La Polonia, secondo l'indice di fiducia elaborato dalla AT Karney, è il sesto paese al mondo e il secondo in Europa in termini di attrattiva per gli investitori stranieri, si legge su "Gazeta Wyborcza". Dati alla mano, dallo scorso anno il valore degli investimenti stranieri diretti nel paese è aumentato del 75%.

Secondo la NBP, alla fine di maggio 2010, tale giro d&rsquo;affari ammontava a 5,1 mld di euro. &quot;<em>La Polonia sta cominciando a ricostruire la propria posizione cos&igrave; come essa si presentava prima della crisi; ma per vedere dei risultati concreti bisogner&agrave; attendere la stabilizzazione che non si avr&agrave; prima dei prossimi quattro o cinque anni</em>&quot;, ha affermato<strong> Iwona Chojnowska-Haponik,</strong> dell&rsquo;Agenzia polacca per gli Investimenti Esteri. Grazie anche all&rsquo;aiuto della<strong> PAIiIZ</strong> &ndash; societ&agrave; partner per le imprese straniere che entrano nel mercato polacco, in particolare attraverso investimenti diretti &ndash; quest&rsquo;anno sono gi&agrave; 29 gli investimenti esteri conclusi in Polonia, per un valore di circa 377 mln di euro e 6000 posti di lavoro per la manodopera polacca.

I principali paesi che fanno affari nel paese sono Stati Uniti, Gran Bretagna e Sud Corea. In crescita risulta il numero di investitori provenienti dai paesi asiatici, in particolare dal Giappone.

Cambia anche la tipologia degli investimenti. La Polonia non &egrave; piu semplicemente la location perfetta dove collocare fabbriche di assemblaggio o simili.

In altre parole, &egrave; in crescita il numero d&rsquo;investimenti nel settore dei servizi e, parallelamente, si riduce la quantit&agrave; di risorse destinate alla produzione. In particolare, circa un quarto di questo nuovo giro d&rsquo;affari, scrive &quot;Gazeta Wyborcza&quot;, richiede personale specializzato e produce apparecchiature di alta tecnologia.

Un primo esempio di questo tipo di investimento deriva dalla Nuctech che nella citt&agrave; polacca di Kobyłka ha fondato la sua prima azienda fuori dai confini cinesi. Nella fabbrica, che fattura 25 mln di euro l&rsquo;anno, si producono apparecchiature per contenitori di screening con l'uso di tecnologia nucleare.

Sempre pi&ugrave; aziende, poi, spostano i loro 'department for business' in Polonia (per esempio HP tiene la propria contabilit&agrave; finanziaria a Wrocław). Grazie alla <strong>Sea Invest</strong>, che ha investito 40 mln di euro per costruire un moderno terminal di movimentazione di carbone e minerali, il porto nord di Danzica potr&agrave; presto diventare il punto strategico principale per la gestione del Baltico.

Si stima che l'attuazione di tutti i 142 progetti supportati dalla PAIiIZ creeranno circa 33 mila posti di lavoro. Ma cos&rsquo;&egrave; che attira quest&rsquo;enorme mole di capitali esteri?

Secondo Rafał Baniak, Sottosegretario all&rsquo;Economia, si tratta di una serie di fattori concomitanti: una crescita del PIL tra le pi&ugrave; veloci d&rsquo;Europa per quest&rsquo;anno ed il prossimo, una progressiva dimunuzione dell&rsquo;inflazione e della disoccupazione, aumenti salariali generalizzati, il tutto accompagnato da una crescita sostenibile degli investimenti in infrastrutture. Baniak rintraccia, inoltre, nell&rsquo;efficienza delle politiche del lavoro e nella stabilit&agrave; del sistema bancario le direttrici fondamentali che portano a convogliare in Polonia l&rsquo;interesse degli investitori esteri.

La Camera di Commercio Americana, dal canto suo, se da una parte, evidenzia la qualifica spesso eccellente dei lavoratori polacchi e la posizione favorevole della Polonia in Europa, dall&rsquo;altra, critica la qualit&agrave; delle strade, i collegamenti ferroviari ma anche, e soprattutto, una burocrazia e un sistema fiscale che definisce opachi. Fatto sta che la mole di investimenti continua a crescere e da pi&ugrave; parti si stima che il futuro economico e finanziario della Polonia sar&agrave; sempre piu roseo.

Inoltre, per attirare ulteriori capitali esteri, il Ministero dell&rsquo;Economia non perde tempo, lavorando assiduamente su numerosi emendamenti legislativi riguardanti speciali settori economici. <em><strong>Silvia Vicari</strong></em>