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Il Primo Ministro russo Vladimir Putin ha annunciato il suo arrivo a Belgrado il prossimo 23 marzo, il giorno precedente all'anniversario dei bombardamenti NATO. Durante il suo viaggio in Serbia, Putin sarà alla guida di una grande delegazione di investitori…
Il Primo Ministro russo Vladimir Putin ha annunciato il suo arrivo a Belgrado il prossimo 23 marzo, il giorno precedente all'anniversario dei bombardamenti NATO. Durante il suo viaggio in Serbia, Putin sarà alla guida di una grande delegazione di investitori russa, per discutere così di questioni relative alla sfera economica e politica, consolidando il nuovo avvicinamento dei Russi ai Balcani. Alla fine della prossima settimana, una delegazione russa, composta da membri del suo gabinetto e della sicurezza, sarà a Belgrado per anticipare la venuta di Putin e concordare la procedura di sicurezza. Vladimir Putin ha visitato la prima volta Belgrado nel 2001, in qualità di Presidente, mentre sei anni dopo ha pianificato un'altra visita che tuttavia è stata cancellata. “Ciò che abbiamo già visto con la visita di presidente Medvedev, due anni fa a Belgrado, si riproporrà nel mese di marzo come passo avanti nei rapporti tra i due Paesi“, confermano presso l'ambasciata russa a Belgrado. In qualità di Premier, Vladimir Putin incontrerà il Premier Mirko Cvetkovic, dopodiché sarà pianificato l'incontro con il Presidente Boris Tadic e i principali funzionari del Governo serbo. Il programma della visita non è stato ancora specificato, mentre è noto che saranno discussi i rapporti economici bilaterali, in primo luogo energetici con la costruzione del South Stream. Sulla mappa del progetto la Serbia è uno dei paesi di transito della conduttura. "Dopo la frantumazione dell'USSR la Russia non vuole più esportare ideologia, ma vuole una collaborazione attiva tra i Paesi sulla base dei reciproci vantaggi", ha dichiarato Putin. <strong>Russia-Serbia e i rapporti economici</strong>. La Russia è più interessata alla divulgazione dei prodotti russi e al rafforzamento della sua economia, nella collaborazione con la Serbia. In tali rapporti, sono essenziali anche le potenzialità delle aziende serbe a competere con il grande mercato russo ha interesse: in Russia oggi operano più di 30 aziende serbe, per la maggior parte nel settore dell'edilizia. Si tratta tuttavia di compagnie non così grandi, come in precedenza, quando la Serbia esportava manodopera specializzata, come ingegneri e professionisti. Proprio questa è una delle ragioni per cui le piccole aziende serbe non potranno mai vincere gare d`appalto in Russia. Occorre alla Serbia una organizzazione migliore, a cominciare dal permesso all'esportazione di carne e latte ottenuto da 12 aziende serbe. Russia, Bielorussia, Kazakhstan si trovano all'interno della stessa unione doganale, per la quale occorre un solo permesso per l'esportazione dei mercati. Le esportazioni serbe lo scorso anno sono aumentate del 55% e sicuramente quest'anno continueranno su tale trend. La merce esportata, del valore di 541 milioni di dollari, non riesce ancora a far fronte a quella importata dalla Russia, del valore di 2,16 miliardi, di cui il 74% è gas e petrolio, che si affiancano agli investimenti nel settore infrastrutturale e turistico.<br /> <br /> Se anche le esportazioni sono aumentate, mancano altri 660 milioni di dolari per pareggiare quelle dalla Russia. Le merci che costituiscono una quota maggiore nella bilancia commerciale, vi sono i materiali per i pavimenti, mele, prugne e materiali edili. La compagnia Aleva è presente sul mercato russo da tre anni, a cominciare con l'esportazione di 18 prodotti, che oggi sono divenuti circa 50. La produzione vinicola Alkesandrovic ha trovato anch'esso un modo per esportare i suoi prodotti. Vi sono anche molti ristoranti serbi che contribuiscono alla vendita dei vini serbi. Nel corso della riunione tra i Presidenti delle Camere di Commercio di Serbia e Russia è stato sottolineato come le esportazioni dovranno aumentare da entrambe le parti. La Serbia è in grado di esportare in Russia maggiori quantità di frutta e verdura, ma resta il problema delle piccole aziende che da sole non possono soddisfare le esigenze del grande mercato russo. Occorre così un consorzio tra produttori per presentarsi come operatore unico sul mercato russo e raccogliere così la grande quantità di merce che occorre alla Russia. Un accordo di libero commercio andrà a semplificare la cooperazione tra i due Paesi, aprendo inoltre le porte dell'unione doganale tra Russia, Bielorusia e Kazakhstan che offre 170 milioni di consumatori liberalizzato per il 96%. A causa della situazione ereditata dagli anni '90 il mercato serbo non risultato altrettanto attraente per gli investitori russi. In questo momento la Russia in Serbia investe circa un miliardo di euro attraverso gli investimenti di Gazprom, Lukoil, e Moscova bank. Il prossimo passo sarà quello di aumentare gli investimenti per le piccole medie imprese. <strong>Rapporti politici: Kosovo e Russia nei Balcani. </strong> Durante la visita del Premier Putin a Belgrado si parlerà anche dei rapporti bilaterali tra i due Paesi, ma anche per la questione del Kosovo. La Russia guarda al Kosovo come un territorio parte della Serbia, ritenendo che risolvere la questione del Kosovo significa solo raggiungere un compromesso tra serbi e albanesi. Sull'amministrazione russa già da tempo incombono pressioni per il riconoscimento del Kosovo, ma Mosca non ha cambiato il suo atteggiamento. I media occidentali hanno cercato di creare una qualche spaccatura nei rapporti tra Belgrado e Mosca, pubblicando delle disinformazioni in merito alla possibilità che la Russia non userà in seno al Consiglio di sicurezza il suo diritto di veto. Putin in un certo si è difeso bene, criticando l'Occidente di usare doppi standard, ribadendo che anche i documenti pubblicati da di Wikileaks confermano che i Paesi atlantici sapevano molto bene qual era la situazione nel Kosovo, rendendosi così complici di aver creato un buco nero in Europa ed uno Stato criminale. Temi di politica interna che riemergono proprio in un momento di crisi per il governo serbo e in occasione dell'anniversario del bombardamento della Serbia da parte delle forze NATO nel 24 marzo. Non a caso è stata scelta proprio il 23 marzo come data della visita di Putin, al pari della venuta del Presidente Medvedev lo scorso 20 ottobre, in parallelo all'anniversario della liberazione di Belgrado da parte dell'Armata Rossa nel 1944. Quello che sta avvenendo oggi nei Balcani , dove l'America pian piano attua la sua ingerenza attraverso la Germania, la Russia aspetta con la massima attenzione. Inoltre, tra Germania e Russia le relazioni non sono state mai così ambigue sulle politiche per i Balcani. Così prossimente si dovrebbe aspettare una nuova più forte inziativa russa nella zona balcanica. Non a caso è lo stesso Premier russo che si occuperà personalmente nel rinnovare i rapporti con la Serbia, cosa che dimostra il grande interesse della Russia a superare la crisi governativa che potrebbe avere un impatto sui contratti in gioco, tra cui anche quelli della vendita della Telekom Srbija all'operatore russo Vimpelcom. La visita di Putin tocca quindi le grandi questioni di geopolitica per la Russia nei Balcani e nell'area europea. <em><strong>Biljana Vukicevic<br /> </strong></em>
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