progetto finanziato mediante un credito di 100 milioni di euro dalla Banca Mondiale. Attualmente la TEC è in passività a causa di un guasto, il secondo verificatosi nell'arco di un anno, ed è proprio questo il pomo della discordia che porta la KESH e la società italiana a presentarsi presso il Tribunale d`Arbitraggio.<br /> Il controllo prosegue, e tuttora non c`è un rapporto completo, ma il quotidiano Shqip viene a sapere che per la KLSH, la centrale ha un costo che per la produzione dell'energia elettrica resa, si rivela inefficiente. La costruzione della stessa è iniziata nel 2007 e doveva essere completata nel 2009. In base agli studi dell'Ente Regolatore dell'Energia (ERE), risulta che l`energia elettrica prodotta dal TEC ha un costo di 17 lek al chilowatt, in un momento in cui i prezzi di mercato sono non superiori ai 10 lek al chilowatt, nelle giornate di picco. TEC richiede come materia prima il petrolio, un problema risolvibile perché può anche funzionare con gas, a ciclo combinato. Il progetto per la costruzione della TEC di Valona della capacità di 95 mega-watt è stato elaborato nel 2005, la sua costruzione è iniziata nel 2007 da parte della società italiana, "Maire Engineering Tecnimont", selezionata dalla Banca Mondiale, mentre i lavori dovevano essere portati a termine nel giugno del 2009. Intanto la società ha chiesto ulteriori soldi per il progetto, a causa dell'aumento dei costi, e richiede il 5% della garanzia del progetto. D`altro canto la TEC ha mostrato l'insorgere di difetti, causando un ulteriore ritardo di due anni. La KESH e “Maire Engineering Tecnimont” si affronteranno quindi presso la Corte di arbitrato di Parigi, per fronteggiare le rispettive rivendicazioni, in quanto entrambe le parti esigono un risarcimento danni. La KESH chiede 10 milioni di euro per il ritardo causato nell'ultimare il progetto, mentre gli italiani vogliono ulteriori 65 milioni di euro dalla società a causa dell'aumento dei costi. Gli italiani sostengono che il progetto è stato progettato nel 2005 ed il lavoro è iniziato dopo due anni, e con il passar del tempo, i prezzi delle materie prime sono diventati più costosi. Tuttavia esistono altri seri problemi. Anche se sono passati 2 anni dalla scadenza del termine, la TEC non è in funzione, in quanto il tubo dell'acqua è rotto e la società chiede alla KESH circa 10 milioni di euro per ricostruirlo. Somma che tuttavia rifiuta di pagare in quanto l'impianto doveva essere terminato del tutto con una garanzia di 24 mesi. I problemi sono iniziati nel giugno del 2009, quando la KESH ha rifiutato di prendere in consegna la TEC a causa del problema dei tubi estesi nel mare. Dopo i colloqui svolti in presenza della Banca Mondiale, gli italiani hanno iniziato i lavoro per riparli nel settembre del 2011, ma a gennaio del 2012, i tubi erano di nuovo spaccati e su questo punto le parti non riescono a trovare un accordo. La KESH rifiuta di prendere in consegna un oggetto incompleto, perché, secondo la società, l'azienda ha preso i soldi in base al contratto sui lavori e l`impianto risulta difettoso.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.