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Banja Luka/Republika Srpska - Il Presidente della RS Milorad Dodik, al termine dei colloqui con Valentin Inzko, ha dichiarato che l’Assemblea Nazionale della RS non può e non ritirerà la decisione sul referendum indetto sui lavori del Tribunale e della…
Banja Luka/Republika Srpska - Il Presidente della RS Milorad Dodik, al termine dei colloqui con Valentin Inzko, ha dichiarato che l’Assemblea Nazionale della RS non può e non ritirerà la decisione sul referendum indetto sui lavori del Tribunale e della Procura della BIH, suggerendo alla sua controparte di indire, a sua scelta, una sessione straordinaria del Parlamento della Srpska. Egli ha informato i media che Inzko e l'ambasciatore americano in BiH Patrick Moone, nel corso degli incontri di oggi a Banja Luka hanno chiesto di valutare la possibilità che l'Assemblea Nazionale ritiri la decisione sul referendum, mentre ha sottolineato che il Parlamento della Srpska non può e non lo farà, perchè è un suo diritto legittimo basato sulla Costituzione e la legge. Dodik spiega che la necessità di indire il referendum si basa su 4 casi che si mostrano dei metodi e ad una prassi diseguale del Tribunale e della Procura BIH, in riferimento ai crimini dei serbi nel corso dell'ultima guerra. A suo parere, le reazioni rispetto al referendum dovrebbero far riferimento al piano con cui determinare gli eventi, relativi alla Dobrovoljacka, al caso della Colonna di Tuzla, alle stragi di Kupres e di Peti Korpus di Atif Dudakovic, dando un termine di 6 mesi, nove o 12 mesi per avere una risposta se in tali posti è avvenuto o meno un crimine. In secondo luogo, secondo Dodik resta controverso il fatto che gli organi di giustizia della BIH possono assumere i casi presso il Tribunale e la Procura di Banja Luka e Mostar. Egli ha sottolineato che è necessario risolvere e dare attuazione retroattiva alla legge e alla competenza d’appello del Tribunale della BIH, in cui il Presidente del Tribunale decide in merito alle proposte dei giudici. ”Fino ad oggi non vi sono stati spiragli per un dialogo. Sono contento di vedere che esistono certi segnali che una discussione tra le parti può avvenire”, ha sottolineato Dodik. Dichiarando che il referendum indetto non è in discussione, Dodik ha spiegato che la riunione con Inzko e l'ambasciatore americano è stata un semplice scambio di vedute note già in precedenza. Dodik ha dichiarato che dopo il referendum, la discussione dovrebbe ritornare nell'Assemblea nazionale della RS e presentare delle proposte su come affrontare i 4 elementi controversi nel lavoro degli organi di giustizia della BIH, chiarendo un'armonizzazione della legge su Tribunale e Procura BIH. Egli ha ribadito che la BIH, ai sensi dell'Accordo di Dayton, non è dotata di questi due organismi, che sono stati creati successivamente. In tal senso la comunità internazionale non può rivolgersi al Parlamento della BIH e ai rappresentanti della RS come organi legittimi della Srpska, perchè possono essere solo il Presidente, il Governo, l'Assemblea nazionale. Dodik ha sottolineato infine che nel corso della riunione non hanno discusso in merito alle misure che potrebbe eventualmente applicare la comunità internazionale contro le istituzioni e i politici della RS. Riafferma ancora una volta che la Srpska saprà rispondere alle misure dell'OHR, in quanto la RS rispetta il Dayton, che mette a sua disposizione una serie di misure, ma che tale decisione sarà rivolta alle cariche competenti per la sua approvazione.
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