Parliamone.
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Tirana – La necessità di reperire liquidità per il budget statale ha fatto sì che all’unica compagnia statale petrolifera “Albpetrol” soggetta a privatizzazione non solo venisse ridotto il prezzo dichiarato…
Tirana – La necessità di reperire liquidità per il budget statale ha fatto sì che all’unica compagnia statale petrolifera “Albpetrol” soggetta a privatizzazione non solo venisse ridotto il prezzo dichiarato inizialmente, ma anche che alla società che la acquisterà avrà nuove opportunità di profitto. Per di più, visto che “Albpetrol” oggi detiene il 5% dei beni che disponeva una volta, il valore della sua privatizzazione si è ridotto da 430 a 300 mln USD. Così, oltre alla concessione di tutte le prerogative che gode l`Albpetrol sullo sfruttamento delle riserve di idrocarburi sia in terra che in mare, e la possibilità di incassare le royalties delle società concessionarie per la produzione dei pozzi già in funzione, alla società acquirente verrà offerta anche la licenza per la costruzione di una nuova raffineria di petrolio. La notizia è stata resa nota dal quotidiano “Shqip” da fonti confidenziali vicine ad “Albpetrol”, che hanno anche spiegato cosa ci si aspetta che venga offerta alla compagnia che privatizzerà la ricchezza nazionale. Così, il contratto che sarà presentato durante l`asta di vendita di Albpetrol, sono inclusi diversi pacchetti. <strong>La raffineria</strong><br /> Sarà incluso nel contratto la licenza di costruzione di una nuova raffineria, che dovrà consentire di recuperare i costi di esportazione del petrolio grezzo e la sua successiva elaborazione nelle raffinerie all’estero. Intanto, la società che possiede il complesso Industriale di elaborazione di petrolio a Ballsh deve ad Albpetrol circa 50 milioni di dollari per debiti pregressi, affermano le fonti sopracitate. La Bankers Petroleum invece deve versare circa 15 milioni di dollari, Stream Oil circa 1.5 milioni di dollari. In tali condizioni, la società che privatizzerà Albpetrol potrà intraprendere questo passo, se avrà l`opportunità di gestire la produzione e la trasformazione di petrolio fino all’ultima fase, e dunque sino alla vendita sul mercato. Se questo pacchetto sarà applicato, allora l`acquirente di “Albpetrol” si trasformerà nel concorrente più grande della ARMO. <strong>I beni</strong><br /> Un’altra sezione del contratto prevede che siano venduti tutti i beni che possiede attualmente “Albpetrol”, inclusi i pozzi di petrolio che vengono utilizzati per la produzione pre-esistente, di cui beneficiano le compagnie concessionarie petrolifere. Secondo tali fonti, il valore della produzione preesistente ammonta a circa 2.5 milioni di dollari al mese. I ricavi derivanti dai pozzi di petrolio e gas, tuttora in possesso di Albpetrol, così anche gli edifici di diverse regioni del paese, potrebbero arrivare ad altri 2.5 milioni di dollari al mese, raggiungendo un profitto mensile di circa 5 milioni di dollari in totale, valore che nei prossimi dieci anni sarà raddoppiato. <strong>Giacimenti marittimi </strong><br /> Sul fondale delle acque del mare Adriatico e mar Ionio, nell’ambito del territorio dei confini statali albanesi, si trova un’ummensa ricchezza sotto forma di idrocarburi. Le riserve identificate dalle ricerche svolte finora raggiungono un valore di circa 300 milioni di dollari. Intanto, Albpetrol da poco più di un mese ha ottenuto la concessione governativa per lo sfruttamento del sottosuolo del mare Adriatico e Ionio. Solo poco tempo dopo aver ottenuto tale diritto, il Governo ha approvato l`accordo per la ripartizione della produzione per la ricerca, sviluppo e produzione degli idrocarburi nei blocchi 2, 3 e 4 dell`Adriatico, tra “Albpetrol sh.a." e la società “Emanuelle Adriatic Energy Limited”. Accordo che è stato negoziato tra METE e la società israeliana in questione. Le fonti sopracitate affermano che proprio questa compagnia potrà essere uno dei principali candidati per la privatizzazione di "Albpetrol". <strong>La privatizzazione </strong><br /> Secondo il METE, il progetto di legge sulla tassazione di “Albpetrol” dopo la sua privatizzazione tenterà di creare un pari trattamento fiscale della società che acquisterà con le altre società che operano nell’ambito di ricerca e produzione di petrolio. Cosi, l`acquirente sarà tassato ogni anno con il 50% tassa sul reddito, verso il 35% versato attualmente con il trattamento preferenziale