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Lubiana - L'Amministrazione e i creditori della società edile slovena, SCT, ieri presso la Corte distrettuale di Lubiana hanno concordato l'inizio della procedura fallimentare dell'impresa. Nei mesi passati sono falliti tutti i tentativi…
Lubiana - L'Amministrazione e i creditori della società edile slovena, SCT, ieri presso la Corte distrettuale di Lubiana hanno concordato l'inizio della procedura fallimentare dell'impresa. Nei mesi passati sono falliti tutti i tentativi di ricapitalizzazione e le procedure di pagamento forzato dei debiti. La Corte, entro otto giorni dovrà pubblicare la data d'inizio della procedura fallimentare dell'azienda le cui imprese controllate sono già fallite nel corso dei mesi scorsi. Il potenziale debito totale della SCT secondo il procuratore della SCT, Dusan Mes, potrebbe essere, nel caso in cui venissero monetizzate tutte le garanzie bancarie, di 450 milioni di euro. Le garanzie di liquidazione dipenderanno da quanto riceveranno i creditori e i subappaltatori della società che ha costruito la maggior parte delle autostrade slovene. Si stima che il processo fallimentare potrebbe durare anni, e che il denaro ricavato, nel migliore dei casi, sarà sufficiente a pagare tra il 15 e il 25% delle richieste dei creditori. A causa della crisi nel settore edile sloveno, il cui valore è stato dimezzato a causa della recessione rispetto ai 3,5 miliardi di euro stimati nel 2008, la SCT l'anno scorso è diventata insolvente, ed ha chiuso il 2010 con 200 milioni di euro di perdita. Gli esperti fallimentari sloveni del settore edile, temono che l'industria edile slovena a causa del fallimento della SCT possa recepire in maniera inefficiente il prossimo ciclo di investimenti, e finire nelle mani della concorrenza estera, dove le imprese edili austriache sono gli attori principali.
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