Parliamone.
Discutiamone.
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Bruxelles/Banjaluka - Il presidente dell'Assemblea nazionale della RS, Igor Radojicic, ha parlato lunedì 3 ottobre a Bruxelles con gli ambasciatori di Germania, Olanda e Ungheria. Nel corso dell'incontro Radijicic ha informato i suoi…
Bruxelles/Banjaluka - Il presidente dell'Assemblea nazionale della RS, Igor Radojicic, ha parlato lunedì 3 ottobre a Bruxelles con gli ambasciatori di Germania, Olanda e Ungheria. Nel corso dell'incontro Radijicic ha informato i suoi interlocutori sull’attuale situazione politica della BIH e ha spiegato che anche l’attuale Consiglio dei Ministri della BIH può adempiere ai compiti europei. Radojicic ha informato gli interlocutori sull’impossibilità di formare il Consiglio dei Ministri della BIH. Il tema principale dell'incontro sono stati i compiti che la BIH deve compiere nel suo cammino europeo. Radojicic ha aggiunto che è molto ottimista sulla legge sul censimento, sulla legge sul sistema di aiuti di Stato e sulla formazione della commissione per l’esecuzione della sentenza "Sejdic- Finci", aggiungendo che la RS sta aspettando il proseguimento del dialogo strutturale sullo stato della giustizia. La prossima tornata del dialogo strutturale si dovrebbe svolgere a novembre, dopodiché dovrebbero esserci le concussioni e i risultati del dialogo. Gli interlocutori hanno informato Radojicic che si sta attendendo la pubblicazione del rapporto annuale della Commissione europea sul progresso della BIH, ma poiché la situazione politica in BIH non è molto buona, non ci si può aspettare che il rapporto sia positivo. Nel corso della sua visita a Bruxelles, il presidente dell'Assemblea nazionale della RS si è incontrato con il membro dell'Assemblea parlamentare europea responsabile per l’abolizione del regime dei visti per la BIH, Tanja Fajon. Radojicic ha sottolineato che le istituzioni della RS faranno di tutto per evitare le conseguenza negative provocate da casi individuali. Fajon ha informato Radojicic sui problemi con i paesi in cui non vige più il regime dei visti dicendo che i dati dei richiedenti asilo non sono rilevanti, anzi, il numero dei richiedenti asilo nei primi sei mesi di quest'anno è minore rispetto a prima della liberalizzazione dei visti. Fajon ha detto che molte persone scoperte senza documenti si sono dichiarati cittadini della BIH. "Dopo le verifiche è stato però scoperto che queste persone non erano cittadini bosniaci", ha detto Fajon. I due hanno concluso che in alcuni paesi dell’UE c’è stato un gran numero di falsi richiedenti asilo, apprende l’agenzia "Srna". Dopo il problema dei falsi richiedenti asilo della BIH, emerso in Belgio, come viene a sapere il "Dnevni Anaz", lo stesso problema è venuto fuori anche in Svezia. Le autorità svedesi sono preoccupate dell'aumento del numero di richiedenti asilo in Svezia provenienti dalla BIH e da altri paesi dei Balcani occidentali, hanno dichiarato dall'Ambasciata della Svezia in BIH. "Le autorità svedesi sono consapevoli dei problemi e delle difficoltà che devono affrontare i cittadini della BIH, ma secondo loro questa non è una ragione sufficiente per essere tutelati da questo paese. Le persone che richiedono asilo in base a queste ragioni saranno respinte senza ricevere nessun tipo di beneficio", si legge nella dichiarazione dell’ambasciata. Le autorità svedesi e l'Ambasciata della Svezia in BIH hanno buoni rapporti con le istituzione competenti della BIH per quanto riguarda la risoluzione di questo problema. Liberalizzazione dei visti significa che le persone che rispondono a determinati requisiti, hanno il diritto di soggiornare, come turisti, nell’area Schengen al massimo 90 giorni ogni sei mesi, di incontrare i familiari o lavorare. È inoltre possibile ottenere un permesso di lavoro in Svezia, ma in questo caso, è necessario presentare una richiesta speciale presso l'Ambasciata svedese in BIH, e questo processo non c'entra niente con il processo di richiesta di asilo. "Già da lungo tempo la Svezia è impegnata nel sostenere i progressi della BIH e della regione, non solo attraverso le attività della Svezia, ma anche attraverso le attività che svolge l'agenzia internazionale per la collaborazione allo sviluppo (Sida). Il nostro impegno in questi ed altri temi della cooperazione e dell’assistenza alla BIH e ai suoi cittadini continua", si legge nella nota. Il Ministro della sicurezza della BIH, Sadik Ahmetovic, ha dichiarato lunedì 3 ottobre, nel corso della sua visita a Ohrid che la BIH rispetta la liberalizzazione dei visti e che non ha i problemi di falsi richiedenti asilo. "In agosto e settembre abbiamo avuto 72 richieste di asilo. Al fine di rispettare la liberalizzazione dei visti abbiamo concordato con il Belgio che faremo di tutto per impedire che vi siano richieste immotivate", ha detto Ahmetovic all’agenzia "Srna". Ahmetovic si trova ad Ohrid per partecipare al forum dei Ministri degli affari Interni e della giustizia "UE - Balcani occidentali", dove si discuterà della liberalizzazione dei visti, delle questioni della migrazione, dell’amministrazione delle frontiere e del miglioramento della collaborazione, e della lotta alla corruzione. Ahmetovic ha presentato le misure prese dalla BIH per impedite l'aumento dei richiedenti asilo nei paesi dell'UE. Egli ha informato i Ministri sull'aumento dei richiedenti asilo spiegando che questo numero non è grande rispetto agli altri paesi. Il Commissario UE Cecilia Malstrom ha detto che i paesi dei Balcani occidentali hanno fatto di tutto per ridurre l’immigrazione clandestina, ma ha sottolineato che si può fare ancora di più, aggiungendo che l'UE si attende dei progressi in relazione a questo problema. I Ministeri degli affari Interni e della giustizia dei paesi dell'UE e dei Balcani occidentali, il Ministro della sicurezza della BIH e i Commissari della Commissione europea hanno parlato dello stato della collaborazione e del suo miglioramento. Alla riunione di due giorni, aperta lunedì 3 ottobre dal Ministro degli affari Interni della Macedonia, Gordana Jankulovska, sono presenti anche il Commissario europeo per l'immigrazione, Cecilia Malstrom e il direttore dell’"Europol", Rob Wainwright, nonché il Ministro degli affari Interni del Montenegro, Ivan Brajovic. Il Forum è stato organizzato dai Ministri degli affari Interni e della giustizia della macedonia, in collaborazione con la Presidenza polacca dell'UE.
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