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Dopo l'annuncio del Governo della RS di aver concesso alle società russe la possibilità di dare inizio alle attività di esplorazione e poi di sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella Srpska, giunge una battuta d'arresto da parte…
Dopo l'annuncio del Governo della RS di aver concesso alle società russe la possibilità di dare inizio alle attività di esplorazione e poi di sfruttamento dei giacimenti petroliferi nella Srpska, giunge una battuta d'arresto da parte delle autorità centrali bosniache. Di fatti, Sarajevo fa notare che esiste un vuoto legislativo interno che impedisce di attribuire le risorse del territorio della Bosnia, soprattutto se vicine al confine delle entità, in assenza di una delimitazione amministrativa interna. ( Foto: Milorad Dodik, Presidente della Banca di sviluppo della Russa Vladimir Dmitriev e direttore generale della compagnia petrolifera statale russa Zarubezneft Nikolai Brunich, 27 Novembre 2008). Il Ministro federale dell'energia e dell'industria, Vahid Heco, ha dichiarato al "San" che i rappresentanti della Federazione non hanno avuto contatti con i funzionari del Governo della RS sulle ricerche di petrolio in Bosnia-Erzegovina. Le attività di esplorazione per la ricerca di petrolio sono state recentemente annunciate da Milorad Dodik, dicendo che il Governo della RS darà la concessione alle società russe "Zarubezhneft" e "Gaspromneft", disposte ad investire nell'esplorazione circa 120 milioni di dollari. "<em>Abbiamo delegato per quattro anni la decisione ad Energoinvest, per continuare le ricerche condotte prima della guerra. Tuttavia, esistendo un vuoto legislativo a livello statale e delle entità, siamo stati aiutati dall'Ambasciata norvegese ad elaborare una normativa legislativa, su cui stiamo lavorando. Quindi sarà necessario approvare la legislazione e poi passare alle attività</em>", ha dichiarato Heco. Il Ministro sostiene che per quanto riguarda la ricerca non ci sono problemi, ma per lo sfruttamento non è chiaro di chi sia la competenza di dare la concessione. "<em>Penso che, però, dovrebbe essere fatto a livello statale. E' difficile che la RS possa farlo, sopratutto vicino al confine delle entità, in quanto i depositi potrebbero essere nella FBiH. Lo Stato deve condurre questa attività. Chiunque sia partner in questo affare, chiederà che lo Stato si assuma delle responsabilità</em>", ha valutato Heco. Secondo il Professore ordinario alla Facoltà di Geologia e Ingegneria Civile di Tuzla, Abdulah Basic, l'iniziativa di Dodik sia collegata con la campagna elettorale, dal momento che in questo settore non vi è una legislazione adeguata a livello statale.<em> "Il petrolio non può essere ricercato solo in un cantone o in una entità. Se il petrolio fosse nel sottosuolo di entrambe le entità vi sarebbe un furto di risorse, vietato dalle convenzioni internazionali, perciò è necessario un accordo tra le entità per lo sfruttamento di eventuali giacimenti</em>", ha spiegato Basic. Il professore ricorda che secondo l'attuale legislazione sulle concessioni i Cantoni sono competenti per l'esplorazione petrolifera. Tuttavia, le modifiche studiate cercano di trasferire le competenze alla Federazione BIH, che dovrebbe concedere l'approvazione per gli studi e la valutazione della riserva.<em> "Ma queste riforme non sono accettate, perché non tutti i cantoni sono d'accordo, in particolare quello della Erzegovina (Herzegovacko-neretvanski) dove potrebbe trovarsi un giacimento. Penso che servirà ancora molto tempo per raggiungere un accordo per l'esplorazione del petrolio su tutto il territorio della BiH, quindi si procederà con tentativi di ricerca locali"</em>, ha valutato Bašić. La BIH ha uno dei territori più promettenti per tutto il territorio tra Urali fino al Mare del Nord. Il petrolio potrebbe essere situato a nord-est della Bosnia, nella zona di Posavina, Kozara, Glamoc, Nevesinje, e nella Bosnia centrale. Ricordiamo, tuttavia, che proprio la scorsa settimana il Primo Ministro della RS Milorad Dodik ha sollevato, nel corso della riunione del Governo, la questione relativa all'elaborazione di un piano per la demarcazione della linea di confine tra le entità della Bosnia-Erzegovina. "<em>La linea di divisione amministrativa tra le entità è regolata dall'allegato due degli accordi di pace di Dayton, ma non è stata mai definita fino ad oggi"</em>, ha dichiarato Dodik. Il Primo Ministro invierà una lettera all'OHR, per informare l'Alto Rappresentante della questione, perché ritiene che le strutture della Federazione BIH non vogliano farlo. "<em>Vogliono creare una nuova situazione di fatto, mentre noi vogliamo sapere dove passa esattamente la linea di confine tra entità</em>", ha ribadito Dodik, sottolineando che la RS ha circa l'1% di territorio in meno rispetto alla demarcazione determinata a Dayton. Il confine preciso fu deciso ma mai segnalato sul territorio, ad eccezione dei 60 chilometri vicino a Doboj. "<em>Le linee di confine delle entità non demarcate possono portare diversi problemi nella lavorazione dei documenti sulle proprietà e durante il censimento della popolazione</em>", ha dichiarato Dodik. Il Direttore dell'Amministrazione per gli affari geodetici e delle proprietà della RS Tihomir Gligoric, ha dichiarato che circa 14.000 persone sono in attesa che vengano risolti i rapporti di proprietà, a causa della della mancata demarcazione del confine. <em><strong>Srebrenka Despotovic</strong></em>
Hai letto il sommario. Il corpo dell'articolo, le fonti e la rete di entità collegate sono riservate ai nostri lettori.
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