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Niš - Sono iniziati ufficialmente i lavori presso il centro umanitario serbo-russo per le situazioni di emergenza, dopo l'accordo tra il Vicepremier serbo, Ivica Dačić, e il Viceministro russo per le situazioni di emergenza, Vladimir Puchkov, che…
Niš - Sono iniziati ufficialmente i lavori presso il centro umanitario serbo-russo per le situazioni di emergenza, dopo l'accordo tra il Vicepremier serbo, Ivica Dačić, e il Viceministro russo per le situazioni di emergenza, Vladimir Puchkov, che ne ha regolato legalmente il funzionamento.<br /> Le attività del centro prevedono interventi veloci in caso di inondazioni terremoti e simili situazioni di emergenza. Oltre alla Serbia, i soccorsi copriranno l'intera regione della Croazia, del Montenegro e della Repubblica di Macedonia. "La nascita del centro umanitario ha suscitato diversi dubbi e polemiche. Voglio sottolineare che esso sarà accessibile a tutti i paesi che appoggiano il nostro intento di svolgere e di dirigere da Niš le attività in caso di emergenza", ha dichiarato Dačić dopo la firma dell'accordo.<br /> Dačić e Puchkov hanno visitato gli uffici del centro umanitario serbo-russo presso l'aeroporto di Niš e hanno lodato il lavoro degli sminatori russi compiuto in varie zone della Serbia. I due funzionari si sono anche informati sul contenuto delle 35 tonnellate del sussidio umanitario destinato al Kosovo e alla Metohija, atterrato su un aereo russo Ilyushin all’aeroporto di Niš. A tal proposito, Dačić ha sottolineato non solo il valore umanitario del carico, ma anche il forte messaggio simbolico che esso trasmette al popolo serbo del Kosovo, il quale non è solo e ha il sostengo di amici potenti.<br />
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