Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Quando la maggioranza parlamentare ha deciso di sostenere la legge di ratifica dell'Accordo tra il Montenegro e l'Italia sulla costruzione del cavo di interconnessione sottomarina di energia elettrica, non era rilevante il percorso e la tratta del…
Quando la maggioranza parlamentare ha deciso di sostenere la legge di ratifica dell'Accordo tra il Montenegro e l'Italia sulla costruzione del cavo di interconnessione sottomarina di energia elettrica, non era rilevante il percorso e la tratta del cavo, da cui però dipende il prezzo finale del collegamento terrestre. La legge non specifica quale sia il punto di partenza dal territorio montenegrino e quale la città italiana d'arrivo, da cui l'Italia attingerà energia elettrica dai Balcani Occidentali. L'idea iniziale era Tivat, ma il documento menziona allo stesso tempo anche Kotor. Da ricordare però che il cavo energetico - già progettato durante il Governo di Romano Prodi - prevedeva il percorso Tivat a Foggia. Tuttavia, dopo l’acquisto da parte della società italiana A2A del 43% delle azioni della Elektroprivreda Crne Gore, la linea è stata spostata di circa 200 chilometri a Nord, nella zona di Pescara, per poi arrivare, attraverso le montagne abruzzesi, fino alla "vecchia stazione di destinazione" di Foggia. Inoltre, durante l'adozione del Piano di pianificazione territoriale di Tivat, l'accesso al cavo è stato individuato nel sito di Krtole. L’opposizione, attraverso dichiarazioni dirette e articoli sulla stampa locale, ha più volte criticato il progetto, mettendo in guardia dalla possibilità che le aziende italiane rivendano a prezzo maggiorato l’energia prodotta in Montenegro, ricavandone grossi profitti senza spartirli con il Paese di produzione. Al momento, i deputati dell'opposizione hanno comunque suggerito che la legge preveda una proroga perchè non ci sono ulteriori informazioni precise."La legge non definisce la collocazione del progetto perchè sarà definita dal punto di vista. Si pensava Tivat o Kotor, ma siamo più vicini ad una soluzione per la definizione tra una di queste città sulla base di un piano territoriale", ha dichiarato per "Vijesti" il Ministro dell'Economia Branko Vujovic. Con i funzionari italiani si parlava del collegamento Pescara-Tivat, mentre la documentazione non individua con precisione tra Tivat e Kotor. Anche se in seno al Parlamento non viene contemplata lo sbocco in superficie del cavo sottomarino, dalla cui lunghezza dipende il valore del progetto, Vujovic ritiene che la scelta di locazione non influenzerà molto il prezzo finale di costruzione. I partiti di opposizione hanno valutato all'inizio di luglio, che i deputati non hanno sufficienti informazioni, in particolare i tre documenti che dovrebbero essere firmati, nell'interesse dell'economia del Montenegro. Da parte sua, il Ministero dell'Economia ha annunciato che verranno portati a termine i negoziati per concludere i contratti e gli accordi di finitura:<br /> - l'accordo di registrazione delle azioni di nuova emissione regolerà la compravendita di capitale e nuove azioni della Prenos, dando modo alla società italiana Terna di partecipare al capitale della società montenegrina per il 22 per cento. Sarà definita la procedura di pagamento e la registrazione di nuovi azioni;<br /> - il contratto di partenariato strategico ed azionario, tra azionista di maggioranza (Stato) e la Terna, stabilirà i casi di risoluzione e i danni in caso di violazione degli obblighi;<br /> - il contratto sul coordinamento del progetto del cavo definirà anche gli obblighi delle due parti, le sanzioni e i danni in caso di violazione delle obbligazioni contrattuali.<br /> Per il primo accordo è previsto il ricorso ad un arbitrato internazionale sulla base del diritto internazionale, mentre per gli altri due le parti dovranno far ricorso al diritto interno e ad un Tribunale Commerciale. La dirigenza della Prenos, tuttavia, ha rifiutato di rispondere in merito al cavo sottomarino, o a quello che è stato concordato a febbraio, quando è stato firmato l'accordo di cooperazione tra Montenegro e Italia, e quando sarà fatta la ricapitalizzazione della società. Terna, secondo gli annunci precedenti, dovrebbe entro la fine dell'anno a ricapitalizzare Prenos con 30 milioni di euro e acquistare il 22 per cento della partecipazione in tale società. Prenos, nei prossimi cinque anni, dovrebbe costruire una stazione di trasformazione vicino a Tivat di 410 kilowatt, e una linea di trasmissione sino a Tivat o Kotor partendo da Pljevja per 70 milioni di euro. Viene inoltre annunciato che Prenos e Terna finanzieranno e la costruzione di linea di trasmissione verso la Serbia e Bosnia ed Erzegovina, creando intorno al Montenego un anello energetico. Con l'adozione della legge sulla ratifica dell'accordo sarà stanziato un investimento da parte del Governo italiano di circa 200 milioni di euro in strutture nel territorio del Montenegro, mentre per il transito dell'energia elettrica sono previsti dai dieci a 40 milioni di euro all'anno, nonchè la possibilità di avere un più facile accesso ai fondi comunitari per lo sviluppo di sistema elettro-energetico. Stando a quanto affermato, quindi, dal partito di maggioranza, sulla base di ciò che è stato fatto finora, il Montenegro sarà sicuramente la base essenziale per lo sviluppo dei progetti energetici italiani nei Balcani. La realizzazione del cavo sottomarino tra Tivat e Pescara rimane in una situazione di apparente stallo. Con la firma dell'accordo tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Primo Ministro montenegrino Milo Djukanovic, lo scorso febbraio, sembrava essere giunto il momento di far entrare il progetto nella sua fase operativa, invece il cavo non viene neanche menzionato nella Strategia per lo sviluppo energetico del Montenegro fino al 2025, e non esiste nei piani urbanistici del territorio su cui insisterà fisicamente. Nonostante ciò, il Ministero dell’Energia ha più volte annunciato il suo completamento entro il 2014 eliminando ogni dubbio in merito. Alla metà dell'anno scorso, è stato firmato in Montenegro il Memorandum di intesa tra Montenegro e Italia sugli investimenti energetici per un valore che oscilla tra i 4 e i 5 miliardi di euro. Tale documento, firmato dal Ministro Branko Vujovic e dal Ministro italiano dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, oltre alla realizzazione di un elettrodotto sottomarino di interconnessione, prevede anche la costruzione di centrali idroelettriche in Montenegro, nonché di un impianto di produzione di elettricità a carbone e di un termovalorizzatore. <em><strong>Fulvia Novellino</strong></em>
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