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Sarajevo - Le imprese edili che hanno ricevuto contratti milionari in Libia, come "Hidrogradnja", "Energoinvest", "Sirbegovic", "Bosnalijek", chiedono il rispetto dei contratti sottoscritti da Tripoli, dopo che la BIH…
Sarajevo - Le imprese edili che hanno ricevuto contratti milionari in Libia, come "Hidrogradnja", "Energoinvest", "Sirbegovic", "Bosnalijek", chiedono il rispetto dei contratti sottoscritti da Tripoli, dopo che la BIH ha riconosciuto il Consiglio nazionale di transizione. E' tuttavia chiaro che il nuovo Governo non ha il controllo completo della Libia, e forse non saranno in grado di rispondere nel breve termine alle richieste di pagamento dei contratti, ovvero alla conferma dei contratti. Francesi, italiani e britannici hanno già inviato le loro imprese in Libia, osservano gli imprenditori bosniaci che stanno facendo pressioni per inviare anche le imprese della BIH per continuare il prima possibile dei lavori che hanno una tradizione di 40 anni. A seguito degli scontri in Libia, la BIH teme di aver perso uno dei mercati più importanti, visto che ci sono decine di migliaia di lavoratori della BIH che dipendevano dai contratti libici. "Il nostro lavoro in Libia andrebbe organizzato meglio. Le imprese dovranno, in un certo periodo, investire nei futuri affari, perché i contratti non arriveranno subito", affermando gli imprenditori della BIH. I dirigenti della Camera di Commercio con l'estero ritengono che bisogna inviare delegazione della BIH in Libia al più presto. "E' necessario che i rappresentanti delle imprese, insieme con i rappresentanti dell'autorità della BIH, si presentino in Libia, perché la distribuzione degli affari è già iniziata, specialmente tra grandi imprese dagli Stati Uniti e dell'Europa", ha dichiarato l'esperto della Camera di Commercio con l'Eestero della BIH, Duljko Hasic. A preoccupare le imprese bosniache sono soprattutto i precedenti di Kuwait e Iraq, quando i vari grandi attori delle multinazionali hanno rilevato i contratti delle imprese serbo-bosniache-croate. "Energoinvest" spera che i lavori in Libia continueranno, ma nello stesso tempo sanno che sicuramente si verificheranno dei grandi cambiamenti. L'assistente del direttore di "Energonvest", Ibrahim Bosto, ritiene che le imprese più forti degli Stati Uniti, hanno già inviato le loro delegazioni in Libia. "Tutte le imprese che appartengono ai Paesi che hanno appoggiato i ribelli saranno in vantaggio. Questo significa che la BIH non può sperare nella restituzione di alcuni lavori importanti. C'è sicuramente una possibilità, ma questo significa che dobbiamo avere buone relazioni con Gran Bretagna, Francia, Italia. Comunque sarà molto difficile", ammette Bosto. Il direttore dell'impresa "Bosna S Oil Company" , Adnan Ibisevic, ritiene invece che la continuazione dei lavori in Libia dipende dal contesto in in cui lavoratori lavoreranno. "Noi siamo anche in Libia, nella parte orientale del Paese, e ci aspettiamo di mantenere questo contratto anche nel futuro. Dobbiamo solo seguire i loro metodi di lavoro. Le imprese dalla BIH hanno un grande vantaggio. Loro conoscono il paese molto bene e questo significa che abbiamo un'opportunità che non possiamo perdere", dice Ibisevic. Il professore Muratovic aggiunge che esiste una qualche soluzione per la lotta alla concorrenza in Libia, e questa soluzione è la formazione di imprese multinazionali della regione. "Dobbiamo andare insieme con Croazia e Serbia. Alle attuali condizioni non possiamo andare da soli, ma se ci uniamo abbiamo delle chances", spiega il professore Muratovic. La Libia è divenuto un mercato vitale per la BIH e le imprese bosniache dovranno trovare il modo di conservare i propri lavori.
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