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Sulle tracce della diffamazione

Le strategie di criminalizzazione e di lotta alla corruzione architettate da ONG e strane associazioni per la guerra alla criminalità, ai danni dei Governi e delle istituzioni, si possono definire 'racket internazionale' .

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-265839 · 5 min di lettura

OsservatorioItalianoLa cibernetica dell’informazione

Nient'altro sono che dei bracci armati di lobby e di quella bassa politica, che gode della complicit&agrave; di Bruxelles. Sto parlando di quegli organismi che nascono in una realt&agrave; locale o a ridosso di istituzioni internazionali, che nei fatti non valgono nulla ma che servono, anzi sono estremamente utili quando per privatizzazioni, per le alternanze politiche e per ottenere concessioni e licenze. Caso d'eccellenza, quello di Trasparency international, una pseudo associazione che millanta di avere tra le sue schiere esperti ed economisti, ma in realt&agrave; &egrave; una macchina per diffamare politici ed imprese, a proprio piacimento o in base al listino prezzi della loro quotazione sul mercato. Il loro scopo &egrave; quello di direzionare le privatizzazioni, ricattare i politici e manipolare i processi di integrazione, nascondendo i loro intenti con la lotta alla corruzione. Loro stessi, tuttavia, alimentano una corruzione a pi&ugrave; alti livelli, che agisce in maniera pi&ugrave; sottile perch&eacute; mette sotto scacco un Paese intero. Non &egrave; un atto criminale anche il ricatto di scatenare un'inchiesta contro un Premier, per ottenere in cambio la possibilit&agrave; di favorire delle lobbies? Esempio eclatante, &egrave; proprio la Bosnia Erzegovina, che ha tenuto in seno una serpe, che lavorava con insidia per paralizzare il Paese, ed in particolare la RS,&nbsp; producendo e diffondendo dossier falsi allo scopo di inscenare un processo mediatico preventivo, visto che le loro inchieste si sono rivelate puntualmente false. <br />

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Ora,&nbsp; Transparency international sta cominciando a sferrare un attacco al Montenegro, mediante il sostegno offerto alla ONG Mans, organizzazione locale che ha aperto varie inchieste e varie lotte nei confronti della criminalit&agrave; organizzata e della corruzione, prendendo di mira in particolar modo la famiglia Djukanovic, e dunque le attivit&agrave; della Prva Banka e il Governo di Milo. 'Qualcuno' potrebbe cos&igrave; essere&nbsp; interessato ai piani dell'Italia, ed in particolar modo al suo piano energetico in Montenegro, visto che un'azienda tanto discussa ma soprattutto molto indebitata,&nbsp; &egrave; sempre protagonista della cronaca dei media locali e dei suoi rapporti con il Governo. Bisogna prestare molta attenzione ai piccoli segnali provenienti da queste ONG, visto che hanno fatto della corruzione un business, perch&eacute; gridano,diventano attori, lottano per un mondo migliore, insomma 'il male contro il bene' e non si sa come potrebbero finire questi scontri.<br />