come società per azioni. L’acquirente di “Albpetrol” avrà il diritto di sfruttare tutte le riserve degli idrocarburi del paese, così anche di trarre profitto dalla produzione pre-esistente. Le entrate mensili di “Albpetrol” attualmente raggiungono circa 5 milioni di dollari, cosa che sta a significare che entro 10 anni vengono accantonati circa 600 milioni di dollari, che costituiscono il doppio del valore a cui si aspetta venga venduta. Inoltre, visti i debiti arretrati di diverse compagnie petrolifere verso Albpetrol, come Stream Oil, Bankers ed ARMO, la società acquirente dovrà affrontare le procedure legali per il recupero dei crediti. <strong>Concessione alla società israeliana del sottosuolo marittimo </strong><br /> Di recente il quotidiano israeliano "Globes" ha reso noto che l`accordo della società israeliana “Emanuelle Adriatic” per la concessione di 3 zone di ricerca e sfruttamento di petrolio e gas naturale sul Mare Adriatico (conosciuto come zona C, di 5070 chilometri quadri) era stato concordato nel mese di gennaio di quest`anno, mentre si aspettava che la decisione governativa venisse quindi ufficializzata. Per di più il quotidiano israeliano afferma che il successo dei pozzi di petrolio in questa zona sarà garantito, visto che si tratta di una zona inesplorata per mancanza di fondi da parte degli albanesi. L`accordo stipulato tra il governo albanese e la società registrata a Cipro con sede in Israele, "Emanuelle Adriatic Energy Ltd", posseduta per il 51% dalla società energetica israeliana, Israel Land Development Energy, prevede la condivisione delle produzione 50-50 tra Emanuelle Adriatic ed Albpetrol. Dopo essere stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 6 giugno, con decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 giugno, la decisione nr. 383 entra in vigore due settimane dopo.<br /> La zona di 5070 chilometri quadrati, su cui la società cipriota-israelita cercherà petrolio, prima era parte del pacchetto di privatizzazione di Albpetrol, come elemento della cosiddetta 'lista C'. Tuttavia, a seguito di un’improvvisa decisione, mentre il processo di privatizzazione di Albpetrol era iniziato e 7 società avevano ritirato i documenti, il governo ha tolto questa zona dal pacchetto di privatizzazione di Albpetrol dandola alla società cipriota. <strong>Voti sul Presidente in cambio della licenza di petrolio sul Adriatico?</strong><br /> Il governo ha aperto la via ‘de jure’ e ‘de facto’ all’entrata in vigore della decisione di concessione dei 5070 chilometri marittimi della società israelita, pubblicandola con alta priorità sulla Gazzetta Ufficiale nei successivi 10 giorni, e non come previsto usualmente per leggi ed altri atti normativi approvati dal Consiglio dei Ministri, a cui servono almeno 15 giorni fino ad un mese. Tale fretta, secondo quotidiano Sot, è dovuta all’accordo tra le forze di maggioranza PD ed LSI, in cambio dei voti di Ilir Meta per restare nella maggioranza. Per di più, evidenziai nota che il contenuto della decisione non viene esposto del tutto sulla Gazzetta Ufficiale, lasciando di proposito un enigma sulle zone che la società israeliana utilizzerà per la ricerca e lo sfruttamento di petrolio. Anche se sul testo della decisione viene citato che l`accordo viene allegato al provvedimento, lo stesso non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.<br /> Il quotidiano ha affermato per di più che dietro alla società "Emanuelle Adriatic Energy Ltd" agisce Ilir Meta. La società, che secondo il quotidiano gode del sostegno del leader dell’LSI, ha avuto il via libera proprio nel periodo in cui doveva essere definita la carica di Presidente della Repubblica. La compagnia israeliana aveva presentato da tempo la propria candidatura per ottenere le suddette zone petrolifere, ma lo stesso Premier Berisha aveva preferito non dare il diritto di ricerca e di sfruttamento. Il leader dell’LSI ha atteso l`avvicinamento dell’elezione di Presidente, per impadronirsi di questa enorme ricchezza. Meta ha condizionato i voti del Presidente in cambio dei blocchi 2, 3 e 4 del`Adriatico, lungo 5070 chilometri. Solo 3 giorni prima della votazione a Presidente, Berisha ha approvato la decisione favorevole alle posizioni di Meta, prendendo così 4 voti sicuri per il Presidente, anche se in realtà tra le due forze di coalizione esisteva un accordo sul Presidente, ma forse non era sufficiente.<br />
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