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Sarajevo/Bosnia Erzegovina - Il Presidente e il direttore esecutivo dell'International Crisis Group, rel="dossier:person">Luise Arbour, in una lettera inviata lo scorso 2 maggio agli Alti Ufficiali dell'Unione Europea ha ribadito la continua tendenza della…
Sarajevo/Bosnia Erzegovina - Il Presidente e il direttore esecutivo dell'International Crisis Group, rel="dossier:person">Luise Arbour, in una lettera inviata lo scorso 2 maggio agli Alti Ufficiali dell'Unione Europea ha ribadito la continua tendenza della crisi politica in BIH, in cui "i partiti bosniaci controllano un Paese fallito e distrutto, mentre le istituzioni hanno abbandonato i serbi e i croati". Come riportato dal "Nezavisne novine", la lettera afferma che la colpa dello stato attuale di crisi del Paese è di tutti, inclusa la Comunità internazionale che dovrebbe evitare di adottare delle decisioni di breve termine che potrebbero approfondire la crisi e portare i partiti verso posizioni massimaliste. Sottolineando che la decisione dell'Alto Rappresentante del 27 marzo, in merito alla sospensione della decisione della CEC che ha annullato la formazione del Governo Federale, mina gli organi statali e lo Stato di diritto, aggiungendo che l'annullamento della decisione della RS sul referendum sarebbe la mossa peggiore. "Sarebbe ancora peggio se questa decisione fosse seguita dal tentativo di abolire il referendum od imporre sanzioni contro il Presidente di tale entità, Milorad Dodik, in quanto tali tentativi probabilmente arriverebbero a rafforzare la campagna del referendum che diventerebbe ancora più destabilizzante", sottolinea in lettera. Arbour esprime una serie di proposte per uscire dalla crisi, rivolte ai rappresentanti nazionali del governo, così come alla comunità internazionale e all'Alto Rappresentante. Il compito più importante per i cittadini della BIH è raggiungere un consenso sul Dayton e, se le attuali tendenze non cambiano, la Comunità internazionale presto potrebbe essere costretta di confrontarsi con problemi molto più radicali che definiscono il destino della BIH, scrive nella sua lettera Luise Arbour. Secondo il parere dell'ICG, il Consiglio europeo per gli Affari Esteri dovrebbe indire una conferenza a maggio e, prima del referendum, previsto per la metà di giugno, in cui tutti i fattori internazionali dovrebbero confermare l'impegno al rispetto del Dayton, della Costituzione BIH e delle due entità, dell'integrità territoriale della BIH. Anche le controparti internazionali devono portare alla luce il fatto che le entità che stanno tentando la secessione, non otterranno nessun riconoscimento diplomatico nè assistenza. Nella lettera viene riportato che il Dayton, che ha messo fine alla guerra in BIH e ha contribuito a 15 anni di sviluppo pacifico, fallisce sotto le pressioni degli attacchi nazionali di tutti i partiti, e per gli errori internazionali. La lettera pubblicata dal "Nezavisne novine" è stata inviata all'indirizzo di Herman van Rompuy, Presidente del Consiglio europeo, a José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, Catherine Ashtown Alto Rappresentante dell'UE per la politica estera e la sicurezza, e Jerzy Buzek, primo uomo del Parlamento Europeo.
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