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Tirana - 28 marzo 1997. I media albanesi ricordano come "il sogno dei migranti albanesi di lavorare e vivere in Italia, venne interrotto prima di iniziare." La tragedia coinvolse 120 migranti albanesi imbarcati sulla carretta del mare <strong>Kater…
Tirana - 28 marzo 1997. I media albanesi ricordano come "il sogno dei migranti albanesi di lavorare e vivere in Italia, venne interrotto prima di iniziare." La tragedia coinvolse 120 migranti albanesi imbarcati sulla carretta del mare <strong>Kater I Rades</strong>, troppo appesantita dal trasporto e dalla traversata, riuscì appena ad entrare nelle acque territoriali italiane nei pressi di Otranto in Italia quando entrò in collisione con la corvetta “Sibilla” della Marina Italiana. I danni riportati dall’imbarcazione albanese la portarono da subito ad imbarcare acqua e a rovesciarsi mentre uomini, donne e bambini si ritrovarono presso in mare. Così si è consumata una delle più grandi tragedie albanesi. Morirono oltre 80 persone, molte donne e bambini. 52 cadaveri sono stati ripescati immediatamente dopo la tragedia, mentre altri sono stati trovati soltanto mesi dopo. La tragedia scatenò tante polemiche anche in Italia, soprattutto nei confronti del Presidente del Consiglio di allora Romano Prodi che dispose un ferreo blocco navale nel Canale d’Otranto proprio al fine di arginare il fenomeno degli sbarchi di clandestini, mentre lo Stato albanese viveva una delle crisi più dure della sua storia. I familiari delle vittime, nella ricorrenza della morte, hanno manifestato davanti all’Ambasciata italiana, per dimostrare insoddisfazione nei confronti della sentenza magnanima che vide condannati i comandanti di entrambe le imbarcazioni.
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