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Altra faccia della medaglia della civilizzazione e della integrazione, le&nbsp; varie organizzazioni&nbsp; nate dallo spirito umanitario della guerra&nbsp; e ora danno della 'lotta alla povert&agrave; di queste terre' il loro scopo di vita. Sembrano a prima vista dei Bohemien, vestiti in maniera alternativa e con&nbsp; piercing, convinti di essere fondamentali per la vita di questa gente e che il loro obiettivo &egrave; integrare. Non si bene cosa, visto che in Europa&nbsp; va tutto di male in peggio, e alla storia della integrazione non&nbsp; crede pi&ugrave; nessuno. Le popolazioni Balcaniche non infatti ben capito che cosa vuole l'Europa&nbsp; e perch&egrave; ogni tanto arriva&nbsp; qualcuno e racconta una storia, mentre subito dopo c'&egrave; qualcun altro che la smentisce. Un clima di confusione e smarrimento creato da una politica americana&nbsp; aggressiva, da un'Europa addormentata, e da Ministri e ambasciatori che stringono troppe mani, troppo facilmente, tanto che ormai sono pi&ugrave; dei manager che dei veri e propri ambasciatori.&nbsp; Questo tra l'altro &egrave; il sistema del vecchio continente, visto che la Russia ha cambiato la sua strategia e oggi nelle ambasciate esiste un nuovo addetto alla scienza e&nbsp; alla tecnologia. Mentre noi finanziamo i soliti noti - e si badi bene son sempre gli stessi, stesse facce, stessi ristoranti e stessi discorsi - Cina, Paesi Arabi e Russia avanzano, perch&eacute; sviluppo innovativo. Noi siamo convinti che questi paesi hanno bisogno di integrazioni, siamo convinti che esiste povert&agrave;, perch&eacute; &egrave;&nbsp; l'immagine dei rapporti di alcuni&nbsp; diplomatici che vogliono conservare uno status quo. Allo stesso modo agiscono queste ONG, assolutamente persuase del fatto che, grazie al loro intervento, il contadino sia riuscito a fare una multinazionale, e che una donna non &egrave; stata pi&ugrave; picchiata dal marito.<br />

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Questa l'immagine falsa e distorta di queste ONG, che dovrebbero&nbsp; mettere fine alla loro strategia della manipolazione. E' giunto il momento&nbsp; di controllare bene i conti di questi Bohemien, quanto realmente lavorano e cosa fanno,e noi abbiamo il dovere di controllare e rendere pubblico il loro operato, anche a costo di essere denunciati e querelati.&nbsp; Non dimentichiamo che la Comunit&agrave; Europea dal 1991 ha stanziato&nbsp; 7 miliardi di euro per i Paesi dei Balcani e in Bosnia sono arrivati 3 miliardi fino al 2006. Dati questi che si riferiscono solo all'UE, e immaginate quindi quanto denaro hanno speso America, Russia e Turchia per queste terre. Questo &egrave;&nbsp; diventato un vero e proprio teatro dallo stile hollywoodiano: c'e chi mente,&nbsp; chi recita, chi fa l'attore, e pian piano tutti scrivono libri, come Carla del Ponte e Florence&nbsp; Hartmann. Credo che bisogna mettere un freno a questi progetti inutili e costosi, che hanno un duplice costo, in quanto vanno ad alterare l'ecosistema sociale non conoscendo affatto le loro esigenze e i sistemi ottimali di intervento. &Egrave; come piantare un organismo geneticamente modificato in un campo di grano: il risultato sar&agrave; che l'intero raccolto andr&agrave; perso, e il contadino si sar&agrave; indebitato nella convinzione che quella fosse la strada dell'integrazione.&nbsp; Una metafora questa per descrivere i disastri che spesso le nostre ONG compiono, non capendo che il loro obiettivo di integrazione &egrave; solo un alibi per racimolare un po' di soldi, fare qualche viaggio e convincersi di aver migliorato il mondo. Molte volte ho sentito parlare della fuga di cervelli dall'Italia, ma nessuno ha detto che per tutti loro lo Stato italiano ha pagato anni di studi, per poi &quot;perfezionarsi all'estero&quot; e&nbsp; tornare in Italia 'pazzo'.&nbsp; <br />

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Un criminale - come lo chiama lo Stato - mi ha detto una volta &quot;io non mi sento un criminale, perch&egrave;&nbsp; sono onesto, se ho i soldi&nbsp; pago e metto me stesso&quot;.&nbsp; Mi chiedo quindi, chi giunge in queste terre perch&eacute; vuole integrare ed invece non fa altri che indebitare imprese e Governi, sono&nbsp; benefattori o criminali anch'essi?

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<em><strong>Michele Altamura</strong></em>

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