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Zagabria - La Croazia ha intrapreso una piena cooperazione con il nuovo governo libico, per dare il suo pieno sostegno al recupero economico del Paese. In tal modo spera che, considerando i rapporti tradizionali dei due paesi, proseguiranno presto i lavori…
Zagabria - La Croazia ha intrapreso una piena cooperazione con il nuovo governo libico, per dare il suo pieno sostegno al recupero economico del Paese. In tal modo spera che, considerando i rapporti tradizionali dei due paesi, proseguiranno presto i lavori fermati a causa degli scontri, intrapresi all'inizio di quest'anno, prima di scontri, a cinque grandi società croate, quali la collegata della INA Crosco, "Montmontaža", "Geofizika", "Adria Mar brodogradiliste" e "Viadukt". In primo luogo, a riprendere presto i lavori potrebbe essere la "Adria Mar brodogradnja" specializzata nella progettazione, costruzione e riparazione di navi militari e per trasporti speciali, in quanto la dirigenza societaria croata è stata già contattata dal nuovo Governo libico. Questa società ha già costruito la guardia costiera libica sei navi veloci di pattuglia, ha riparato due navi per il trasporto di carri armati, un nave militare corvette e navi per il salvataggio in mare e con sottomarino, per un valore totale di 100 milioni di euro. Prima gli scontri, la stessa società ha anche firmato contratto per la costruzione di sei nuovi navi per guardia costiera, del valore di circa 60 milioni di euro, ma gli scontri hanno interrotto la loro realizzazione. Il maggior impatto del blocco dell'attività industriale lo ha subito la società "Geofizika" di Zagabria, che ha effettuato indagini sismiche per società petrolifere libiche e internazionali, nonchè è intervenuto per la messa in sicurezza dell'acquedotto libico "Grande fiume". La società aveva concordato affari del valore di 37,5 milioni di euro, mentre quelli in corso "pesavano" 25 milioni di euro, ma non è possibile determinare l'ammontare reale delle perdite. Oggi è davvero difficile stimare l'intero ammontare del danno derivante dal ritiro dalla Libia a partire dal mese di febbraio, dove la società realizza un giro d'affari di circa 5 milioni di euro, ma nel prossimo futuro la società potrebbe presto far ritornare gli ex dipendenti, considerando che in Libia si trova un'attrezzatura del valore di oltre 30 milioni di euro. In tal senso, sono già iniziati i contatti con i partner libici e gli investitori, che credono nella sicura continuazione dei lavori. "Geofizika" è una delle società leader che effettuano indagini sismiche mondiali, e coopera con alcune delle più importanti società petrolifere mondiali, come la "Occidental Petroleum" (USA), "PetroCanada" (Canada), e società libiche come la "Sirte Oil Co.", la "Harouge Oil Operations", e la società che gestisce l'acquedotto trans-libico "Great Man Made River Agency". "Geofizika" è stata fondata nel 1951, vantando clienti in tutto il mondo, da Libia, Siria, Egitto, Marocco, Namibia, Grecia e Turchia, fino a Bosnia e Albania. Attualmente sta cercando di aprirsi dei mercati in Siria, Oman, Serbia, Iran, Iraq. Allo stesso modo, la "Montmontaža", che ha 80 lavoratori a Bengasi per il controllo dell'attrezzatura, spera che presto potranno continuare i propri affari. Il rappresentante della società, di recente si è recato in Libia e ha istituito contatti con il nuovo Governo libico, convenendo che i lavori continueranno. Su loro richiesta, hanno consegnato i dati sui danni bellici, mentre hanno offerto il loro aiuto per un rinnovo degli edifici e degli impianti petroliferi, danneggiati dagli scontri. Anche la "Crosco" sta seguendo la situazione e presto definirà i futuri piani. Da notare che la controllata della INA sono impegnati nei lavori di perforazione e nella riparazione e manutenzione di tre piattaforme petrolifere per "Sabrath", "Agip" e "Total".
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