Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Non è del tutto raro che istituti o agenzia di ricerca internazionali pubblichino inverosimili rapporti sulla situazione balcanica, in relazione ai collegamenti alla politica, all'economia e alla vita sociale di questi Paesi. …
Non è del tutto raro che istituti o agenzia di ricerca internazionali pubblichino inverosimili rapporti sulla situazione balcanica, in relazione ai collegamenti alla politica, all'economia e alla vita sociale di questi Paesi. Considerando che le statistiche spesso sono parte di un'attività di monitoraggio, si verificano di volta in volta delle finzioni mediatiche volte a screditare l'economia regionale. Questo quanto accaduto con il reportage del quotidiano americano Newsweek, che ha condotto una ricerca sui Paesi che offrono migliori condizioni per la vita quotidiana. Nei primi cento Stati compaiono Slovenia, Croazia, Albania, ma anche Burquina Fasso, Etiopia, Zambia, ma non la Serbia. Una classifica che è stata effettuata sulla base dei dati, forniti da istituti internazionali, che si riferiscono a cinque parametri: sistema educativo, sanitario, ambiente politico, qualità della vita quotidiana e dinamica economica. Tra gli autorevoli istituti internazionali a fornire i dati vi è la Banca Mondiale, che ha tre importanti fattori di riferimento: il PIL, indice di mortalità, livello sanitario ed educativo. Lo scopo della ricerca era principalmente quello di dare una risposta alla domanda: se fossi nato oggi, quale Paese vi offrirebbe migliori standard di vivibilità? I risultati mostrano al primo posto la Finlandia, un rilievo alquanto contraddittorio se si considera che la Finlandia è tra i primi Stati al mondo peri suicidi. A parte questo, le ricerche pubblicate dai vari media non sono rilevanti, come conferma anche l'analista politico e direttore del Centro per la ricerca alternativa, Milan Nikolic. "Se qualche ricercatore ha un qualsiasi pregiudizio nei confronti dei vari Paesi, esso potrà influire sulle valutazioni della ricerca. Inoltre, i sondaggi dei media non sono ricerche scientifiche, bensì sociologiche, perché certamente diverse da quelle realizzate dall'ONU o da altri organismi che si basano su un più ampio numero di criteri, a partire da un minimo di dieci”, conferma Nikolic. Un altro problema è costituito dalla mancanza di informazioni valide, aderendo a stereotipi e concetti di disinformazione. La Serbia è stata ancora una presentata come un Paese di nazionalismo, crimini di guerra, criminalità organizzata, raggiungendo così un quadro più pessimistico di altri Paesi africani ancora sconvolti dalle guerriglie. Eppure, gli ultimi anni la Serbia ha raggiunto condizioni che rientrano pienamente ai livelli dei primi 100. Per esempio la Croazia ha sicuramente un miglior sistema educativo, anche se questo trova riscontro anche in altri Stati ma non tanto differente che quello di Serbia, tenendo presente che con la fine della guerra il sistema di istruzione della ex Jugoslavia è stato ereditato da tutte le repubbliche createsi dopo. La Croazia si trova al 22simo posto per le offerte di lavoro , mentre sembra scontato il problema della protezione sanitaria e della dinamica economica. Sia sistema sanitario che educativo in Serbia è ovviamente in condizioni più precarie rispetto alla Croazia ma non tanto diverse. <br /> <br /> Diversi i risultati del giornale serbo Blic, che evidenzia come i cittadini della Serbia semplicemente "sognano una vita semplice", visto che le loro condizioni di vita vengono messe a dura prova dai salari di 330 euro al mese. “Un paio anni fa, abbiamo effettuato dal nostro centro un'intera ricerca su come viveva una famiglia in Serbia, tutto per una somma di 2000 euro. Tra i criteri non appare solo la questione dell'alimentazione ma anche dei trasporti, la preparazione dei bambini per la scuola, la vita sociale (cinema o teatro), tutto ciò che possiamo considerare come una vita normale", conferma Nikolic. In questa situazione economica così grave, non si devono dimenticare le condizioni di lavoro e la messa in sicurezza dagli infortuni, spesso precaria, con alti rischi per i lavoratori. Continua inoltre il problema della selezione della squadra lavoro, con la professionalizzazione e rispetto dei diritti degli operai, spesso costretti a lavorare in condizioni difficili. D'altro canto, i rappresentanti dei sindacati confermano che la Serbia sta lasciando la zona di influenza dell'ex blocco sovietico. Attualmente sono più di 200.000 le persone che ricevono un salario, e più di 110.000 non hanno un contratto regolamentare. La disoccupazione ha ancora una grande incidenza sul rapporto di lavoro. <br /> <br /> La seconda parte della ricerca evidenzia come la maggior parte degli intervistati sono disposti ad investire i loro risparmi in qualche business privato. Degli 800 dipendenti che sono stati licenziati nella Zastava, solo il 10% ha deciso di investire la liquidazione in qualche attività indipendente, limitandosi così ad aprire qualche chiosco, acquistare degli elettrodomestici o della macchine, pagare i propri debiti. La maggior parte dei dipendenti vorrebbe investire nel settore immobiliare e così risolvere i loro problemi, visto che fino ad oggi pagano una grossa cifra per gli affitti. Altri vorrebbero approfondire la specializzazione, mettere un po' di soldi parte o acquistare fondi bancari o pensionistici. Molti immaginano anche di spendere una parte della somma per viaggi, ma molti pensano che per fortuna e la felicità personale non serve a tanto, dando la precedenza ad uno Stato ordinato, la cura sanitaria e la politica dell'educazione, uguali opportunità per tutti , onestà e giustizia e soprattutto un po' più di umanità . Che i gravi problemi economici , mancanza di lavoro o soldi sacrificano la propria umanità che nessun salario potrà ripagare, come conferma la maggior parte degli intervistati. Una normale vita quotidiana con tutte le condizioni e senza disoccupazione, resta ancora un sogno ma non tanto irraggiungibile per i Balcani che cercano di sdoganare la loro brutta immagine nel mondo. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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