Parliamone.
Discutiamone.
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Sarajevo - Il Ministro della Sicurezza della BiH nonchè membro dell'SDA, Sadik Ahmetovic, afferma che la Procura della BiH insieme alla Polizia della FBiH ha intrapreso un'inchiesta completa contro Naser Keljmendi, anche se è ancora…
Sarajevo - Il Ministro della Sicurezza della BiH nonchè membro dell'SDA, Sadik Ahmetovic, afferma che la Procura della BiH insieme alla Polizia della FBiH ha intrapreso un'inchiesta completa contro Naser Keljmendi, anche se è ancora molto lontana dalla definizione di un capo d'accusa. Questa la replica di Ahmetovic al decreto della Casa Bianca che condanna Naser Keljmendi all'inserimento nella Specially Designated Nationals List (SDN List) perchè tra i principali soggetti a capo del narcotraffico internazionale, in attuazione del Kingpin Act, implementato dall'US Department of Treasury’s Office of Foreign Assets Control (OFAC). Le autorità statunitensi hanno anche disposto il blocco delle proprietà di Keljmendi in Montenegro e in Bosnia Erzegovina, ma tale richiesta sarà valida dopo la decisione della Commissione dell'Unione Europea. <strong>Specially Designated Narcotics Trafficking Kingpin</strong> [SDNTK] Entries Added to OFAC’s SDN List on June 1, 2012 Today,<strong> OFAC</strong> has added [SDNTK] Entries to the Specially Designated Nationals List (SDN List): The following [SDNTK] entries have been added to OFAC’s SDN list: <strong>KELJMENDI, Naser Meto</strong> (a.k.a. KELMENDI, Naser), Edhema Eke Dzubura 20, Ilidza, Bosnia and Herzegovina; Velika Aleja Street, no. 2, Ilidza, Bosnia and Herzegovina; DOB 15 Feb 1957; POB Pec, Kosovo; citizen Bosnia and Herzegovina; National ID No. 1502957172694 (Bosnia and Herzegovina); Passport 4843868 (Bosnia and Herzegovina) (individual) [SDNTK] <a href="http://ofac-sdn-list-removal.com/">http://ofac-sdn-list-removal.com/</a> A documentare le sue attività nei Balcani e le interconnessioni con la rete criminale e paramilitare è la OCCRP (Organized Crime and Corruption Reporting Project), che traccia i collegamenti con due dei più noti leader della Bosnia durante la guerra, Naser Oric (ex comandante della brigata bosniaca di Srebrenica), e Nihad Bojadzic (colonnello dell'Esercito della BiH). Il suo uomo più vicino è Muhamed Gasi, sospettato di essere "a capo della mafia albanese in Bosnia", nonchè l'ex Primo Ministro del governo del Kosovo, Ramush Haradinaj, così come i montenegrini Rok Stanaj e Kalic Safet 'Sajo'. Keljmendi diventa il primo boss della droga europeo ad essere incluso in questa lista e, secondo fonti Interpol, rispetto alla mole della sua ingerenza, Darko Saric può essere definito solo un 'delinquente di città'. Secondo quanto riportato dal Nezavisne Novine, l'OHR e l'Ambasciata degli Stati Uniti non hanno preso alcuna posizione sull'amicizia esistente tra Radoncic e Keljmendi, aggiungendo che lo stesso ex PDHR, Raffi Gregorian, è stato informato in merito. Vengono sollevati ulteriori interrogativi sul fatto che abbiano taciuto sulla possibile nomina di Radoncic a Ministro della sicurezza, come sancito dall'accordo della nuova coalizione in BiH tra SDP (Partito Socialdemocratico) e SBB (Alleanza per il Futuro Migliore). La decisione dell'Amministrazione americana di non prendere alcuna posizione rappresenta, tuttavia, il tacito benestare di Washington all'esclusione dalla leadership di potere della Bosnia dell'SDA di Sulejman Tihic nonchè di Bakir Izetbegovic, come coronamento di una strategia che ha avuto le sue prime avvisaglie nella campagna mediatica del Dnevi Avaz, e dunque dello stesso Radoncic. Anche se esistono delle speculazioni sul clan mafioso che controlla il tessuto della criminalità organizzata in Montenegro, Croazia, BiH, Italia, Svizzera e Germania, nella Regione non esiste ancora un'indagine nei suoi confronti, mentre nel Cantone di Sarajevo sono state avviate contro Klemendi alcune accuse per piccoli reati, ma lo stesso non è mai stato condannato. "Le strutture della polizia internazionale stano indagando sui collaboratori bosniaci di Keljmendi", afferma Ahmetovic, senza nominare gli eventuali complici a cui possa estendesi l'indagine. "La coalizione rosso-verde è stata rotta, e ora abbiamo la coalizione rosso-mafiosa, che avrà delle dure conseguenze sulla situazione generale in Bosnia-Erzegovina", ha detto Ahmetovic, ritenendo che la presa in consegna dello Stato da parte della mafia è l'ultimo passo della criminalità organizzata. A suo parere, la coalizione SDP-SSB BiH consegnerà nelle mani di personaggi appartenenti alle strutture criminali le imprese di proprietà statale, che sono state protette dall'SDA con successo negli ultimi anni. Di tale parere anche Sulejman Tihić, in quale attacca l'SDP per le sue azioni irresponsabili e dannose per la Bosnia-Erzegovina, nonchè per la sua incompetenza nella gestione della cosa pubblica. Egli ha ricordato che l'SDA si è detta più volta contraria ai tentativi dell'SDP di politicizzare la polizia, aggiungendo che l'SDP ha insistito per apportare degli approfonditi cambiamenti di personale nelle aziende pubbliche della FBiH. A titolo di esempio, Tihić ha ricordato che il nuovo general manager della Elektroprivreda BiH, Elvedin Grabovica, non aveva mai lavorato nella Elektroprivreda o in qualsiasi società simile. Alla domanda su ciò che avrebbe intenzione di fare con il Governo della FBiH, Tihić ha detto che quanto deciso dall'SDA sarà in linea con la Costituzione, la legge e la volontà degli elettori. "Chiunque creda che il rimpasto del Governo della FBiH sia necessario, conosce la procedura. Non abbiamo intenzione di farci da parte. Se l'SDP ritiene che l'SDA non debba essere più parte del governo, deve avviare il regolare iter per la mozione di sfiducia", ha dichiarato Tihić. Aggiunge infine che il licenziamento dei Ministri dell'SDA nei tre cantoni dimostra che il bilancio non è la ragione della rottura della coalizione SDP-SDA, mentre dimostra che Lagumdzija non voglia dei partner, ma dei seguaci ciechi. A
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