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Belgrado - La Russia potrebbe costruire costruire una base militare in Serbia, al confine con il Kosovo. Lo riporta in una sua analisi la rivista britannica The Economist, citando fonti diplomatiche di alcuni paesi dei Balcani, come Kosovo, Bulgaria e…
Belgrado - La Russia potrebbe costruire costruire una base militare in Serbia, al confine con il Kosovo. Lo riporta in una sua analisi la rivista britannica The Economist, citando fonti diplomatiche di alcuni paesi dei Balcani, come Kosovo, Bulgaria e Macedonia, secondo le quali si sta preparando la risposta della Russia all'espansione della NATO verso est. Sull'installazione di una base dell'esercito russo in Serbia, circolano speculazioni dalla visita del presidente Dmitri Medvedev a Belgrado, nell'autunno dell'anno scorso. Fonti del Ministero della Difesa russo ha respinto tali dichiarazioni, pur confermando che allora è stata esaminata la possibilità di creare un centro russo-serbo per il coordinamento logistico per le emergenze a Nis. <em>"La costruzione dovrebbe iniziare nei pressi dell'aeroporto di Nis, ampliando la sezione civile in collaborazione con il Governo russo. Forse vi è stato un malinteso, perchè il centro non ha alcun scopo o funzionalità militare, né sarà convertito in base militare. La costruzione del "centro" resterà sotto la giurisdizione del Ministero russo per le situazioni di emergenza, e non del Ministero della Difesa"</em>, precisano le fonti russe. Da notare che attraverso Nis passa anche una sezione del Gasdotto South Stream e del Corridoio pan-europeo X. "I vicini Balcani - scrivono i russi - è una realtà 'semi-militare'". <br /> <br /> L'Economist nel riportare tali osservazioni, ripete più volte le parole dei rappresentanti della NATO, che non sembrano preoccuparsi della presenza russa a Nis. L'analista britannico però continua a collegare la cooperazione serbo-russa, con il "sentimento nazionalistico" serbo, perchè non intende rinunciare al Kosovo, nonostante Stati Uniti e UE invitano a mettere da parte tale retorica "se veramente vogliono far parte dell'UE". I diplomatici occidentali - continua l'Economist - continuano a rilevare come "il presidente russo Dmitri Medvedev porta avanti una dottrina militare secondo la quale l'espansione della NATO è una minaccia per la sicurezza nazionale e che conferma che l'uso delle armi nucleari è giustificato in caso di minaccia per la sopravvivenza della Russia. Tuttavia, la dottrina afferma ancora che la probabilità di un conflitto nucleare è bassa. Tuttavia, le nuove linee guida non includono l'idea del capo del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrusev per l'uso di armi nucleari nei conflitti regionali".
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