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NOTIZIE · OI-269911 · 17/11/2010 00:50:00 · 5695 g fa4 min lettura
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L’Italia tende la mano alla Slovacchia per l’agricoltura con storie di successo e indicazioni

DiOsservatorio ItalianoSommario

Nella cornice dell’hotel Falkensteiner di Bratislava si è riunita oggi la comunità di imprenditori italiani e slovacchi, rappresentati dalla Camera di Commercio Italo Slovacca, che assieme al partner Unicredit Bank ha organizzato la conferenza su…

Nella cornice dell’hotel Falkensteiner di Bratislava si è riunita oggi la comunità di imprenditori italiani e slovacchi, rappresentati dalla Camera di Commercio Italo Slovacca, che assieme al partner Unicredit Bank ha organizzato la conferenza su “L’agricoltura e l’agroindustria in Slovacchia – presentazione e possibilità”. Luca Pandolfi dell’Italian Business Center (IBC) di Praga ha moderato l’incontro ed ha aperto i lavori, chiamando subito l’Ambasciatore d’Italia Brunella Borzi Cornacchia che ha salutato il folto pubblico intervenuto ed i rappresentanti delle istituzioni slovacche presenti. L’intervento dell’Ambasciatore si è incentrato sui rapporti e le possibilità offerte ad entrambi i Paesi nell’ambito dell’Europa Unita. Ha proseguito Michele Bologna, vicepresidente vicario della Camera, che ha sottolineato la necessarietà e l’indispensabilità dell’agricoltura anche in un’ottica energetica, in quanto entro il 2020 sarà necessario produrre il 20% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili e la Slovacchia ha in particolar modo adottato la via delle biomasse e del biodiesel, che sono dipendenti dall’agricoltura. È intervenuto in seguito Walter Fusar Poli di Deloitte, che ha parlato del finanziamento delle banche alle aziende agricole in Slovacchia, mostrando un esempio volutamente semplificato dal quale è stato possibile capire lo scoring effettuato da una banca durante la valutazione del rischio di finanziamento ad aziende con capitale proprio, in opposizione ad aziende che si avvalgono di finanziamenti (regionali, europei), con conseguente suddivisione del rischio. Subito dopo ha preso la parola il Prof. Franco Mosconi, Decano della Facoltà di Economia dell’Università di Parma che ha trattato di politica industriale nell’Europa allargata in seguito alla crisi, derivata dal «dominio della finanza», mettendo in primo piano la necessità di una ristrutturazione delle industrie attraverso la cooperazione. Ad avvalorare le sue tesi un grafico in cui ha mostrato il rapporto diretto tra export e crescita del PIL mondiale, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, protraendosi fino a tutta la prima globalizzazione, che si è arrestato soltanto nel 2009, con il primo dato negativo per entrambi gli indici in un periodo di quasi sessant’anni. Ha proseguito il discorso Lorenzo Terzi, consigliere della Direzione Generale della Commissione Europea per la salute e la protezione dei consumatori, che ha trattato le funzioni di questo organo europeo, che possono sintetizzarsi in: unificazione e revisione delle normative comunitarie esistenti, armonizzazione dell’etichettatura dei prodotti per giungere ad una scheda informativa per il consumatore, autorizzazioni semplificate per i nuovi prodotti, preparazione e consulenza sulla legge per i cosiddetti “novel food”, clonazione, nanomateriali e nuovi prodotti da mercati non EU, gestione del sistema di allerta rapido in caso di riscontri di partite di merci dannose per i consumatori finali. Il tutto finalizzato alla tutela “HEALTH & CONSUMER”. Il funzionario europeo ha anche citato i problemi relativi ai casi di BSE con conseguente calo dei consumi di carne bovina, ed ha ricordato il divieto di consumo di farine animali per evitare casi di “cannibalismo” negli animali, che potenzialmente possono causare malattie degenerative. Ha inoltre informato sulla preparazione di test rapidi ante e post mortem studiati per l’identificazione di malattie assieme all’eventuale presenza di residui di farmaci. E per quanto riguarda le produzioni agricole, la rilevazione di residui di pesticidi. In seguito il Dr. Gabriel Csicsai, Segretario di Stato del Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo Agrario della Repubblica Slovacca, ha informato della politica agraria slovacca per i prossimi quattro anni. Una lunga presentazione di Jaromir Matousek di UniCredit Bank ha esaminato il finanziamento, la diversificazione e la trasformazione dell’agricoltura in Slovacchia, al termine della quale è intervenuto Dino Piacentini, presidente di CONFAPI Modena, che ha parlato dei transfer tecnologici e della situazione della regione Emilia Romagna nel dopo guerra, e dell’innovazione introdotta con la meccanizzazione del settore agricolo. Ha concluso la conferenza Attila Jambor di Elips Slovakia che ha presentato i servizi di project management in collaborazioni italo slovacche. Rilevante l’informazione emersa dalla breve discussione, quando un ascoltatore ha mostrato che la Slovacchia – nonostante sia un grande produttore – è molto carente per quanto riguarda la lavorazione di materie prime, costringendo le industrie alimentari all’importazione dei semilavorati. Questo ha indicato a tutti una strada per un possibile investimento nell’industria alimentare slovacca. Fonte:Buongiorno Slovacchia

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Aziende
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