Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Banja Luka - L'iniziativa REKOM nasce come progetto volto a creare una commissione internazionale per i crimini di guerra compiuti nei Paesi della ex Jugoslavia nel corso dei conflitti degli anni '90. Il loro obiettivo sembra dunque essere quello di creare…
Banja Luka - L'iniziativa REKOM nasce come progetto volto a creare una commissione internazionale per i crimini di guerra compiuti nei Paesi della ex Jugoslavia nel corso dei conflitti degli anni '90. Il loro obiettivo sembra dunque essere quello di creare il terreno ad un'era post-Tribunale dell'Aja, destinato all'imminente chiusura, e così al mancato compimento della missione per cui è stato creato. Il loro raggio d'azione si espande in tutta la regione, dalla Croazia sino all'Albania, raggruppando attorno a sé circa 1780 associazioni civili e non governative che si occupano di diritti umani e di ricerca sui crimini di guerra ( si veda <strong><a href="http://www.zarekom.org/documents/Coalition-members.en.html?page=1">Elenco Membri</a></strong>). Disponendo di un lauto bilancio, messo a disposizione soprattutto da entità straniere ed occidentali, la cosiddetta 'Coalizione Rekom' ha tra i suoi donatori e partner istituzioni autorevoli come l'ambasciata dei Paesi Bassi in Serbia, il progetto europeo EIDHR, USAID, ma anche il Rockfeller Fund (si veda <strong><a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/download/869697597730d7a34d5d511a83388b15.html">Bilancio Rekom</a> </strong>). <a href="http://cdn.agenzia.etleboro.com/download/869697597730d7a34d5d511a83388b15.html"></a> <br /> <br /> Accanto agli accordi con l'intricata costellazione di associazioni nate nei Balcani in questo decennio-bellico, grazie soprattutto alla promessa di stanziare sempre maggiori fondi per la loro 'causa civile', la coalizione ha ottenuto anche il sostegno del Governo serbo e delle principali autorità statali. La loro posizione di appoggio incondizionato è il diretto risultato di anni di pressioni nei confronti di questi Stati, chiedendo la cooperazione sui crimini di guerra come indice del livello di democrazia, e così come chiave per entrare a far parte della famiglia Europea. Di fatti, la loro azione e la loro visibilità tra i media è aumentata sensibilmente proprio a seguito degli ultimi eventi legati all'arresto di Ratko Mladic. Essere dunque contrari ad ogni iniziativa che abbia come scopo 'la verità sui crimini di guerra' diventa quindi un'arma a doppio taglio, che può rivelarsi fatale in momenti delicati come quelli attuali. Cinque anni fa, tale progetto venne creato da Natasa Kandic, direttore esecutivo dell'Humanitarian Law Center, da Vesna Terselic, direttore esecutivo del 'Centro Documentale per il confronto con il passato' di Zagabria, da Zoran Pusic e altri simili esperti senza professione, che hanno fatto delle "iniziative civili" una vera e propria professione. Danno una propria interpretazione del diritto e della storia, camuffando con motivi pacifici e di pietismo per le vittime di guerra, un vero e proprio processo contro i cosiddetti criminali di guerra. Partendo dalle indagini e dai dati in possesso delle istituzioni statali, la Rekom si prefigge di completare le indagini in corso o di aprire nuovi dossier, dando un significato alle informazioni esistenti, visto che le interpretazioni della storia variano passando da un Paese all'altro. In tal senso, va a creare una commissione che è al di sopra dello Stato, in cui troveranno lavoro storici e giuristi che saranno ben pagati dagli sponsor stranieri, mettendo le loro funzioni al servizio dei malcontenti delle masse deluse dai governi. Questo perchè nei Balcani i sentimenti di vittimismo sono quelli che fuoriescono più facilmente dinanzi ad una situazione di malessere generale. Tuttavia, tali iniziative non hanno portato benessere a tali popoli, che hanno al contrario subito un rallentamento del loro sviluppo, con il riemergere dei sentimenti nazionalistici ed estremisti, come una sorta di reazione alla criminalizzazione della storia o dell'indipendenza di ogni ex repubblica jugoslava. La commissione Rekom, che si tradurrebbe quindi in un organismo regionale che si incastra nelle nuove integrazioni balcaniche, sarà una macchina aggressiva per gli Stati della regione, ricattati perennemente dal loro recente passato. Ciò allo scopo di creare una riconciliazione forzata tra i popoli in nome del giustizialismo, e controllata dalla comunità internazionale attraverso la criminalizzazione degli Stati e le pressioni politiche, spingendosi fin dove L'Aja non è riuscita ad arrivare. Con la sua chiusura, infatti, saranno molte le indagini che rimarranno incomplete, ma soprattutto verrà meno uno strumento politico di controllo per i governi, per le riforme e per le privatizzazioni che devono attuare. Sarà utilizzato dalla stessa Unione Europea che agirà attraverso il settore non governativo per infiltrare le istituzioni e per avere un'antenna di monitoraggio sempre attiva. Nella realtà, si tratta di un'esercito di persone incompetenti ma ben finanziate, che colpiscono persone e Stati ben coscienti che hanno dalla loro parte la 'ragione della giustizia post-bellica', un sistema mediatico che si è impossessato della parola genocidio e ha disinformato lungo oltre 15 anni di storia. Queste persone, piene di faziosità politica e di soldi, autoproclamatesi umanitari e professionali, alla fine si sono rivelate dei semplici speculatori della guerra, quelli che noi chiamiamo 'fondamentalisti democratici'. La rete che hanno creato è a sua volta collegata a sponsor e partner, al cui interno vi sono strutture che vogliono scavalcare lo Stato. I loro interessi vanno ben oltre la giustizia e i diritti umani, essendo relativi agli investimenti in energia ed infrastrutture. Per tale ragione, tali reti nascono già con un grande conflitto di interesse, che nella maggior parte dei casi è rivolto a sbaragliare i concorrenti e a ricattare i politici.
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
L'Osservatorio Italiano è un riferimento economico tra l'Italia e il mondo, al servizio delle PMI. Inizia da una breve presentazione del progetto.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.