Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
Dopo l'esplosione nei pressi della stazione di polizia a Bugojno, in cui è rimasta uccisa una persona e sei sono state ferite, è stato lanciato un allarme di paura per i possibili nuovi attacchi che potrebbero divampare in qualsiasi…
Dopo l'esplosione nei pressi della stazione di polizia a Bugojno, in cui è rimasta uccisa una persona e sei sono state ferite, è stato lanciato un allarme di paura per i possibili nuovi attacchi che potrebbero divampare in qualsiasi altro luogo della BIH, tenendo presente che la comunità islamica si sta risvegliando pian piano con le sue attività definite “terroristiche”. Sotto ogni punto di vista, l'esplosione a Bugojno non è stato altro che un puro attacco terroristico con il fine di provocare vittime e paura tra la popolazione nella BIH, dimostrando inoltre fin dove può spingersi l'incapacità e l' indifferenza degli ufficiali del Ministero della sicurezza, dell'Agenzia per la sicurezza OBA e la Procura della BIH che da anni negano l'evidente esistenza di vari gruppi terroristi sul territorio della Bosnia. Ciò che più preoccupa è che, dopo una settimana dall'attentato, le istituzioni che stanno seguendo il caso di Bugojno non hanno dato nessun rapporto alla Commissione per la Difesa e la Sicurezza dell'Assemblea Parlamentare della BIH, né alcuna proposta in merito alle prossime azioni da intraprendere per garantire la sicurezza dei cittadini nella BIH, evitando così il prossimo attacco. Il Ministero della sicurezza, l'Agenzia OBA e la Procura di BIH, hanno fissato come altro termine venerdì 9 luglio, quando l'Assemblea Parlamentare della BIH dovrà fornire le informazioni e la proposta delle misure di sicurezza sulla base delle quali la Commissione può procedere. Slobodan Saraba, il secondo Vice Presidente della Commissione per la difesa e la sicurezza, conferma che nessuna delle cinque agenzie assunte per fornire informazioni e direttive ha fatto qualcosa. Malcontento con la riunione l'ha espresso anche Sefik Dzaferovic, primo Vice Presidente della Commissione che vorrebbe al più presto possibile ottenere dal Parlamento delle misure per una efficace lotta contro il terrorismo.<br /> D'altro canto, questa non è la prima volta che le autorità responsabili della sicurezza dello stato non hanno agito tempestivamente, o hanno nascosto molto bene la verità negando il problema, anche grazie all'aiuto della comunità internazionale e degli stessi alti rappresentanti. Valentin Inzko ha solo rilasciato una fredda dichiarazione di condanna dell'attentato, per poi recarsi in ospedale e così ai poliziotti feriti, ma sembra che tutto sia finito lì. L'OHR non sembrava nemmeno molto rigido dinanzi alle autorità della sicurezza della BIH, o almeno non tanto come per le questioni relative agli immobili e alle proprietà militari, o anche per il destino della Elektroprivreda BiH. I politici sembrano invece troppo preoccupati a compilare la loro campagna elettorale, mentre i normali cittadini assistono alla crisi politica - da una parte - e all'avanzare della invisibilità” delle cellule terroristiche. Il dramma è che l'essere invisibile è talmente inserita nella quotidianità bosniaca, tale che spesso il terrorismo è mescolato con religione islamica fondamentalista, che dà a sua volta l'alibi a fenomeni come la “islamofobia”. Il terrorismo “diventa” religione islamica per tutti i sospettati che non vogliono essere arrestati. Intanto, a Gornja Maoca, i wahabiti hanno rivolto un appello a i tutti bosniaci musulmani ad unirsi per una contra “umiliazione” dell'autorità civile nel BIH. “Noi non siamo nessun pericolo per voi, anzi, noi vogliamo tutto ciò che ognuno vuole per se stesso, noi siamo i vostri più vicini amici. Non rientrate in queste storie perchè loro vi vogliono distrarre dalla fede”, annunciano i wahabiti anche tramite i loro web siti e messaggi ai musulmani nel BIH. A loro parere, l'attacco terroristico è un "semplice reato utilizzato per i ragioni politiche e per far paura la gente della BIH”, mentre ricordano l'assassinio a Mostar di un giovane wahabita, con il cranio schiacciato, mentre il corpo era stato adagiato davanti alla moschea”. “Carnivori, predatori, avvoltoi!!!” sono le parole con cui la comunità wahabita denuncia la strumentalizzazione di tali eventi in piena campagna elettorale. Ricordiamo che proprio a Gornja Maoca, nel corso dell'operazione detta "Svjetlost" , sono trovate delle grandi quantità di armi e di materiale propagandistico che coinvolge la comunità wahabita con i mujaheedin e la stessa Al Qaeda. Quella enclave, costituita da 40 famiglie, viene oggi considerata come il luogo per eccellenza, in cui il fondamentalismo islamico fiorisce ogni giorno risvegliandosi poi su tutto il territorio della BIH. In realtà, dietro ogni grande atto criminale, si nasconde la matrice