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L’incontro di Lovran tra Jadranka Kosor e Borut Pahor porterà alla risoluzione di altri due grossi problemi. Primo tra tutti la gestione dello spazio aereo, con il raggiungimento di una dichiarazione congiunta che comporta realmente e direttamente ad un…
L’incontro di Lovran tra Jadranka Kosor e Borut Pahor porterà alla risoluzione di altri due grossi problemi. Primo tra tutti la gestione dello spazio aereo, con il raggiungimento di una dichiarazione congiunta che comporta realmente e direttamente ad un acquisto comune di una flotta aerea militare, che sola può assicurare il conseguimento di tale obiettivo. Che qualcosa si sia “mosso” a Lovran lo confermano le fonti vicine ai vertici del Governo croato, come riportato dal Vecernji List, secondo le quali si è discusso in generale della possibile collaborazione della Slovenia nell’acquisto di una flotta aerea militare, cosa che diminuirebbe le spese della Croazia, mentre Lubiana otterrebbe il noleggio di alcuni caccia bombardieri intercettatori. Probabilmente la Slovenia collaborerebbe per circa un quinto della cifra totale. Il Governo sloveno infatti si sente insoddisfatto del controllo sul suo spazio aereo. I membri NATO devono adempiere anche questo impegno, e poiché la Slovenia non possiede caccia supersonici li noleggia dall’Italia. Questo gli costa 40 milioni di euro l’anno, e resta insoddisfatta del servizio. La Croazia invece è tormentata dal fatto che l’aeronautica militare, per colpa dell’invecchiamento dei MiG, potrebbe perdere la capacità del controllo aereo. Perciò il Consiglio di difesa ha concluso che sarebbe un danno irrimediabile non rinnovare la flotta aerea militare, perché l’aeronautica così perderebbe un centinaio di piloti addestrati. Ai piloti croati servirebbe un’addestramento di volo di circa sei mesi per poter pilotare i nuovi veivoli, mentre agli sloveni (che volano solo su turboelica Pilatus), per addestrare una generazione di piloti a portare gli aerei supersonici, servirebbe poco più di un anno. In quel periodo il controllo dello spazio aereo sloveno sarebbe assicurato dai piloti croati. Un paio di caccia probabilmente verrebbero sistemati nell’aeroporto militare di Brezice. La formazione di un gruppo di lavoro croato-sloveno che esaminerà la possibilità di collaborare nel controllo dello spazio aereo dei due paesi potrebbe far cambiare le conclusioni del Consiglio di difesa croato. A Pantovcak era stato detto che la Croazia non avrebbe acquistato una nuova flotta di aerei da guerra, trovando una soluzione ponte nella revisione dei MiG 21. L’inclusione della Slovenia aumenta le possibilità di lanciare un bando per l’acquisto di una nuova flotta di caccia, quindi anche la Slovenia collaborerebbe all’offset, con l’investimento dei suoi rivenditori. In estate il Ministero della Difesa croato e l’aeronautica militare hanno discusso in Montenegro della possibilità che i caccia croati prendano il controllo del loro spazio aereo e di attivare in questo senso un progetto comune. Il presidente Josipovic ha detto che questa è una delle soluzioni, mentre il Consiglio di difesa prenderà entro 60 giorni una decisione definitiva.
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