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Pristina - Secondo il funzionario della Lega democratica del Kosovo ed ex Ministro del Governo Locale, Sadri Ferati, che ha partecipato al meeting titolato "E' possibile divisione del Kosovo", tenutosi a…
Pristina - Secondo il funzionario della Lega democratica del Kosovo ed ex Ministro del Governo Locale, Sadri Ferati, che ha partecipato al meeting titolato "E' possibile divisione del Kosovo", tenutosi a Caglavica, nei pressi di Pristina, la divisione del Kosovo non è possibile, perché lo status della provincia è già stato risolto, indipendentemente dalla decisione del Consiglio di Sicurezza. Ferati ha precisato che nè la divisione nè la separazione corrispondono alla posizione ufficiale di Belgrado, preoccupata che queste potrebbero provocare "gravi danni alla Serbia e ai serbi che vivono nel Kosovo ". Per Ferati, ad aggravare ulteriormente la situazione generale in Kosovo, e quindi i negoziati avviati da poco, è la stessa dichiarazione del Presidente serbo Boris Tadic, secondo cui la questione dello status può essere risolta mediante negoziati. Ha spiegato che il Governo del Kosovo "<em>non ricorrerà né alla polizia ,né all'esercito nel nord del Kosovo</em>", ma "<em>con ulteriori investimenti, e con l'aiuto della comunità internazionale, può convincere i serbi locali che il loro futuro è all'interno del Kosovo. Pazienza significa consapevolezza della situazione nel nord del Kosovo</em>". Il deputato della Lista Unica serba Rada Trajkovic è d'accordo con la valutazione in base alla quale la divisione del Kosovo è inaccettabile e che <em>"dividere la parte settentrionale e meridionale del Kosovo significherebbe l'inizio di una nuova ondata di emigrazione dei serbi"</em>. L'ipotesi avanzata da Trajkovic è che nel concetto di divisione sia coinvolto Hashim Thaci, perché sostiene "il raggruppamento nei Balcani. "<em>In parallelo con l'idea della divisione del Kosovo, nelle istituzioni del Kosovo si sta avviando l'iniziativa della chiusura di comuni recentemente istituiti a maggioranza serba, e che i leader albanesi mostrano di essere simili a Slobodan Milosevic. Anche loro attuano politiche di oppressione e di persecuzione per motivi etnici </em>", ha detto Trajkovic, rilevando che "è in atto la fase finale della persecuzione dei serbi". La Trajkovic ha accusato la leadership del Partito democratico di Boris Tadic perché "tace" sulle dichiarazioni di Ivica Dacic, che "mettono in pericolo l'unità nazionale necessaria ai serbi, specialmente per quelli che vivono in Kosovo e Metohija".
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