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Sarajevo/Bosnia Erzegovina - L'Agenzia per l'investigazione e protezione della BIH (SIPA) ha sequestrato lo scorso martedì 26 ottobre 660.000 euro, 24.000 dollari americani, 48.000 yen giapponesi, e circa 2,8 chilogrammi di oro, del valore di circa 70.000…
Sarajevo/Bosnia Erzegovina - L'Agenzia per l'investigazione e protezione della BIH (SIPA) ha sequestrato lo scorso martedì 26 ottobre 660.000 euro, 24.000 dollari americani, 48.000 yen giapponesi, e circa 2,8 chilogrammi di oro, del valore di circa 70.000 euro e vari tipi di gioielli. I valori contenuti in una cassetta di sicurezza intestata a tre cittadini bosniaci - le cui iniziali somo H. H., H. N., e H.A. - che sono stati arrestati in Italia e ora si trovano in custodia cautelare. Secondo quanto appreso da "Glas Srpske", gli investigatori della SIPA hanno portato il denaro e l'oro presso la NLB Banka di Tuzla. Il denaro e l'oro sono stati sequestrati in ragione del sospetto che derivino dal traffico di droga e da attività di riciclaggio di fondi neri. Nell'azione coordinata delle autorità giudiziarie della Bosnia-Erzegovina e dell'Italia, gli ufficiali di polizia della SIPA hanno perquisito tre casseforti in una delle banche commerciali del distretto di Tuzla, dove hanno trovato e temporaneamente sequestrato denaro e oro. L'operazione è stata dispiegata su ordine del Tribunale della BIH, che deciderà in merito alle ulteriori misure da adottare in relazione al sequestro temporaneo di denaro e gioielli. La SIPA, tuttavia, non precisa in quale banca sia trovato il bottino né alcun riferimento con il territorio italiano, in quanto sono stati arrestati dei cittadini della Bosnia. Stando a quanto appreso da Glas Srpske, i banchieri si sono giustificati affermando che la banca non poteva conoscere l'origine del denaro e dell'oro depositato nelle casseforti, nè altre informazioni relativamente alle persone che lo hanno versato, perchè tali controlli non vengono eseguiti. "La pratica prevede che il controllo sia eseguito dal depositante, dichiarando il contenuto dei depositi, protetto da segreto", ha dichiarato un bancario per Glas Srpske. Il portavoce della SIPA, Zeljko Kujundžija, ha espresso la riservatezza delle indagini perché l'istruttoria è ancora in corso. Lo stesso riservo viene mantenuto dalla Corte della BIH, mentre l'ambasciata della Bosnia-Erzegovina in Italia a dichiarato per "Glas Srpske" che sull'arresto dei cittadini bosniaci non sono stati informati. "Non abbiamo informazioni ufficiali su questo caso, che tra l'altro abbiamo appreso dalla stampa", dichiarano fonti dell'ambasciata.<br />
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