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Zagabria/Croazia - Il Ministero degli Esteri è pronto ad organizzare l'evacuazione di tutti i cittadini croati che sono in Libia e per questo sta collaborando con la società CROSCO, i cui lavoratori sono nel sud del paese. Trenta lavoratori croati lavorano…
Zagabria/Croazia - Il Ministero degli Esteri è pronto ad organizzare l'evacuazione di tutti i cittadini croati che sono in Libia e per questo sta collaborando con la società CROSCO, i cui lavoratori sono nel sud del paese. Trenta lavoratori croati lavorano ai pozzi petroliferi e di gas nel sud della Libia e chiedono l'evacuazione a Tripoli, come informa Hina, mentre il Ministero degli Esteri croato ha detto di aver organizzato l'evacuazione dei cittadini croati che ne hanno fatto richiesta, in maggior parte lavoratori di Montmontaža. Trenta croati lavorano nel sud della Libia per la società croata CROSCO, come contrattisti della società italiana Eni North Africa. Nei siti della società vi sono settanta lavoratori provenienti da tutto il mondo, di cui 27 croati. Quattro giorni fa i lavoratori hanno chiesto l'evacuazione alla società Eni.<em> "Il Ministero degli Affari Esteri e dell'Integrazione Europea croato ha organizzato un'Unità di Crisi per l'evacuazione dei cittadini croati dalla Libia e sta cercando il modo più sicuro e più conveniente per evacuare tutti coloro che vogliono uscire dal paese",</em> ha detto in un'intervista per Hina il portavoce del Ministero degli Esteri, Mario Dragun. Il Ministero degli Esteri ricorda che, durante i disordini in Tunisia, parte dei cittadini croati che erano lì in vacanza, non hanno voluto essere evacuati dal paese. Da domenica, nessuno, tranne i dipendenti di Montmontaza, ha richiesto l'evacuazione dalla Libia. L'aeroporto di Bengasi è stato chiuso e la Croazia ha preparato un aereo per evacuare, nei prossimi giorni, una parte dei lavoratori che sono già in viaggio verso Tripoli. Si stima che in Libia lavorino circa 400 croati. I lavoratori croati con cui Hina si è messa in contatto hanno affermato che <em>"la maggior parte dei clienti hanno assicurato un aereo privato della compagnia, ma Eni non l'ha reso possibile</em>" ed erano quindi <em>"soggetti a voli civili</em>".
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