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Belgrado - Gli azionisti del progetto del gasdotto South Stream hanno determinato le fasi della realizzazione della conduttura, sancendo che il primo ramo sarà quello settentrionale che porta in Austria, e poi il ramo orientale che porta verso il sud…
Belgrado - Gli azionisti del progetto del gasdotto South Stream hanno determinato le fasi della realizzazione della conduttura, sancendo che il primo ramo sarà quello settentrionale che porta in Austria, e poi il ramo orientale che porta verso il sud d'Italia, mentre i dettagli del percorso di installazione dei tubi sono ancora in corso di valutazione, sono possibili cinque diverse varianti del percorso attraverso la Serbia, afferma il quotidiano "Nezavisimaya Gazeta", citando il direttore della società italiana ENI, Paolo Scaroni, e i materiali che la russa "Gazprom" ha messo loro a disposizione. Tra i vari scenari compare quello della variante del gasdotto che dovrebbe entrare dalla Bulgaria in Serbia e andare verso occidente. <strong>La sostenibilità economica è discutibile</strong><br /> Il quotidiano scrive che sarà considerata anche la variante aggiuntiva in base alla quale il gasdotto entrerà dalla Romania in Serbia, e da lì andrà verso la Croazia, riportando però i pareri degli esperti che sottolineano che la sostenibilità economica di questo progetto rimane un grande punto interrogativo. Quello che mette in dubbio la fattibilità del progetto "South Stream", secondo il direttore di analisi degli investimenti della società "Univer" Dmitry Alexandrov, è il calo del prezzo del gas, che potrebbe sorgere in caso di leggero calo del prezzo del petrolio sul mercato mondiale.<br /> "Il calo dei prezzi del gas potrebbe essere la conseguenza di un forte calo dei prezzi mondiali del petrolio. Questa è una possibile conseguenza della soluzione del problema dell'Iran per stabilire un nuovo regime in questo paese. Nei prossimi tre a quattro anni è realistico ipotizzare uno scenario di volatilità dei prezzi del petrolio", ha detto Alexander, aggiungendo che potrebbe diminuire del 30 per cento rispetto ai livelli attuali. <strong>La costruzione fino a 30 miliardi di euro?</strong><br /> L'esperto della società di consulenza "RusEnergy", Mikhail Krutihin, ritiene che la redditività del progetto "South Stream" sia discutibile anche sulla base degli attuali prezzi del petrolio e del gas ai mercati mondiali, e che il suo costo di costruzione di 15,5 miliardi di euro è anche discutibile. "I progetti infrastrutturali non vengono ripagati rapidamente e nel caso del South Stream si parla di un minimo di 15-20 anni, sotto la condizione che il loro tasso di utilizzo sarà del 100 per cento. Il massimo sfruttamento del "Nord Stream" è di circa il 75 per cento, e praticamente solo il 50 per cento", ha detto Krutihin.<br /> Secondo lui, i progetti Nord Stream e South Stream sono dei progetti politici, che dovrebbero attrarre nell'orbita della russa Gazprom le più grandi società e i singoli stati. Egli ritiene che il South Stream non sarà mai redditizio, e che il suo costo di costruzione potrebbe raggiungere circa 30 miliardi di euro.<br />
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