economica e finanziaria, visto che i vari politici bosniaci, usando i loro finanziamenti per le attività politiche. Ora sono ricattati, e l`unica cosa che possano fare è restare zitti. Lungo lo stesso filone, sembra inserirsi l'arresto di due cittadini dell'Arabia Saudita da parte dell'Agenzia per le indagini e la protezione BIH (SIPA) a Lukavica, per spionaggio ai danni dei funzionari di RS mentre atterravano con il loro elicottero in città. All'interrogatorio hanno confermato di essere parte della “polizia dello Sharia”, ma che il loro interesse era puramente turistico, visto che stavano filmando "un bel albero di ciliegie". La storia è finita con il rilascio di due arabi il giorno successivo, dopo che gli inquirenti hanno confermato che le loro attività non erano terroristiche, mentre tutti i dati sono stati inviati alla procura della BIH. Come afferma la polizia della RS, i due uomini sono rimasti in Bosnia per dieci giorni e poi ripartire. <br /> <br /> Intanto, le autorità stanno comunque sospettando che è in corso la pianificazione di un atto terroristico nei confronti di una persona importante oppure di un edificio della polizia. Darko Trifunovic, membro del team di esperti per la lotta contra il terrorismo e la criminalità organizzata, afferma che vi sono nuove informazioni che lungo i confini tra RS e FBIH stanno organizzando nuovi campi d`addestramento di mujaheedin, per prendere il controllo su strade ed edifici, incluso anche il palazzo del Governo della RS. A suo parere, la RS dovrebbe “pensare a se stessa” e così proteggere la vita dei suoi cittadini , perche nessuno di loro ha fiducia nelle istituzioni della BIH quando si tratta di sicurezza. “Il Governo della RS dovrebbe chiedere subito il ritorno delle ingerenze per la gestione della sicurezza a livello di entità, creare il Ministero per l`emergenza, perchè il terrorismo è una delle situazioni straordinarie ed emergenti per le quali la BIH potrà richiedere la protezione dei confini della BIH e tra le due entità”, conferma Trifunovic. A suo parere, la RS dovrebbe avere una propria agenzia per la sicurezza e sapere cosa succede nella BIH, perchè i funzionari della BIH sono coinvolti nelle varie attività terroristiche, come dimostrato da vari documenti e rapporti. A suo parere, fra un paio di anni potrà accadere che i musulmani e i croati vorrebbero trasferirsi dalla Federazione alla RS perche i loro figli non si sentiranno più al sicuri dai mujaheedin e wahabiti. Trifunovic conferma che la RS è economicamente e politicamente una entità solida che è in continuo avanzamento, e proprio per questo certi circoli della Federazione usano i wahabiti per attaccare proprio questa solidità della Srpska. In questo momento la RS ha a propria disposizione solo un ente di anti-terrorismo armato, ma non può difendere la popolazione ha una centinaia di mujahedin in atto, conferma Trifunovic. Secondo lui, è una illusione aspettarsi che la RS in nome “dell'integrazione europea” paga e investe con i propri soldi nella sicurezza al livello della BIH, che poi va a funzionare come una minaccia per la sicurezza della RS e i suoi cittadini. “Quando noi abbiamo parlato della rete dei fondamentalisti islamici che usano il terrorismo come metodo per portare avanti la loro guerra santa, abbiamo sottolineato che il partito dell'SDA sin dall'inizio aveva stretti legami con i terroristi, come nel caso di TWRA e l'Agenzia per gli aiuti al terzo mondo”, conferma Trifunovic, aggiungendo che nei documenti Interpol “Visbaden” e l'ufficio austriaco confermano che Osama Bin Laden aveva stretti legami con i politici della BIH, come l'ex presidente Izetbegovic, Hasan Cengic, Husein Zivalj e tanti altri che tutt'oggi partecipano alla vita politica della Bosnia. Nel quella rete è coinvolto anche Haris Silajdzic, con la sua attività di traffico delle armi tramite la Air Bosnia. Tutti questi segnali di pericolo, hanno indotto le autorità della RS ad elevare il livello di sicurezza , come ha confermato il Ministro degli interni della RS, Stanislav Cado, aggiungendo che le autorità della Srpska hanno una chiara immagine su cosa sia il terrorismo e dove può portare sopratutto in questa zona, dove esistono difficili esperienze del passato recente. Si è detto inoltre insoddisfatto della collaborazione con le agenzie di sicurezza della BIH contro il terrorismo, mentre maggiore è la comunicazione con le agenzie estero. Nel frattempo, resta quindi uno spettrale silenzio sugli attacchi terroristici della Bosnia e sembra che nessuno vuole esporsi più di tanto sulla possibilità che un solo o un piccolo gruppo sta cercando di distrarre l'attenzione da un'azione terroristica di più grande scala, che ha alle spalle una rete terroristica più ampia e globale. <em><strong>Biljana Vukicevic</strong></em>
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