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Banjaluka - Il Presidente della RS, Milorad Dodik, e il Ministro degli Affari Esteri d’Israele, Advigor Lieberman, hanno visitato domenica 30 ottobre, il Centro Memoriale di Donja Gradina, vicino Kozarska Dubica , che ospita uno dei più grandi…
Banjaluka - Il Presidente della RS, Milorad Dodik, e il Ministro degli Affari Esteri d’Israele, Advigor Lieberman, hanno visitato domenica 30 ottobre, il Centro Memoriale di Donja Gradina, vicino Kozarska Dubica , che ospita uno dei più grandi siti del campo di concentramento di Jasenovac, dove il regime ustasha ha ucciso serbi, ebrei e zingari. "Questo è la visita più importante che abbiamo avuto presso il nostro memoriale, divenuta così un’opportunità per mettere a conoscenza del Ministro Lieberman che la RS ha l'intenzione di realizzare un monumento alla memoria”, ha detto Dodik, aggiungendo che questa visita dovrebbe avvicinare ancora di più il popolo serbo e il popolo ebreo nel loro comune destino. Il Ministro Lieberman, da parte sua, ha affermato che per lui, come per ogni israeliano ed ebreo, tutto quello che è legato all’Olocausto rappresenta un luogo santo. "Per me questo posto è più di un memoriale, dato che una parte della mia famiglia combatteva tra le file dell'Armata Rossa, e l'altra è stata uccisa dai nazisti", ha dichiarato Lieberman, aggiungendo che quanto accaduto non deve essere più consentito in nessuna parte del Mondo. Il campo di concentramento "Jasenovac" è stato formato in agosto nel 1941 subito dopo la proclamazione dello Stato indipendente della Croazia.<br /> Intanto, domenica 30 ottobre, Dodik ha respinto le accuse del membro bosniaco della Presidenza della BIH, Bakir Izetbegovic, di essere responsabile del blocco delle autorità a livello della BIH, dicendo che i rappresentanti della RS erano pronti di formare il Governo anche un anno fa, aggiungendo che Izetbegovic “continuerà senz’altro la politica di suo padre, Alija Izetbegovic, basata alla creazione degli stereotipi che i serbi sono colpevoli”. Commentando, infatti, l’atto terroristico a Sarajevo, Dodik ha stimato che i politici bosniaci stanno cercando in tutti i modi di enfatizzare che si tratta di un cittadino della Serbia, il che dovrebbe significare che Jasarevic è un serbo. In tal modo vogliono continuare la loro strada lungo lo stereotipo dei serbi come colpevoli di ogni cosa che accade. Invece si tratta proprio di un bosniaco, un membro del movimento wahhabita, che segue l'ideologia dell'islam radicale.<br />
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