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Nis - Il Ministro degli Interni di Serbia, Ivica Dacić e il Ministro per le situazioni di emergenza della Russia, Sergey Kuzhugetovich Shoygu, hanno firmato i documenti di costituzione del Centro regionale anti-crisi di Nis, che sarà ufficialmente…
Nis - Il Ministro degli Interni di Serbia, Ivica Dacić e il Ministro per le situazioni di emergenza della Russia, Sergey Kuzhugetovich Shoygu, hanno firmato i documenti di costituzione del Centro regionale anti-crisi di Nis, che sarà ufficialmente aperto nei prossimi mesi. Essi hanno firmato anche il Piano di azione comune per l'implementazione del Centro per le emergenze e il Protocollo per il trasferimento e l'utilizzo di parte dei fondi materiali. La struttura sarà un punto di riferimento logistico non solo per i Balcani, ma per tutta l'Europa, ha detto Shoygu, sottolineando che sarà un valore aggiunto al sistema di reazione e risposta alle situazioni di emergenza nell'UE. "Con l'aiuto di questo centro la reazione nelle situazioni d'emergenza in Europa sarà più efficiente", ha detto Shoygu, aggiungendo che il Centro sta aprendo una cooperazione con la Commissione Europea. "Negli ultimi 15 anni abbiamo agito spesso in Europa per far fronte alle situazioni di disastri naturali, e spero che con l'aiuto del Centro di Nis, queste reazioni siano ancora più efficaci", ha dichiarato Shoygu. A suo parere, è necessaria un'azione comune di tutti i paesi europei per affrontare grandi inondazioni ed incendi forestali, per essere efficaci nella lotta contro tutti i disastri naturali. "Nei prossimi anni tutti saranno i testimoni dell'efficenza di questo centro, necessario a tutti i paesi in Europa", ha detto Shoygu.<a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/20e8b5c968ab7eaecdd875b5c903a1ab.JPG"></a> Nella giornata di domenica, presso il centro di Nis, sono state trasportate circa 38 tonnellate di aiuti, previste per la prevenzione e eliminazione delle conseguenze delle situazioni d'emergenza. Si tratta di tende, coperte e generatori di elettricità. Il Centro dovrà essere operativo in casi di disastri naturali, mentre avrà anche un'unità per lo sminamento. Ad una cooperazione con il centro di Nis di sono già detti interessati tutti i Paesi dei Balcani, tra cui Bulgaria, Macedonia, Romania, Croazia e Montenegro. I ministri Dacić e Shoygu hanno firmato il protocollo del progetto del centro comune nel 2009. L'annuncio, allora, ha suscitato reazioni contrastanti, mentre l'istituto americano Stratfor ha avvertito che questo centro potrebbe diventare una vera e propria base militare russa nei Balcani. "Shoygu e io non abbiamo fatto nulla di nascosto, questo centro umanitario è parte dei meccanismi europei per le operazioni di intervento per le situazioni d'emergenza", ha detto Dacić, rilevando che gli addestramenti e le formazioni che si dedicano ad aiutare alla gente. Il Vicepremier ha inoltre affermato che nei prossimi mesi saranno adempite tutte le condizioni formali, il che renderà possibile l’apertura del centro. Secondo le sue parole, sarà un momento storico, considerando il fatto che questo sarà il primo centro di questo tipo che la Russia abbia aperto in Europa, mentre allo stesso tempo sarà parte del meccanismo europeo e dell’attività nelle situazioni straordinarie. <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/photo/20c6bf909fc6b2ec0174b5fb731798f8.JPG"></a> All’inaugurazione all'aeroporto di Nis era presente anche il Ministro degli Esteri Vuk Jeremic e l’ambasciatore della Federazione Russa a Belgrado Aleksandar Konuzin. Jeremic in tale occasione è affermato che l’apertura degli uffici del Centro regionale umanitario a Nis ha un'importanza strategica per i rapporti serbo-russi. "Questo tipo di centro ha grande importanza per l'eliminazione delle conseguenze di disastri naturali, e non si deve cercare in lui una connotazione negativa, perché è un progetto aperto a tutti e non diretto contro qualcuno. Sarà esclusivamente un centro umanitario e non una base militare straniera", ha detto Jeremić. Egli ha aggiunto che Nis in futuro sarà il punto logistico dal quale monitorare gli eventi ed eliminare le conseguenze dei disastri elementari nei Balcani. Tutto la regione sarà un posto più sicuro per la vita e mi aspetto che al progetto partecipino tutti i nostri vicini, che sono benvenuti", aggiunge.
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