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NOTIZIE · OI-291834 · 25/04/2012 23:15:00 · 5169 g fa3 min lettura
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Il controverso investimento INA per l'acquisto del giacimento 'Notti bianche'

DiOsservatorio ItalianoSommario

Zagabria - Sono numerosi i dubbi che accompagnano la decisione dell'INA, durante il suo viaggio in Siberia, di acquistare il cosiddetto giacimento "Notti bianche-Bijelih noci". Vi è comunque la certezza che in quella transazione la…

Zagabria - Sono numerosi i dubbi che accompagnano la decisione dell'INA, durante il suo viaggio in Siberia, di acquistare il cosiddetto giacimento "Notti bianche-Bijelih noci". Vi è comunque la certezza che in quella transazione la politica ha svolto un ruolo importante e che molti media hanno interpellato anche la criminalità, anche se prove concrete non ci sono.  L'INA ha comprato le "Notti bianche" nel 1998 dalla società americana "Phibro Energy", nella quale in precedenza aveva lavorato Davor Štern. Questi aveva il compito di preparare per gli americani l'elaborato di quei giacimenti e successivamente, come amministratore delegato, ha comprato tali giacimenti per conto dell'INA. L'INA ha comprato le "Notti bianche" per 20 milioni di dollari nel 2008. Su un totale di 414 pozzi, 69 erano funzionanti. Secondo il quotidiano "Jutarnji list", invece, subito dopo il cambiamento del governo in Croazia e nell'INA nel 2000, i russi hanno cominciato a fare richieste impossibili da soddisfare e così hanno cercato di costringere l'INA a vendere le "Notti bianche". I grandi pozzi petroliferi sono stati venduti per 74 milioni di dollari nel 2002 alla società PBSSA  registrata in Svizzera, dietro la quale, presumibilmente, stava la società russa Rosneftegaz. Come pubblicato allora, è stato concordato un prezzo di 74 milioni di dollari, a condizione che l'importo fosse diviso in tre parti: circa 15,6 milioni di dollari sarebbero stati versati ai creditori della Russia nei confronti dei quali l'INA aveva debiti, 20 milioni di dollari sono rimasti depositati in un conto speciale aperto a Londra,  controllato congiuntamente dagli avvocati britannici dell'acquirente e del venditore, destinati a soddisfare eventuali debiti dell'INA contratti prima della vendita di "Notti bianche", debiti dei quali il venditore non ha informato l'acquirente, mentre sul conto dell'INA sarebbero stati versati i rimanenti 38,4 milioni di dollari. Con la firma del contratto di acquisto tra l'INA e PBS e il saldo del debito, si sarebbe conclusa un'odissea durata quasi quattro anni, portata avanti dall'ex amministrazione dell'INA, rappresentata da Davor Štern. Nel corso della vendita delle "Notti bianche", sono stati scoperti quattro allegati del contratto di compravendita che hanno portato l'intera vendita delle "Notti bianche" in una situazione senza via di uscita. Il settimanale Nacional, all'inizio del mese di aprile del 2002, ha riferito che durante l'acquisto dell'INA delle "Notti bianche" sono stati firmati quattro allegati: uno sul pagamento dei servizi di intermediazione, il secondo che prevedeva che l'INA pagasse ai partner russi 0,2 dollari per ogni barile di petrolio venduto dalle "Notti bianche" per i servizi di assicurazione del trasporto, vendita e pagamento, accordo che non è stato rispettato, tanto che il debito dell'INA ha raggiunto tre milioni di dollari. Il terzo allegato prevedeva l'istituzione della società congiunta in cui l'INA avrebbe avuto il 90 per cento, e la società OFIL (anche se non è registrata in Russia, ma è comunque di proprietà russa) il 10 per cento della proprietà, motivo per cui il profitto delle "Notti bianche" sarebbe stato condiviso. Il quarto allegato al contratto è stato il peggiore, è stato precisato che l'INA venderebbe alla società OFIL metà delle "Notti bianche" ad un prezzo concordato e permetterà alla società di utilizzare la concessione, mentre venderà alla società russa Tagrinskneft il 26 per cento delle azioni e così all'INA rimarrebbe solo il 24 per cento della proprietà delle "Notti bianche". A causa di questi allegati, Davor Štern, in una delle rare interviste rilasciate, ha detto che i dirigenti dell'INA sapevano di questi allegati e che non sono ritenuti illegali.

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