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L'Aja/Serbia - Il Ministro della Giustizia della Serbia Snezana Malovic e il Presidente della Corte penale internazionale dell'Aja Sang-Hjun Song hanno firmato l'accordo che permetterà ai condannati dinanzi a questa corte di scontare la pena in Serbia. Non è…
L'Aja/Serbia - Il Ministro della Giustizia della Serbia Snezana Malovic e il Presidente della Corte penale internazionale dell'Aja Sang-Hjun Song hanno firmato l'accordo che permetterà ai condannati dinanzi a questa corte di scontare la pena in Serbia. Non è ancora chiaro quando l'accordo entrerà in vigore. La Corte finora ha accusato più di 15 persone per i crimini commessi in Uganda, Repubblica Democratica del Congo, Darfur e nella Repubblica Centrafricana, ma nessuno è stato condannato. Il Ministro della Giustizia della Serbia Snezana Malovic ha detto, dopo la firma dell'accordo, che i condannati dalla Corte penale internazionale dell'Aja per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio sconteranno la pena nella nuova prigione in Padinska skela, che sarà una delle più sicure della Serbia. La Malovic ha sottolineato che la Serbia è stato il primo paese nel sud-est Europa ad aver concluso tale accordo, confermando l'impegno della Serbia a punire i crimini di guerra a prescindere dal luogo in cui sono stati commessi. Il Ministro ha sottolineato che la Serbia, secondo l'accordo, ha il diritto di valutare se accettare o meno un particolare condannato. I primi prigionieri che potrebbe scontare la pena in Serbia sono i cittadini del Congo e dell' Uganda, perché contro di loro è in corso un procedimento penale davanti alla Corte penale internazionale, inoltre è in corso la considerazione della situazione in Kenya,Colombia e Afghanistan. Secondo il Presidente della Corte penale internazionale Song, la firma di questo accordo è un momento storico per la Corte penale internazionale e per la Serbia, perché rappresenta un'azione concreta per rispondere alla giustizia internazionale. Egli ha elogiato la prontezza della Serbia a cooperare con il tribunale e ha sottolineato che è stato firmato anche da Regno Unito, Austria, Belgio, Danimarca e Finlandia.
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